Luigi XVI alla vigilia della presa della Bastiglia

Alto, bello e giovane: io sono Luigi XVI, temuto sovrano di Francia. Tutto qui è mio: dalle montagne più alte e maestose, fino a quei terreni laggiù, coltivati per me dal mio amato popolo. Devo dire, però, che non vedo quelle terre dare frutti da molto tempo… Il popolo non lavora più, che stesse confabulando qualcosa contro di me? E’ da un po’ che vedo strani movimenti in tutta la città. Quando passo con la mia regale carrozza per le strade, tutti si voltano, borbottano parole incomprensibili, mi evitano e mi lanciano occhiatacce da lontano. Comincio ad avere paura di non ricevere più né soldi né cibo dal mio popolo. Come posso fare? Cosa mangio? E soprattutto, con cosa pago le mie reali vesti?

Forse in passato non gli ho dato quello che volevano? Ma cos’altro potevo fare? Ho dato tutti i privilegi possibili ai nobili e al clero spendendo per loro montagne di soldi. Ho abolito le tasse inutili, ho dato al popolo un terreno da lavorare per me…Che si può volere di più? Certo non potranno mai essere come me…Inoltre la Francia, da quando sono al trono, risplende per grandezza. Sono arrivato persino alla bancarotta per accontentare quei morti di fame! Mi hanno sempre rispettato e temuto come un dio. Non si sono mai accontentati di niente e ora si mettono a fare i crocicchi. Che cos’altro potevo dargli, cosa? Non certo soldi, non ne avevo più neanche per me! Ho sofferto anch’io quando non c’erano i soldi. Non potevo permettermi niente oltre ala mia vita di corte! Forse volevano…l, ma sì, oro! Volevano oro e diamanti! Eh no, questo non posso permetterlo: era ed è roba mia!

Ma gliela farò pagare! Passeranno guai seri se oseranno farmi qualcosa! Se proveranno a toccarmi, per loro sarà la fine, li farò morire tutti! Gli confischerò i terreni, aumenterò le tasse, li rinchiuderò nella Bastiglia e lì li farò marcire! Altro che fame, diventeranno scheletrici! Muoverò la Guardia Nazionale contro di loro. Farò morire donne bambini. Abbatterò le loro case e li caccerò dalla Francia.

Il re non si tocca.

È ora che il popolo lo capisca per bene.

Sara Testa

Annunci

Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...