Tanto gentile e tanti capei a l’aura sparsi – Esercitazione IIA

No, non ho bevuto…


Prosegue il viaggio nel tempo e nei sentimenti attraverso la poesia amorosa del Trecento, in una bell’archeologia dei cuori, per conoscere che ciò che altri provarono e anche ciò che ancora oggi si prova…
Letto Guido Delle Colonne, Da Lentini e Guinizzelli, paragonateli a Vasco, Zucchero e tantissimi altri, adesso è la volta del derby toscano: Dante VS Petrarca (su,schierate le tifoserie e gli striscioni con gli endecasillabi!).


A scendere in campo i due sonetti alle donne amate:








Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
4e li occhi no l’ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
8da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
11che ’ntender no la può chi no la prova:

e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
14che va dicendo a l’anima: Sospira




Erano i capei d’oro a l’aura sparsi
che ’n mille dolci nodi gli avvolgea,
e ’l vago lume oltre misura ardea
di quei begli occhi, ch’or ne son sì scarsi;

5e ’l viso di pietosi color’ farsi,
non so se vero o falso, mi parea:
i’ che l’esca amorosa al petto avea,
qual meraviglia se di subito arsi?

Non era l’andar suo cosa mortale,
10ma d’angelica forma, e le parole
sonavan altro che pur voce umana;

uno spirto celeste, un vivo sole
fu quel ch’io vidi: e se non fosse or tale,
Piaga per allentar d’arco non sana



Sono molti i punti di contatto tra i due poeti, come anche le differenze…
Che ne dite voi?


Provate a vedere:

  • DESCRIZIONE FISICA (dati che vengono descritti e dati che NON vengono descritti: perché questo?)
  • DESCRIZIONE “INTERIORE” (carattere, animo, spiritualità…)
  • EFFETTI DELL’AMORE
  • BELLEZZA (ed età) DELLA DONNA

IO vi dò….qualche suggerimento, ovviamente a modo mio 😉
(attenzione a 1′:18”…e al refrain di questo passaggio)

Perché secondo voi questa pubblicità?

e ancora una canzone di Roberto Vecchioni, Bellezza (clicca qui per testo: leggere il testo vi può aiutare a ragionare sulle parole)

Come vi ho detto in classe, il sonetto di Petrarca mi fa tanto tornare in mente dei versi incantevoli di Montale (premio Nobel per la letteratura nel 1975): una poesia intrisa di amore, tenerezza, nostalgia, dedicata alla moglie, divenuta cieca con la vecchiaia e morta prima del poeta…Ve la dono, con grande commozione, essendo tra i testi a me più cari:

Eugenio Montale – “Ho sceso, dandoti il braccio”

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Perché tutti questi materiali? Quali legami tra le poesie e questi video e canzoni?


Esponete liberamente, nei commenti, le vostre idee sia sui 2 sonetti iniziali (somiglianze e differenze) e sia su quello che questi ultimi materiali vi suscitano o vi fanno pensare.

Buon lavoro!!!
La prof

—————————————————————————————————————————-
21/3/2011
Alzando il tiro, dato che alcune Arringogirls hanno accettato la sfida, con mi grande gioia.
Allora, vediamo, altri stimoli per ragionare sulla visione amorosa degli stilnovisti, su quanto ancora oggi sopravvive e cosa invece è cambiato e perché.

Cominciamo col cantautore filosofo, Franco Battiato. Una bella canzone sulla concezione amorosa in generale…(occhio al testo e …ai riferimenti incrociati! 😉 )

E visto che mi avete sospinto a ricercare tra la mente (e ne son felicissima), vi dono un gioiello di un altro grande poeta (mistico) che amo in modo smisurato: Rabindranath Tagore (poeta indiano, vissuto tra ‘800 e ‘900, morto nel 1941: qui vita; qui poetica)

Donna

Donna, non sei soltanto l’ opera di Dio,
ma anche degli uomini, che sempre
ti fanno bella con i loro cuori.

I poeti ti tessono una rete
con fili di dorate fantasie;
i pittori danno alla tua forma
sempre nuova immortalità.

Il mare dona le sue perle,
le miniere il loro oro,
i giardini d’ estate i loro fiori
per adornarti, per coprirti,
per renderti sempre più preziosa.
Il desiderio del cuore degli uomini
ha steso la sua gloria
sulla tua giovinezza.
Per metà sei donna, e per metà sei sogno.
Di poesie sulla donna ce ne sono molte: a voi una ricerca ulteriore.

