I nostri ultimi temi di italiano, i risultati di un lavoro di un anno-IIA

A conclusione d’anno, molti sono stati i frutti di questa …scalmanata IIA! 😉
Più di tutto mi è piaciuta la grinta, la curiosità, la voglia di fare che hanno acquisito!
E così accade che, saltando di pala in frasca come ormai siamo abituati, tra una lezione che sapeva un po’ di storia, un po’ di geografia, un po’ di letteratura, insomma che SAPEVA DI UOMO, si finisse a parlare di pena di morte, del senso, della giustizia o no che essa ha…
Un tema a dir poco difficile, spinoso, crudo per dei ragazzi di 12 anni…Ma il loro interesse a riguardo era tanto e così ho vinto le mie ritrosie…Se poi un alunno dice: “Prof, apro una mappa su Mind42 e approfondiamo l’argomento“, come si fa a dire di no?

Molti sono stati i temi scritti dai miei delinquentucci a riguardo, molti decisamente toccanti…fatemelo dire, molto più maturi dei loro 12 anni!
Grazie ragazzi per tutto questo, grazie per la vostra maturità e per la generosità di donarmela!

Qui di seguito il tema scritto e pubblicato da Roberto Gargiuli:
L’ultimo sospiro.

( gli ultimi istanti di vita di un innocente condannato a morte in America)


Fa freddo.
Fa freddo in questa buia cella. Riesco a vedere le nuvole del mio respiro uscire da me . Come le lacrime che sgorgano. Lacrime che lascerò per sempre in questa celle. Lacrime di innocenza. La mia. Tremo. Tremo per il freddo e per paura. Soprattutto per paura. Riesco a sentire il mio tremore nel silenzio del buio. E le lacrime continuano a rigarmi il viso. Ma…perché ? Perché sto qua? Io non ho fatto niente! continuo a ripeterlo ma non mi credono. Ma chi può credere a me? Un poveraccio. Un nero. Che non ha un dollaro in tasca. Continuo a piangere. Tremo. Io sono innocente! Questa maledetta giustizia sommaria! Non ho fatto niente e mi ritrovo qui, con la morte nella camera accanto. Rannicchiato a terra stingo più forte le gambe a me. Cerco conforto in loro ma non lo trovo. Lacrime. Paura e lacrime. E la mia innocenza non verrà mai ascoltata, valutata. Morirà con me. Uno dei tanti tappabuchi ai crimini che non vengono risolti. Ma io sono innocente. E guarda che fine devo fare. Sono uno dei bassifondi. Non valgo niente per loro. E loro sono contenti perché agli occhi di tutti sono stati bravi. Ed io, feccia della comunità ai loro occhi, verrò dimenticato come tanti altri. Eppure non conoscevo quel ragazzo! Non l’avevo mai visto. Passavo di lì per caso. Io non ho colpe. Era notte e io ero leggermente brillo. Lo vidi là, per terra, in una pozza di sangue. Non sapevo cosa fare. Aveva la camicia strappata e rimaneva lì immobile. Mi avvicinai per controllare se respirava ancora. Sentii dei passi da dietro ma non mi girai. Si avvicinavano. Io stavo controllando se era ancora vivo quando… mi sentì afferrare da dietro. Non sapevo chi fosse. Non sapevo cosa volesse. Non sapevo cosa volesse farmi fino a che non sentii il dolore. Dolore di manganello e pugni. Schiaffi e calci. Ed erano forti. Cominciai a gridare :” Basta”, “Vi prego basta!”. Ma nessuno mi ascoltava. Vedevo tutto buio. Poi vidi del sangue. Non era quello del ragazzo morto: era il mio! I miei urli si facevano sempre più insignificanti fino a che non li sentii più. Avevo paura e non capivo più niente. vedevo solo il buio.
E poi mi sono ritrovato qui, in una fredda cella a patire la tortura più fastidiosa: la paura. E sento con attenzione i miei ultimi respiri. Perché lo so. Fra poco verranno a prendermi. Udirò il tintinnio delle chiavi girare nella toppa. Udirò qualcuno che pronuncerà il mio nome e io smetterò di piangere. Lascerò qui le mie ultime lacrime. Non me le porterò dietro. E conterò i mattoni del miglio verde che percorrerò. E quel corridoio sarà l’ultimo che percorrerò. E la mia paura e il mio battito accelerato saranno le ultime cose che avrò. Ma avranno vita breve. E mi porteranno davanti a quella nera porta. Non saprò cosa mi attende oltre la morte. Intanto pregherò per l’ultima volta.
Ho paura. Tanta. E so di non avere più un futuro.
Tintinnio. Le chiavi girano nella toppa. Sospiro. L’ultimo.
Roberto Gargiuli
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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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