RILFESSIONI SUL TERREMOTO IN ABRUZZO

Volutamente, ragazzi, ho fatto passare un po’ di tempo dal grande terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo: l’impulsività e la fretta, si sa, sono nemiche dello spirito critico. L’Abruzzo è a due passi da noi e questa tragedia la sentiamo anche un po’ nostra, visto che anche San Vito ha conosciuto momenti difficli, sia per i sismi e sia per il disastro idrogeologico dello scorso anno.

Cosa ha provocato in voi questo evento drammatico? Quali sentimrnti e riflessioni vi ha suscitato?
A voi la parola ragazzi!
Un abbraccio.
La prof.

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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2 risposte a RILFESSIONI SUL TERREMOTO IN ABRUZZO

  1. Giada ha detto:

    Tutti siamo al corrente di quello che è successo in Abruzzo: intere città distrutte e con esse centinaia di persone sono rimaste sotto le macerie, morte insieme ai loro cari e ai loro figli. Questo avvenimento mi ha lasciata molto turbata, non soltanto per il terremoto in sé stesso, ma anche per tutte le conseguenze che ha provocato. Adesso tantissime persone si ritrovano senza una casa,senza un lavoro. Noi che viviamo tranquillamente al riparo nelle nostre case non ce ne rendiamo conto: ma pensiamo a quella gente che ha perso tutto in questa tragedia… E adesso una domanda è d’obbligo: chi si assumerà la responsabilità di quello che è accaduto? Non possiamo scaricare ogni colpa dicendo che è stata solo una catastrofe naturale. No! Come si potrebbe davanti a tanta disperazione… Proprio per questo c’è bisogno che la verità venga fuori! Le televisioni hanno parlato di alcuni difetti di costruzione delle case. Dunque questa strage poteva essere evitata in parte…o no? Non è forse ora che ognuno cominci ad assumersi le proprie responsabilità?

  2. Cristina ha detto:

    Penso che, come dici giustamente tu, Giada, sia ora che qualcuno si assuma delle responsabilità. E’ vero, il terremoto è stato di una magnitudo notevole, ma non eccessiva al punto da creare un simile disastro. Da quello che ci dicono geologi e tecnici, la responsabilità della tragedia va ricercata non nella faglia aquilana, ma nel modo di costruire case e abitati…Non è il terremoto ad uccidere, sono le case costruite male.La prof

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