E adesso una provocazione…Vediamo chi coglie e ci ragiona intorno:
Come ci siamo andati a finire a parlare di Barbie??? Brutti scherzi fa la letteratura, ragazzi!!! Statene lontani ahahahahahah!!!
La prof in visibilio
Annunci

Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
Questa voce è stata pubblicata in Canzoniere, Cristina Galizia, Dante, donna, esercitazione, Mito amore, Petrarca, Tagore, Tanto gentile e tanto onesta. Contrassegna il permalink.

32 risposte a Tanto gentile e tanti capei a l’aura sparsi – Esercitazione IIA

  1. notanative ha detto:

    Ciao Cristina della blogoclasse, bello l'esercizio, lo trovo stimolante.Un salutoroberta

  2. Cristina Galizia ha detto:

    Grazie Roberta!Adesso vedremo quello che scriveranno i ragazzi!Se ti va, seguici!ciao

  3. Ilaria ha detto:

    Il confronto tra Petrarca e Dante Alighieri è molto simile perchè si parla sempre della donna che è perfetta, bella! In entrambi i sonetti la donna è paragonata agli elementi della natura; la donna è amata, ma non si appartiene; entrambi gli autori si divertono a giocare con il nome delle loro donne: Dante gioca con il nome di Beatrice e dice che è colei che fa gli uomini beati, mentre Petrarca gioca con il nome della sua Laura, facendo diventare il suo nome l'aura. In tutti e due i sonetti la donna è talmente bella da sembrare un angelo, cioè la donna è un mezzo per amare Dio. In questi due sonetti, però, ci sono anche delle differenze: nel sonetto di Dante si descrive il saluto della sua Beatrice e ,gli uomini, quando lei passa, non riescono a guardarla per la sua bellezza. Dante nel suo sonetto non parla della formosità del corpo della donna, ma descrive il carattere, gentile di cuore. In quell'epoca gentile voleva dire che l'amore può esistere solo in un cuore nobile d'animo;l'amore e il cuore sono stati creati insieme e non possono essere separati.Invece, Petrarca, nel suo sonetto descrive la sua donna quando sarà anziana.Anche se lei non sarà bella come una volta il suo amore sarà eterno. Entrambi gli autori raccolgono tutte le poesie scritte alle loro donne in un unico libro: quello di Dante si chiama Vita Nova, mentre Petrarca Canzoniere.

  4. Ilaria ha detto:

    C'è un legame tra le poesie e le canzoni, perché la donna è sempre perfetta, di lei si descrivono solo alcuni tratti:bocca, incarnato, ma soprattutto gli occhi. Gli occhi generano l'amore, questi lo trasmettono al cuore e infine il cuore lo nutre. La donna è paragonata a elementi della natura. Il poeta è talmente innamorato, che è servo della donna, ed è spinto a scrivere canzoni e poesie. Questi sono gli elementi principali. In altre poesie o canzoni, la donna, è talmente bella, che è paragonata a un angelo. In altre si parla dell'invecchiarsi della donna, ma l'amore che si prova non sparirà mai. Ma l'elemento in comune di tutte le poesie studiate fino ad oggi è che l'uomo non smetterà mai e poi mai di amare la sua donna!

  5. notanative ha detto:

    Ora sono feed-munita, chi mi ferma più? 🙂 Ciao a voi!

  6. The Piper ha detto:

    Il potere dei feed grande è, per citare il saggio yoda.

  7. Ilaria ha detto:

    Spunti davvero interessanti!E' molto bella quest'integrazione di testi,musica e persino una pubblicità,mezzi di ieri e mezzi di oggi per esprimere un'identica cosa!:)ps.Dimenticavo le buone maniere…piacere di conoscerti,sono una "med-studentessa" della blogoclasse!

  8. Cristina Galizia ha detto:

    The Piper e Ilaria, grazie per aver raggiunto Arringo: sono lieta di presentarvi i miei alunni al lavoro.L'altra Ilaria, infatti, che ha commentato il post, è un'alunna di IIA che sta appunto svolgendo l'esercitazione: bei commenti, non trovate?Ai miei alunni: Arringo è stato da poco inserito in una "blogoclasse, ovvero in una sorta di classe di vari blog collegati tra di loro: quindi ogni tanto ci verranno a trovare studenti (universitari) che, come voi, si stanno esercitando con i blog…Bello avere colleghi unoversitari no? ;-)Saluti a tutti, Arringoboys e Arringovisitatori!

