Minestrone di libertà: Foscolo, Tacito, Géricault, Delacroix – IIIA

Il discorso si fa tosto in IIIA… (affari vostri ragazzi 😉 ).
Tema mica semplice quello della LIBERTA’…


Partiamo da “A Zacinto”, dal sonetto della nostalgia e dell’esilio di Foscolo

Cosa insegna Foscolo secondo voi al di là del senso immediato del sonetto, al di là della nostalgia per la patria e la sofferenza dell’esilio?
Foscolo è una delle tante risposte che si posso dare di fronte alla limitazione della libertà…
Una delle tante…l’autoesilio, la fuga. 
Una delle tante, non la sola.

L’anno scorso vi parlai di come Tacito (autore latino) parlava della dittatura di Nerone e della sorte, ben diversa, di Trasea Peto (aristocratico che preferì il suicidio al compromesso coll’imperatore) e di Agricola (uomo integerrimo e suocero di Tacito… vabbè, tralasciamo la parentela e la parzialità 😉 ). Due modi diversi di reagire alla dittatura
  • il suicidio del primo, per mantenere l’integrità morale
  • il compromesso dell’altro, per il bene dello Stato.
(per rinverdire la memoria, qui un documento di approfondimento).

Ed ora se a fianco di queste riflessioni collocassimo Delacroix (che dipinge la Libertà, subito dopo la Rivoluzione Francese, e dunque opera coeva alle riflessioni di Foscolo)? Quali pensieri potremmo trarne?

Azzardo un collegamento (arduo?) con La zattera di Géricault (qui la storia del quadro) che ispirò Delacroix:
  • In Géricault la libertà è lontana, all’orizzonte, sperata, anelata (vd lo sguardo perso all’orizzonte dell’uomo in alto); 
  • in Delacroix la donna guarda i protagonisti in volto e li spinge all’azione
Non trovate che questi due quadri assomiglino un po’ al contrasto Trasea Peto (che titanico anela alla libertà, sperando che essa prima o poi cali dall’alto e nulla facendo per ottenerla) e Agricola (che magari accettando il compromesso -la donna calpesta povere vittime- lotta per un mondo migliore)?

E tornando al nostro Foscolo, quale delle due tele pensate….assomigli più a lui?
E quale a voi? 
(domanda da 1 milione di dollari- o di euro, fate vobis-).
———————————-

E tanto per lasciarvi con i neuroni accesi vi lascio con la Venere di Botticelli (fine ‘400)…che fea quelle isole feconde/ col suo primo sorriso…Ma questa è un’altra storia. 
O no?

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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11 risposte a Minestrone di libertà: Foscolo, Tacito, Géricault, Delacroix – IIIA

  1. Gianni Marconato ha detto:

    Stimolante, ricca, intrigante attività didattica. Ragazzi mi raccontate come è andata? Non vorrei sentirmelo raccontare anche questa volta dalla vostra (grande, in tutti sensi) professoressa! Buon lavoroGianni

  2. lucia testa ha detto:

    come sempre, quella della professoressa è stata una fantastica idea. Qui non vedo molti commenti e il mio arriva a scoppio ritardato perchè non ho acceso il pc prima di… adesso. Di certo questo è un argomento parecchio interessante e soprattutto coinvolgente. Solleva una problematica parecchio attuale: la scelta. Si tratta solo di scegliere, scegliere per bene, cercando sempre di stare dalla parte della ragione. Il che può dimostrarsi spesso alquanto difficile e problematico, perchè davanti a una scelta, nulla è copletamente giusto come nulla e totalmente sbagliato. Qui subentra il dubbio che porta all'egoismo. Cos'è meglio per me? Nonstante si dica chi fa da se fa per tre, il bene della comunità prevale, almeno sotto il mio punto di vista. Il mondo non va avanti da solo, tantomeno con la forza di uno solo, perciò bidsogna secondo me seguire il ragionamento tale "l'unione fa la forza" che può sollevare aspetti più profondi e fraterni. Inizio però con la mia piccola antitesi che questo pomereggio mi ha messo in crisi. Leggevo la lettura sulla tratta degli schiavi e poco fa un approfondomento al riguardo. Mi sono domandata: "cosa faanno queste person, che sono trattate così" La fuga, il suicidio, potrebbero essere le uniche soluzioni a un problema del genere: LA COSTANTE PRIGIONE. In quel caso credo che non si possa parlare di egoismo, più che altro di pura e umana disperazione. Perciò le follie compiute da queste persone schiavizzate suscitano in me una battaglia interiore. Cosa farei io? Di certo non lo so, dovrei trovarmi in certe circostanze. Ma se dovvesi scegliere… non saprei proprio, non riesco a decidermi. Quindi cos'è che veramente può essere compreso? questi schiavi che tentano la fuga o il suicidio o ugo foscolo che lascia zacinto solo per non stare sotto gli austriaci o trasea peto che rifiuta il governo di nerone? Mi piacerebbe qualche aiuto per capire cos'è meglio.lucia

