Nei panni di un podestà medievale – Scrittura creativa IIA


Finalmente, era ora!
Sono stato scelto come podestà di Bari. Sono molto contento di essere stato scelto. Ovviamente non deluderò il mio popolo, il comune si è appena formato ed io voglio amministrarlo al meglio.
Il feudalesimo è finalmente svanito, cancellato dalla faccia della terra , il sovrano non ci sarà mai più, sono sicuro.
E quei poveri servi ora sono liberi, quegli uomini non hanno più il bisogno di lavorare ed essere sfruttati. Ora possono mangiare, nutrire la propria famiglia. In questo comune appena formato la vita sarà perfetta.
Inoltre tra il popolo non ci saranno distinzioni, saremo tutti uniti. L’arengo svolge il suo lavoro nel migliore dei modi, grazie alla sua competenza fa sentire i cittadini a proprio agio, cosa che non succedeva all’epoca del feudalesimo. I miei fidati consoli, eletti dall’arengo (che devo ammettere ha fatto una scelta perfetta), mi hanno garantito che le leggi non saranno né troppo dure né troppo tenere: leggi rispettabili e devo dire che il popolo anche va fiero del lavoro da loro svolto. Sono delle brave persone, educate e disponibili sempre pronte ad aiutare e di questo devo ringraziare l’arengo che ha ottimo gusto nel scegliere i governatori di questa città.
Ora ho piacere a guardare i miei compaesani che camminano armoniosamente per le strade della città . Vedere il sorriso stampato sulle loro labbra riempie di felicità anche me. La pace avvolge questo comune, la serenità, la contentezza!
E il solo pensiero che fino a poco tempo fa la città era avvolta da tristezza, discordia e ingiustizia mi fa rabbrividire.
Quella povera gente era maltrattata , sfruttata e malpagata. Gli insulti la schiacciavano più di quanto potessero schiacciarli pietre e aratri. Quei luridi padroni hanno fatto la fine che si meritavano, ora la pace li ha soppressi e ha vinto con giustizia, dignità e merito.
Il comune oltretutto è ben organizzato anche in fatto di edifici pubblici e privati. Tutti ora si possono permettere una casa, tutti ora hanno la massima tranquillità nel fare passeggiate in giro per le strade senza la paura che accada qualcosa di pericoloso e malvagio.
Il sud ha conquistato inoltre, dignità, finalmente siamo qualcuno e quei tiranni dei Normanni, anche se ci hanno sottomesso e schiavizzato , ora hanno perso e il sud è in forte sviluppo culturale, commerciale ed economico.
Noi siamo novellini, questo comune ha appena preso vita, ma sento che sarà il migliore in assoluto.
Le genti future mi ricorderanno come: “IL MAGNO PODESTA’”, “IL MIGLIORE EROE DEI COMUNI”, “IL SALVATORE DELLE NOSTRE VITE E IL BENEFATTORE DEL COMUNE”.
Quando morirò mi dedicheranno statue e lastre in marmo pregiatissimo con incise frasi che ricordino la mia bontà, la mia grandezza e la mia disponibilità, e per il mio buon senso, la mia onestà e la capacità di amministrare la vita pubblica dei cittadini… tutta l’Italia mi contemplerà, no , tutta l’Europa mi ricorderà e mi contemplerà, anzi sono sicuro che il mondo intero mi ricorderà, mi contemplerà e parlerà a non finire del mio buon nome. In tutte le lingue verrà detta , ripetuta studiata a memoria la frase “Aquino Levanto, il podestà di Bari, era l’uomo più buono, gentile, disponibile, onesto, giusto,pacifico… dell’universo. Era il migliore.”
Tutta la gente che non mi ha conosciuto rimpiangerà, alla mia morte, di non essere mai venuta a Bari, di non avere mai avuto l’occasione di almeno solo toccarmi, o meglio osservarmi da lontano, direi anche solo vedermi di sfuggita con la coda dell’occhio.
Alla mia tomba accorrerà gente a non finire, e Bari mi ringrazierà di essere nato, di avere amministrato la città così bene, di avere concesso a ogni singolo cittadino la possibilità di vivere una vita placida, tranquilla e serena.
Oltretutto dall’arengo sono stati scelti i migliori consoli che esistono sulla faccia della terra l’amministrazione comunale andrà a gonfie vele. Anche se la carica sarà prevista solo per un anno la rivolta dei comuni sarà garantita, d’altronde con uno come me non si può fallire anche l’impresa più difficile e dolorosa. Sono sicuro che se all’epoca dei Greci fossi stato io il capo di quei trecento cavalieri spartani avrebbero sicuramente vinto. D’altro canto io gestisco le imprese degli eserciti a meraviglia e tutti i cavalieri mi lodano ora e mi loderanno per sempre.
I miei figli avranno spasimanti a volontà, tutte le donne più belle vorranno avere anche solo una misera opportunità con loro. E così avverrà per i figli dei miei figli e per i figli dei figli dei miei figli. Garantirò pace e giustizia più di quanta ce ne sia attualmente.
Però c’è un problema che potrebbe ribaltare la vita del mio comune, l’invidia. Tante qui a Bari sono le persone che vanno tenute a bada. Persone che possono far diventare questo comune un centro di rivalità, odio e ingiustizia. Il loro interesse è prendere il potere, si fanno guerra e non provano alcun sentimento nei confronti delle persone che esigono, perché lo meritano, pace e tranquillità. Queste persone vogliono solo riportare alla luce il disprezzo che c’era tra i ricchi e i servi.
Le parole “vita cittadina” non esistono nel loro vocabolario, la sete di potere li porta a fare gesti inconsulti, potrebbero andare fuori di testa.
Ma io non ho paura, io mantengo la promessa fatta a me stesso e al popolo, io mantengo la pace più assoluta, e questi elementi, senza bisogno di eliminarli, grazie a me non danno più fastidio, perché sono stato io a imporglielo, a ordinarglielo, a comandarglielo! Sto facendo di tutto per mantenere la calma, la preoccupazione non è mai entrata e mai entrerà nel mio comune, grazie alla mia saggezza nessuno si è accorto che ci sono state delle piccole discordie tra famiglie, agendo con astuzia sono riuscito a mantenere la pace. Io sono il migliore podestà, il magno il forte! Nessuno è in grado di sconfiggermi e il mio nome è sacro e la mia santificazione è proposta direttamente da Dio, le mie imprese sono le migliori e cambiano la vita del mondo. Non ho paura di niente perché il mio nome è Aquino Levanto.
Lucia Testa
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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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Una risposta a Nei panni di un podestà medievale – Scrittura creativa IIA

  1. Cristina ha detto:

    Complimentissmi Lucia! Sei entrata benissimo nel personaggio, con dovizia di particolari e con molta fantasia! Brava!

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