  9. notanative ha detto:

    Ha una buona proprietà di linguaggio la Ilaria di IIA e inoltre mi pare che abbia colto il senso dell'esercitazione. Brava per aver usato l'accento giusto su perché, cosa per nulla scontata!roberta della blogoclasse 🙂

  10. Costanza Testa ha detto:

    Sentendo queste canzoni e leggendo "tanto gentil e tanto onesta pare" e la poesia di Peatrarca, ho notato che tra passato e presente non è cambiato nulla della donna si parla soprattutto di viso e OCCHI e l'amante è talmente innamorato da lodare e amare la sua donna spingendolo cosi a dedicarle poesie e canzoni."Bellezza" di Vecchioni, parla sopratutto del viso della donna che,piano piano, si invecchia ma l' amore che prova per la donna non muore mai,in altre l'amante evoca la sua donna ricordando la sua bellezza angelica: la donna è paragonata ad elementi della natura.Insomma tra passato e presente l'amore dell'uomo non cambierà mai e per lui la sua donna sarà sempre il suo angelo. Costanza Testa

  11. Costanza Testa ha detto:

    Tra Dante e Petrarca si legano alcune somiglianze:Beatrice e Laura vengono descritte perfette senz'alcun difetto, entrambi i poeti si dvertono a giocare il nome delle due donne: Dante gioca con il nome di Beatrice cioè che fa beare l'umanità e Petrarca con Laura o l'aura, ma non si riesce ad identifiacare il suo nomignolo poichè può essere di due modi: o l'aura( vento) o l'aura degli angeli,entrambi paragonano la loro donna ad elementi della natura, le due donne vengono descritte come angeli,dee; la donna è talmente esaltata che l'amore provato dai due poeti è tanto eminente da amare anche Dio,evocano la donna immaginandola come la prima volta bella e senza pari,la donna è "vestita" di semplicità,pertanto il viso ma soprattutto gli occhi suscitano dolcezza e purezza, come Iacopo D'Alentini i due poeti descrivono gli occhi come mezzo per trasmettere il grande amore generato dal cuore,entrambi sanno che la loro donna sarà l'eterno amore; ma ci sono anche differenze l'amore che Dante prova per Beatrice è descritto in maniera spirituale,infatti ella è descritta come una donna-angelo,secondo il poeta Beatrice è stata creata da Dio per mostrare la sua perfezione.Nel Sonetto Dante descrive i movimenti che compie la donna il saluto e lo sguardo inoltre il poeta non ha alcuna speranza per arrivare al cuore dell'amata,Petrarca descrive Laura con caratteristiche terrene durante il percorso della vita da giovane ad anziana quindi destinata a scomparire,a differenza di Dante,Petrarca non descrive lo stato d'animo della gente alla vista della ragazza,bensi' il proprio stato d'animo. Costanza Testa

  12. Anonymous ha detto:

    Petrarca e Dante sono molto simili, perchè entrambi sono innamorati della donna.Una delle differenze tra i due è che Dante prova un'amore platonico per Beatrice, invece l'amore di Petrarca per Laura è fisico.Un'altra differenza è che nel sonetto di Petrarca Laura viene descrita non solo da giovane , ma anche con il passar del tempo,mentre Dante descrive Beatrice, ma non dice l'età. Un'altra differenza è che la donna di Dante, Beatrice, è esistita veramente(Beatrice Portinari),invece la donna di Petrarca,Laura,non si sa se è esistita veramente o se le abbia dato questo nome per giocare con l'omofono.In tutti e due i sonetti si parla di occhi, con una sola differenza che Petrarca dice che mentre da giovane ardevano di luce, adesso si vanno via via spegnendo. IN vece Dante descrive gli occhi di Beatrice sempre lucenti e belli,tanto da far innamorare ogni uomo.In entrambi i sonetti,inoltre, la donna è sempre bella anche se invecchia(nel caso di Petrarca). La donna viene descritta sempre fina e fedele, inoltre come nel dolce stil novo è perfino angelicata tanto che se un'uomo amava una donna era come se amasse Dio(donna=intermediaria tra Dio e l'uomo). Come si deduce nei sonetti l'amore rende felici come lo possiamo vedere anche nelle canzoni moderne, forse sono cambiate le parole, ma il sentimento è sempre lo stesso.MARTA TRINCHIERI || a