  3. lucia testa ha detto:

    oh dimenticavo, ho ricordato anche la capanna dello zio tom, chi l'ha letto può immaginare il perchè. Zio tom ha accettato i compromessi e… non dico altro

  4. roberto gargiuli ha detto:

    Il lavoro presentateci dalla prof è stato molto interessante e appassionante e ha anche aperto un piccolo dibattito su cosa avremmo fatto al posto di Foscolo o al posto di Trasea Peto o Agricola. è stato molto stimolante e intrigante come da lei previsto ma penso che domani continueremo a rifletterci su. Poi ciliegina sulla torta è stato il confronto del quadro di Delacroix e il dipinto di Géricault.

  5. lucia testa ha detto:

    comunque è incredibile come tutto riporti sempre al discorso della libertà…

  6. Cristina Galizia ha detto:

    @Luciaquestioni come quellle sollevate da Tacito e vissute da Foscolo e da migliaia e migliaia di persone sono tormenti e dissidi interiori forti, intensi, dilanianti. Dall'esterno tutto appare lineare, meccanico facile: chi fugge è un codardo, un egoista e paradossalmente il suicidio (contro il quale io sollevo mie questioni morali),che è un gesto estremo, diventa addirittura una via di fuga facile e comoda…Anch'io oggi dico di preferire Agricola a Trasea, anch'io oggi, nel mio caldo appartamento, dico che Foscolo ha vissuto una vita a metà ed ha permesso alla paura di vivere l'altra metà…ma lo dico oggi, che siamo liberi e che abbiamo caldi appartamenti. Ma se, allora come oggi, fossi in una situazione di restrizione forte della libertà, se, allora come oggi, mi fosse vietato di parlare liberamente, di potermi esprimere nei miei modi, cosa farei? Vedi Lucia, la stessa domanda me la faccio anch'io, e rispondo, come te, con altre ventimila domande…La questione che Foscolo-Tacito-Delacroix solleva non ha una risposta univoca, perché troppo ampia (per fortuna) la gamma di sentimenti umani e infinite le strade percorribili…Per questo abbiamo il dovere di prepararci alla scelta: quando essa dovesse capitare, ci deve trovare preparati, allenati a pensare, coscienti di quali potrebbero essere le conseguenze del nostro gesto…Allo Zio Tom, come discendente di Agricola, non ci avevo pensato e ora che mi dici questo…i grandi eroi della storia come Martin Luther King, Nelson Mandela o lo stesso San Francesco come li collocheresti? (ricordo con piacere la discussione….a ricreazione 😉 )…E così anche questo commento termina con altre domande….Chi accetta la sfida e prova ad andare avanti nelle domande?Grazie!

  7. roberto gargiuli ha detto:

    lucia le tue riflessioni sulle scelte mi hanno fatto venire in mente gli ignavi che non scelgono mai e che sono per questo la rovina di un popolo. Io la penso così perché se non ci si schiera mai, se non si prendono decisioni non si può andare avanti. tutti ci supereranno perchè più decisi e più sicuri di noi. perchè noi non abbiamo scelto e gli altri sceglieranno per noi. sono le nostre scelte, la scelta di ciascuno di noi, (da una votazione nazionale come un referendum o un'elezione, a una cosa più semplice, al restare a andare via in momento di crisi) che costruiscono il nostro futuro. e noi verremo sempre messi davanti a una scelta. e noi sceglieremo come costruirci la vita. non dobbiamo far scegliere da altri (e qui mi ricollego agli schiavi, che però hanno poca possibilità di scelta o di libertà, infatti è una situazione un po' diversa)il nostro futuro.

