Alians’ Planet chiama Terra

Sto partendo. Non riesco più a vivere in questo pianeta talmente inquinato di ossigeno. A noi alieni l’ossigeno danneggia i polmoni e ci fa morire lentamente. La luce di Alfa-185 non si riesce a percepire minimamente. Sono disperato. Dappertutto c’è caos: il cielo è devastato da navicelle in partenza. I bambini sono impauriti e gridano a squarciagola. Le industrie stanno cercando di produrre più rifiuti possibili per trasformarli in aria per noi respirabile. Noi di Alians’ Planet possiamo respirare solo aria satura di sostanze tossiche e pesticidi. Percepisco l’odore sgradevole di ossigeno che mi sta pian piano stordendo. Salgo in fretta sulla navicella. Destinazione sistema solare.

Lo scopo di questo viaggio è trovare qualche pianeta colmo di rifiuti tossici per poi importarli in Alians’ Planet. E’ così bello perdersi tra i pianeti! Per fortuna che nonno Jack per il compleanno mi ha regalato questa navicella. E’ così confortevole! E’ una Nimbus 2000, la più tecnologica della categoria. Ma la cosa più strabiliante non è il frigorifero all’interno della navicella o il forno elettrico, ma l’aria condizionata all’essenza d’immondizia. Questo profumo è così piacevole che fa rilassare chiunque entri nella Nimbus.

Fino ad ora non ho trovato tracce d’immondizia da nessuna parte. Mi sto scoraggiando. Ma ad un tratto vedo in lontananza un pianeta apparentemente molto affascinante. Mi avvicino. Ah, ma è il pianeta azzurro, quello delle favole! Allora non erano solo frottole, esiste davvero. E’ molto piccolo rispetto al nostro pianeta. Vederlo da così vicino è molto emozionante! Ma avvicinandomi sempre di più noto un particolare: il cielo è buio e nero, il sole è spento, al contrario di come era descritto nelle favole.

Finalmente atterro. Scendo dalla navicella. Non un suono. Non un essere vivente. Nessuna traccia di vegetazione. L’aria che mi accarezza il corpo è satura di diossina.

Che ne sarà stato della civiltà umana? Perché è diventato un pianeta così inospitale? A giudicare dagli scheletri delle fabbriche deve esser stata una civiltà molto produttiva e consumistica e forse la diossina è ciò che resta di un pianeta sommerso dai rifiuti.

Montagne di rifiuti mi sbarrano la vista. Continuo a camminare. L’aria che respiro mi sta facendo pian piano riprendere le forze che avevo perso su Alians’ Planet. Sento, nel miscuglio di gas che sto respirando, una sostanza aeriforme molto piacevole e rilassante. Smog, polveri sottili, clorofluorcarburi…aahh…era tempo che non respiravo a pieni polmoni! Come si fa a non apprezzare un simile paradiso terrestre? Questi umani devono essere stati una sottospecie bipede dal cervello veramente limitato!Non ci posso pensare…mentre Allians soffoca nell’ossigeno più puro e maleodorante, in questi piccolo gioiellino galattico c’è u’atmosfera sopraffina, da intenditori!!!

Chissà cosa penseranno i miei genitori quando non mi vedranno rientrare in orbita…qui finalmente posso essere felice, senza nessuno che mi tormenti e con un clima da invidia!

Ma cos’è quello che appare all’orizzonte? Un bipede…barcolla…ha la pelle ridotta in squame e nell’arto superiore tiene serrato un oggetto metallico con una lunga canna grigio antracite…Ma perché si avvcina e non mi parla, non mi saluta? Perché improvvisamente acciglia lo sguardo, avvicina l’oggetto metallico all’occhio e si ferma rigidamente a gambe aperte? Non so, strani questi umani…Starà cercando di comunicare con me…Poco importa, adesso su questo bel pianeta non sono solo…hey, ma cos’è questo bruciore nel mio petto? Accidenti perdo sangue…sento i sensi venire meno e intravedo l’umano avvicinarsi…mi soccorrerà, sono certo. Ripenso a Allians e ai miei genitori, mi riempio il petto di aria salubre alla diossina…la testa gira, mentre l’umano ride del mio stato e sogghigna felice, prima di cadere a terra anche lui. Per un attimo ci fissiamo: due esseri, due civiltà che non hanno saputo mantenere e custodire il pianeta dato loro in dono, due vittime del progresso a tutti i costi

Il respiro ci viene meno…ci abbandoniamo fissando il cielo plumbeo sopra di noi…nenache la diossina potrà salvarci…

Andrea Maccaroni

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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