  13. Anonymous ha detto:

    tutte queste canzoni,sonetti e publicità hanno molte cose in comune:la donna è sepre bella addirittura angelicata e l'amore che l'uomo prova per la donna è qualcosa che rende felici.In tutte opere, però, la donna è sempre bionda, perchè la donna bionda è simbolo di pureza come si può vedere anche nella publicità dello shampoo jonson.La donna è sempre amata e nella maggior parte dei casi l'amore non è ricambiato e molto spesso impossibile; a volte l'uomo viene lasciato, ma ama comunque la donna come possiamo vedere nella canzone di Lucio battisti:mi ritorni in mente.In tutti i sonetti, publicità o canzoni si parla comunque di occhi o capelli, ma non si parla mai di donne brune.Tutte le canzoni moderne riprendono i topoi siciliani. La donna bionda, anche oggi, è simbolo di purezza ed è raro sentire nelle canzoni donne more.MARTA TRINCHIERI ||a

  14. Flavia ha detto:

    Dante e Petrarca giocano con i nomi della donna amata: Beatrice e Laura. La donna è talmente bella da sembrare la "via di comunicazione" tra Dio e l'uomo. Ad entrambe le donne si descrive la sua gentilezza d'animo. Nello stesso tempo hanno anche delle differenze:-Dante ha un amore platonico, mentre l'amore di Petrarca è terreno;-Dante pronuncia sempre il nome di Beatrice, cosa che Petrarca non farà mai;-Dante non descrive l'aspetto fisico della donna, cosa che invece fa Petrarca;L'amore che Petrarca prova per la donna gli provocherà dei conflitti interni.

  15. Anonymous ha detto:

    nel sonetto di Eugenio Montale, invece,a differenza di Dante e Petrarca la donna è già anziana e fa capire che ha passato tutta la vecchiaia della sua amante insieme a lei fino alla sua morte. Ora che non c'è più ha voglia di morire anche lui invece nel sonetto di Dante Beatrice è sempre giovane mentre nel sonettodo Petrarca anche se si parla anche della vecchiaia si parla anche di quando Laura era giovaneMARTA TRINCHIERI||a

  16. Anonymous ha detto:

    Asp prof… adesso pubblico il commento… tra una ventina di minutii… 😀 Elisa Carrarini IIa

  17. Cecilia Bernardini ha detto:

    In questo periodo stiamo approfondendo la descrizione della donna in poesia. Abbiamo visto molti tipi di sonetti che la descrivono secondo i ”topoi” della scuola poetica siciliana ( un gruppo di artisti che apparteneva alla corte sveva di Federico II), in cui si dice che la donna è rappresentata come perfetta; di lei si descrivono solo alcuni tratti come bocca, incarnato, ma soprattutto gli occhi che in prima suscitano l’amore ; la sua bellezza è paragonata spesso ad elementi della natura; l’amore provoca gioia, felicità e il poeta è servo, dipendente della donna. Molti sono gli autori che abbiamo studiato e tutti descrivono l’amore infinito che provano per la donna e ciò che stimola guardandola. Successivamente siamo passati al “dolce stil novo” , che riprende molti dei topoi siciliani ma li innalza ad un livello superiore ovvero se la donna prima era bella ora diviene Bellissima, e con Guido Guinizzelli viene elaborato il nuovo concetto di donna : essa è un ANGELO , non più la signora distante e severa, ma un messaggero di Dio, un intermediario tra l’uomo e Dio. Colei che è discesa dal cielo per “miracolo mostrare”. Proprio come descrive Dante Alighieri nel sonetto di “ Tanto gentile e tanto onesta pare” , una della tante composizioni che raccoglie nella “Vita Nova”, libro ricco di canti per Beatrice, la sua amata. Dante la descrive spiritualmente e non fisicamente per far capire la bellezza d’animo e lo fa mostrando gli effetti del saluto e ciò che provoca agli altri , diversamente da Francesco Petrarca che nel suo sonetto “Erano i capei d’oro a l’aura sparsi” , dedicato alla sua Laura e aggiunto ad altri canti nel “Canzoniere”, la descrive con ciò che a lui stesso provoca . Secondo Petrarca se un amore è vero , rimane nell’anima, non sono le rughe e la pelle secca con il tempo a far smettere di amare. Quindi anche con l’avanzar della vecchiaia per lui l’amore per la sua donna sarà un crescere e non un diminuire , al contrario di Dante che nutre un amore platonico cioè un amore solamente terreno e immutabile. Per entrambi esso provoca gioia felicità, voglia di vivere.Ci sono molti punti di contatto tra le poesie e le canzoni . Quella di Lucio Battisti racconta sempre della donna e anche li viene citato il concetto di donna angelicata ; nella pubblicità dello shampoo si parla dei capelli : morbidi, lisci, setosi , RICCI ; quasi come la poesia di Petrarca . Nella canzone di Vecchioni , la donna è amata al punto tale che il cantante ha paura di perderla e anche qui viene descritta la bellezza. Eugenio Montale nel suo Sonetto “Ho Sceso Dandoti il Braccio” , descrive l’affetto verso la donna: la accompagna nel percorso della vita e condivide con lei tutte le difficoltà e ora scomparsa ne sente pienamente la mancanza. In tutte queste composizioni e poesie l’uomo rimane sempre incantato dalla donna , prova sempre un amore infinito per alcuni che sfiorisce per altri che rimarrà per sempre. La donna è perfetta e angelicata. Forse aveva ragione Iacopo da Lentini: gli occhi sono lo specchio dell’anima e trasmettono a seconda di ciò che vedono sentimento al cuore. Questi generano l’amore . Da questi l’uomo ha potuto innamorarsi.