  8. Cristina Galizia ha detto:

    Questo commento è stato eliminato dall’autore.

  9. Cristina Galizia ha detto:

    noi non abbiamo scelto e gli altri sceglieranno per noi. sono le nostre scelte, la scelta di ciascuno di noi, (da una votazione nazionale come un referendum o un'elezione, a una cosa più semplice, al restare a andare via in momento di crisi) che costruiscono il nostro futuro. e noi verremo sempre messi davanti a una scelta. e noi sceglieremo come costruirci la vita. non dobbiamo far scegliere da altri (e qui mi ricollego agli schiavi, che però hanno poca possibilità di scelta o di libertà, infatti è una situazione un po' diversa)il nostro futuro.Poni un’altra questione tremendamente importante, Roberto: quella dell’indifferenza e della mancanza di coraggio ad operare una scelta. Penso, ed è mia semplice opinione, che la cosa più grave che un UOMO possa fare (lui che è dotato di anima e cervello) sia quella di abdicare alla propria umanità e di delegare agli altri il proprio futuro: trovo che rinneghi se stesso, che affondi ciò che di prezioso c’è in lui, che si abbandoni al più inutile qualunquismo. Non cresce e non fa crescere chi ha intorno: un doppio furto… Ma esistono scelte giuste o sbagliate? veramente libere ocondizionate? E' sempre così immediato esprimere un giudizio sulle scelte altrui o operare la propria? La scelta di Trasea (come quella degli emigrati italiani nel fascismo) e quella di Agricola (come quella, ad es, dei prof tesserati al partito nello stesso periodo) sono così plausibili o condannabili allo stesso tempo? Quante domande…Eppure si impone la scelta, eppure tra queste mille domande che io, te e Lucia ci stiamo ponendo, urge una risposta, urge una scelta, se non vogliam essere tra color a cui il mondo fama non lassa , se non vogliamo cessare di essere UOMINI…Ma ognuno di noi deve cercarsela, deve interrogarsi, deve trovare la propria…Anche a te, Roberto, buon viaggio di crescita e di ricerca…io la valigia l'ho sempre piena di perplessità e sempre pronta…chissà con chi e quando e come ci rincontreremo ;-)E intanto il dibattito cresce, si ampia e si approfondisce…Dove finiremo?Grazie infinite anche a te, che hai SCELTO di scrivere…

  10. clementina ha detto:

    Ciao ragazzi, sono una insegnante di Arte in una scuola media della provincia di Napoli. Conosco virtualmente la vostra bravissima prof e per caso stamattina sono entrata nel vostro blog proprio poco prima di iniziare la mia lezione sulla pittura romantica con i miei ragazzi di terza. E cosa ho trovato? un post ad hoc molto interessante e stuzzicante che ho condiviso immediatamente con la classe. Tema: la LIBERTA', quella degli artisti, quella che finalmente gli artisti romantici cominciarono ad assaporare, quella del coraggio di esprimere le proprie idee, di scegliere per dipingere le ingiustizie, la guerra, denunciare i soprusi e le prevaricazioni.Ora vi pongo anch'io dei quesiti . “Brutta, ignobile, plebea” così venne definita dalla critica la figura allegorica della Libertà di Delacroix. Al di là dell'aspetto estetico che, come sappiamo,in età romantica poco c'entra con l'ideale classico o neoclassico, secondo voi agli occhi di oggi e con il nostro senso di libertà ci appare ugualmente così definita ? La libertà può essere idealizzata? se sì con quali forme?Farò le stesse domande ai miei ragazzi e appena possibile farò inserire anche i loro commenti. Vi va l'idea? ^_^

  11. roberto gargiuli ha detto:

    idea molto stuzzicante! 🙂 sarebbe molto gradevole lavorare tutti insieme su questo progetto!

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