Cara madre,
questa mattina mi sono alzata, ho trovato una lettera sul comodino della camera, l’ho subito aperta; c’era scritto: < vuol dire che non vi amo o che non voglio bene i nostri figli…
Vi auguro con tutto il bene che vi voglio che stiate bene, anche, se con queste condizioni, è molto difficile tirare avanti.
Con affetto vostro marito.>>

Sapete, madre, nonostante le grandi difficoltà economiche che ci sono in questo mondo, mio marito non ha mai smesso di seguire i nostri figli o di fargli sognare un futuro migliore; verso di loro prova un sentimento e un affetto così grande che nessuno potrà mai superare. Lui vuole un mondo migliore e una nazione unita.
Anch’io, o madre, ho le stesse sue ambizioni, ma al solo pensiero che devo lasciare una famiglia e che non so cosa mettere a tavola, mi viene da piangere e mi viene da pensare a quante persone soffrono come me . Mi arrangio ogni santo giorno per aiutare i miei piccoli figli, per sfamarli perchè loro hanno una vita davanti e non possono morire di fame. I viveri sono scarsi e alcuni beni si trovano solo al mercato nero, dove la roba costa il doppio. Ogni tanto penso a tutti quei bambini che non hanno genitori e che forse dormono per strada perchè non hanno una casa. La povertà a volte ci rende egoisti e crudeli. A volte non ci rendiamo conto di quello che facciamo.Mi piacerebbe tanto aiutare quei bambini che sono da soli, ma il mangiare non basta neppure per me e per i miei piccoli. La mancanza di mio marito si sente. Non so più come tirare avanti senza di lui: mi dava più sicurezza..La vita ora
sarà più dura senza un uomo accanto, che ti consola, che ti fa star tranquilla…Nella mia vita ho già tanti problemi e se mio marito verrà a mancare i problemi invece di diminuire, aumenteranno. Se questo mondo non migliorerà la gente soffrirà enormemente.
Oh madre mia! Spero che voi non stiate soffrendo come me, ma ci credo poco. Come vorrei che foste qui a farmi compagnia e a darmi sostegno! Non so più come comportarmi nei confronti dei miei figli. Mi chiedono spesso di loro padre ma non so cosa dirgli:
non mi va di dirgli che è partito e li ha lasciati!
Sicuramente ora posso capire come siete stata male quando anche voi siete rimasta sola, quando mio padre se ne andò di casa per lottare per la libertà della Sicilia nel 1821. Mi dispiace farvi ripensare a mio padre, ma adesso il suo ricordo mi dà sollievo…
Papà spesso mi prendeva in braccio, mi metteva sopra le sue ginocchia e mi parlava di quanto fosse importante che il re
concedesse la costituzione al popolo, ma alla fine per tranquillizzarmi mi metteva a letto e mi raccontava delle favole.
La vita non è stata buona con me, ma ora voglio credere almeno nel futuro. Voglio dare speranza a miei piccoli figli. Forse un domani le cose andranno meglio! Se mio marito tornerà costruiremo insieme un futuro migliore per i nostri figli, li faremo studiare e avranno la tutela dei loro diritti.
Spero , cara madre, che un giorno questa bella famiglia possa riunirsi e continuare il resto della vita insieme.

Spero di riabbracciarvi presto.
Fatemi avere al più presto vostre notizie.

La vostra adorata figlia
Michela Loreti De Paolis
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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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