"Promemoria di un docente intelligente"

Pubblico oggi qui, a distanza di diversi mesi dalla stesura, un mio scritto, tra il serio (molto) e il faceto (poco in realtà), sul senso etico e sulla grande responsabilità che il docente ha nel formare i propri alunni.
 
Lo scrissi di getto (ricordo, dopo una mezz’ora di tapis roulant e prima di riprendere sembianze umane con la doccia 🙂 ): l’idea era quella di scrivere qualcosa che fissasse nero su bianco il mio impegno per una scuola migliore, la mia passione per l’insegnamento, consapevole tuttavia anche della mia umanità. Volevo un testo che fissasse dei punti fermi, degli imperativi che guidassero la mia azione educativa. Volevo un testo da leggere e rileggere nei momenti di sconforto, che mi ricordasse, quando tutto sembra che vada male, che non c’è lavoro che dia maggiori soddisfazioni dell’insegnante, per la carica umana, emotiva e l’enorme impegno che porta con sé. Quella sera, ricordo, l’avevo un po’ con chi parla sempre in negativo della scuola (in realtà ce l’ho sempre con questi tizi…) e per questo avevo in mente la canzone di Cochi e Renato sulla gallina (!): leggevo, sentivo dappertutto che gli insegnanti venivano considerati come…la “gallina”: stupidi, non preparati, scansafatiche. Da qui il titolo: ho voluto usare l’aggettivo “intelligente”, alludendo alla canzone, ma adoperandolo sottilemente in senso antifrastico, contro tutti detrattori della scuola,  le vere galline che non credono nel riscatto (“Vendetta, tremenda vendetta!” 😀 )
Ne venne fuori…uno scritto col sorriso, che tuttavia sento mi rispecchia molto, nei contenuti e nei toni… Quella stessa sera lo feci leggere ad alcuni amici, così, tanto per condividere, ma ben presto il testo cominciò a “girare” (anche tra i miei alunni, che lo lessero sul mio blog Albopress)
 
 
Se in tanti sentono il bisogno di condividerlo, di pubblicarlo dappertutto, vuol dire che in tanti hanno il desiderio di migliorare la scuola italiana, che in tanti sentono di dovere molto ai loro alunni, che in tanti avvertono che quello che si fa non è mai abbastanza…Se in tanti fanno questo, è segno che la scuola italiana, come sa chi ci lavora dentro, ancora resiste agli attacchi infiniti e coontinui che vengono dalla politica e dalla società latitanti. Per questo…un GRAZIE profondo a ciascuno di loro…
 
   Consapevole che sono qui non per scaldare la sedia e che la cattedra potrebbe benissimo essere occupata da qualcun altro, oggi mi impegnerò a dare il meglio a questi ragazzi che mi siedono davanti. Farò del tutto perché non attacchino chewing gum sotto il banco: li impegnerò in lavori significativi e intriganti, li aiuterò a collaborare e ad agguantare l’obiettivo. E magari chiederò di optare per le caramelle. Eviterò che migrino per i corridoi e organizzino i bagno-camp, partendo da argomenti di loro interesse e giungendo a fine lezione con uno scopo raggiunto. Coltiverò il dialogo incentivando la divergenza di opinione, fermandomi solo quando volano libri. Tralascerò di dare valutazioni numeriche come i numeri al lotto, anche perché in classe la macchina della fortuna non entra. Opterò invece per una valutazione formativa che dimostri i progressi fatti e indichi la via del miglioramento e che sia anche la via verso una maggiore autostima. Condividerò con loro gli insuccessi e, dopo aver sommessamente declinato accidenti e perfezionato invettive, studierò con loro il tragitto da seguire. Mi impegnerò con tutta me stessa perché nella scuola non si perpetuino le divergenze socioculturali, possa io finire a coltivare campi con la penna Biro: lotterò perché i più svantaggiati possano avere nella scuola un’occasione di riscatto e un domani possano dire di avermi superato alla grande. Oggi farò tutto questo, cosciente dei miei limiti e della mia umanità, perché ho scelto di fare questo mestiere, perché credo nell’intelligenza dei ragazzi, perché ho deciso di scommetterci sopra.
Spero solo di non farmela sotto.

La prof.
 
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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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7 risposte a "Promemoria di un docente intelligente"

  1. Gianni Marconato ha detto:

    se è cliccatissimo in rete, una ragione ci deve pure essere!

  2. elisa fonnesu ha detto:

    grande Cristina ….rileggere mi commuove ..ripèensare al manifeswto a Venezia ..mi commuove ..un abbraccio

  3. Cristina Galizia ha detto:

    Grazie Gianni ed ElisaSe è molto cliccato è segno che ci sono ancora molti che credono nella scuola. Questo è a dir poco entusiasmante! Avanti tutta!Ciao!

  4. Barbara ha detto:

    Complimentissimi, Cris! 🙂

  5. Barbara ha detto:

    Complimentissimi, cris! :-)Un caro abbraccioBarbara

  6. Maestra Marina ha detto:

    Grazie Cristina. In questo momento, mentre attendo con ansia e trepidazione l'inizio del nuovo anno scolastico, queste tue parole sono di grande conforto. Mi convincono che non sono sola… no. Non sono l'unica a "sentire" la scuola come uno dei principali scopi della mia vita. In questo momento, mentre penso che a metter piede in un istituto scolastico siamo in 134.000 in meno e nessuno (tv, giornali, ecc.) parla di questo enorme licenziamento di massa, mi accingo a continuare come nello scorso anno il mio "sciopero al contrario": lavorare e studiare di più, sempre, in ogni momento, per offrire una formazione quanto più accurata possibile agli alunni e, quando necessario, ai loro genitori. In bocca al lupo a tutti per questo nuovo anno scolastico. Marina Piras

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