LETTERA DALLA RIVOLUZIONE FRANCESE – di Michela Maccaroni

Cara madre mia, sono io, la vostra unica figlia. Non ce la faccio più! Vivere ormai è diventata una tortura! Non c’è da mangiare, né da bere, nei campi non c’è niente. Intorno a me vedo solo sofferenza, dolore, povertà, disperazione. Non riesco a sopportare la vista di mio marito che ritorna dai campi a mani vuote, e miei figli? I miei figli sono affamati, hanno volto sofferente e triste, ma non si lamentano. Capiranno forse cosa succede? Senza di loro non saprei cosa fare,
ma quando li guardo nei loro piccoli occhi spenti e innocenti, mi fondono molta tristezza e sento come se qualcuno mi stesse pugnalando qui, proprio al cuore. Se loro soffrono, io soffro di più; se loro sono tristi, io ancor più di loro. E mi immagino i vostri occhi, il vostro volto e il vostro cuore cosa sta patendo!
Ti ricordi quattro anni fa,quando il popolo prese la Bastigliaed io,come voi,e come tutti, mi illusi che la situazione sarebbe cambiata? Quanto ho sperato che i Francesi potessero avere gli stessi diritti e doveri! Quanto avrei voluto far parte dell’assalto a Versailles nel 1789, quanto avrei voluto essere tra quelle seimila donne, ma sono rimasta a casa con i miei figli. Avrei voluto vedere quando Luigi XVI scappo’ in Belgio e quando l’hanno trovato e portato a Parigi! Vi ringrazio per avermi fatto studiare, altrimenti ora non starei qui a scrivervi e oggi non potrei guadagnare qualche soldo,scrivendo lettere per persone che non hanno avuto la mia stessa possibilità,cioè quella di aver studiato e saper scrivere. Se voi mi guardaste ora…sono molto magra, il mio viso è sciupato, pallido, sembro uno spettro! I miei occhi sono spenti, tristi, la mia ragione di vita sono i miei figli e il mio pover’uomo. E come se non stessimo soffrendo,quel traditore francese di Robespierre,vuole mandarci a morire contro gli austriaci e i prussiani. Come ci può tradire così? Perché ci vuole far fare questa orribile fine? Cosa gli abbiamo fatto? Adesso spero che sia contento di averci rovinato la vita. E adesso che penseranno i miei figli?Che futuro li aspetterà?Avranno una vita come i loro genitori?Saranno felici? O vivranno come adesso nella povertà e nella disperazione? Si vergogneranno di essere francesi?Staranno bene?Cara madre,chissà cosa li aspetterà! Spero con tutto il mio cuore che dalla vita avranno il meglio e che non si vergogneranno dei loro genitori. Prego anche che voi stiate bene e che qualcosa di buono capiti nella vostra vita.



Vostra amata figlia Louise”

Michela Maccaroni


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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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