Strade per la fantasia: Esercizi di stile: ciak, prima! -IIA

Arringovisitatori, non sono morta!😉 (ne avrebbero dato il lieto annuncio i ragazzi)
Rieccomi qui ad aggiornarvi (visto che da un po’ non lo faccio) sui lavori degli Arringoboys!


Riprendiamo allora un po’ il discorso con la IIA: stiamo affrontando e consolidando la scrittura connotativa, quella cioè che sfrutta in modo espressivo alcuni artifici retorici. Cosa che detta così, ci sarebbe da darsi una martellata sull’alluce…:-)


La retorica e le sue figure, in realtà, sono molto più presenti di quanto crediamo nella vita di tutti i giorni e saper esporre in modo figurato può essere non solo utile, ma anche molto divertente! La potenza evocativa delle figure è notevole: volete mettere “nevica” con “lento sfarina il cielo”? volete mettere “il fruscio delle foglie” con “il bosco biascicava antiche melodie”? Non vi sembra di esser lì, di sentire realmente quel verde sussurro o di vedere il lento danzare dei fiocchi di neve?
Ho così spiegato ai ragazzi che far ricorso alle figure aumenta il coinvolgimento del lettore, lo fa essere attivo e lo spinge alla lettura: se vogliono che il loro testo fuoriesca dalla pagina e prenda vita dietro le palpebre e nella mente del lettore…devono tirar fuori la valigia e prendere gli attrezzi giusti!🙂


Cosa può servire? Una similitudine? Una metafora? Una sinestesia? Una personificazione? E perché? Cosa significare con quella figura? Cosa suggerire? Quale vissuto?



Sono domande importanti che i ragazzi si devono fare quando si approcciano alla scrittura espressiva.
Se si vuole stimolare la fantasia di chi legge…occorre essere accurati nella scelta dello strumento ed evitare inutili sovraccarichi.


Siamo partiti da una poesia di Ada Negri, un giorno in cui era veramente nevicato:

LA DANZA DELLA NEVE
Sui campi e su le strade,
silenziosa e lieve,
volteggiando, la neve
cade.
Danza la falda bianca
ne l’ampio ciel scherzosa,
poi sul terren si posa,
stanca.
In mille immote forme,
sui tetti e sui camini,
sui cippi e sui giardini,
dorme.
Tutto d’intorno è pace;
chiuso in oblìo profondo,
indifferente il mondo
tace.
 
 
E dopo aver letto, commentato e analizzato gli strumenti usati dalla poetessa, approfittando del bianco paesaggio che avevamo all’intorno, ecco cosa hanno scritto alcuni di loro, stando sul davanzale o immaginando …di star fuori:



 

 

I primi fiocchi di neve 

cadono 
e in un attimo gli spogli alberi con un manto bianco s 

si coprono 

I bambini corrono in strada 

c’è allegria 

Pupazzi di neve i girdini 

decorano 

La neve è la magia dell’inverno 

La neve è la gioia di un bambino 

La neve è il riposo dell’inverno 

 

La neve è silenzio….. 
Costanza Testa



ho visto il cielo 

fiocchi bianchi mi cadevano in viso , 
fiocchi candidi, soffici….. 
io,una statua rinchiusa in una bolla di vetro, 
nessuno mi sentiva, 
nessuno più esisteva, 
solo io e la neve…
Cecilia Bernardini
 
 
E perché fermarsi alla neve, al riuso di stilemi altrui? Partendo da foto dei ragazzi o da quelle prese da internet…i ragazzi si sono sbizzarriti…con poesie alle quattro stagioni!
Riporto due esercizi di stile di Flavia Mercuri:



Il Sole

Tu sole, che cali
Nascondendoti tra
Le onde del mare.

Tu sole, che fai
Del cielo un arcobaleno
Di mille colori.

Il riflesso sull’acqua
Sembra il cammino
Che si deve fare per
Arrivare a te,

Il mare è ormai diventato
Una tavola,
dove le onde, sembrano
dormire tra
le braccia della
sabbia.

 
L’autunno

 

Gli alberi danno il benvenuto alle ventate,
benché salutino l’estate.
 
Le foglie scherzano con l’autunno,
benché il silenzio sia intorno.
 
Il viale va verso l’infinito,
benché abbia l’impressione di raggiungerlo con un dito. 

E di nuovo Cecilia Bernardini, con il suo “L’autunno è alle porte”

Il cielo ride, 
benche’ d’intorno tutto sia spento, 
gli alberi spogli, 
coccolano l’immenso viale, 
benchè tutto solingo. 

Volteggiano nell’aria, 
le prime foglie lentamente cadono…. 
dipingendo il paesaggio. 

Un tappeto variopinto,tinteggiato 
dal colore autunnale, 
si incendia di oro scarlatto 
alla luce del sole. 

Il vento scherza 
con le gelide acque turchine…. 

Tutto si accende di colori… 

Tutto è vuoto…. 

L’autunno è alle porte……… 

E ancora

Tu, Terra 
Tu, terra 

sei come un 

uccello solitario 

che vola in cielo. 

La tua barca 

 

isolata nelle tue 

 

 

mani è come un 

 

 

bambino in cerca 

 

 

dei propri genitori. 

 

 

La tua montagna 

 

 

è come 

 

 

un ragazzo innamorato. 

 

 

I tuoi alberi 

 

 

sono come due 

 

 

persone che 

 

 

si vogliono tanto bene. 

 

 

La tua acqua 

 

 

ha sete di te 

 

 

e i tuoi sassi 

 

 

hanno bisogno della 

 

 

tua compagnia. 

 

(Ilaria Tolomei)



E per finire…una bella allitterazione descrittiva di gruppo! (oddio, detta così sembra la versione poetica dell’Alligalli!😉 )


Nel largo planetario, 

 

la luna luminosa, 

 

lanterna del mondo, 

illumina i lunghi campi di limoni. 

Limpida luce intorno a lei. 

 

 

 

Elisa, Cecilia, Ilaria e Flavia
 
 

 

E perché fermarsi alla poesia? Perché non usare queste tecniche di scrittura anche nella prosa?

Ma questa è un altro…post!
🙂
La prof.
 
 
 

Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
Questa voce è stata pubblicata in Cristina Galizia, descrizione, IIA, poesia, poesia creativa, scrittura creativa, sinestesia. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...