  18. Anonymous ha detto:

    Somiglianze e differenze tra poesie vecchie e nuove.Tra le poesie di Petrarca e Dante e le canzoni attuali o anche le pubblicità ci sono molti elementi in comune dovuti comunque all'amore eterno che l'uomo prova per la donna, tanto da definirla un angelo caduto dal cielo. Nella canzone "Mi ritorni in mente" di Lucio Battisti, ci sono molti elementi in comune con Dante e Petrarca e anche con la Scuola Poetica Siciliana. In effetti la donna viene descritta bellissima (topoi Scuola Poetica Siciliana) e all’inizio della canzone viene detto “Mi ritorni in mente bella come sei e forse ancor di più (….)” (topoi del Dolce Stil Novo che riprende i temi e le idee della Scuola Poetica Siciliana della corte di Federico II, in Sicilia, e lo esalta, raffigurando la donna come “Una cosa venuta da cielo a miracol mostrar”). La donna, inoltre è irraggiungibile, e l’amante, servo di colei, farebbe qualsiasi cosa per averla.Per la pubblicità dello shampoo Johnson Baby, è stata ingaggiata una donna bionda. La pubblicità deve trasmettere la dolcezza che dà lo shampoo ai capelli, paragonati a quelli di un bambino. Quindi i capelli biondi hanno il significato di purezza, di leggerezza e di delicatezza. Perciò, come nella Scuola Poetica Siciliana, la donna bionda è pura e aggraziata. La canzone “Bellezza” di Roberto Vecchioni, può essere paragonata soprattutto ai temi della poesia di Petrarca. La donna, ovviamente bellissima, invecchia, e la sua bellezza sfiorisce, proprio come Petrarca descrive Laura. Ma l’amore che il poeta prova per la sua donna, non è fisico, ma spirituale, perciò, dura in eterno (Piaga per allentar, l’arco non sana). Inoltre la canzone ha molti elementi in comune anche con la Scuola Poetica Siciliana, infatti questo descrive gli occhi della donna e la paragona ad elementi della natura.La poesia “Ho sceso dandoti il braccio” di Eugenio Montale, può essere paragonata a quella di Petrarca, perché l’amore che il poeta prova per la sua donna, è eterno. Inoltre questa poesia esprime dolcezza e nostalgia venuta dalla mancanza di sua moglie, prima divenuta cieca, poi morta prima dell’amante. Elisa Carrarini IIa

  19. Anonymous ha detto:

    Somiglianze e differenze tra Dante e PetrarcaSappiamo bene che Dante e Petrarca furono coloro che crearono la lingua italiana, i più grandi scrittori italiani antichi e anche coloro che diedero inizio alla scrittura in volgare. I due poeti hanno somiglianze e differenze. Entrambe hanno scritto una raccolta di poesie dedicate alla donna amata, nel caso di Dante “ Vita nova” ( infatti Beatrice gli ha reso la vita spirituale nuova), nel caso di Petrarca “Il Canzoniere”, entrambe scritti in volgare. Ambedue conoscevano il Latino, ma decisero di scrivere il volgare per due motivi diversi: Dante per comunicare un messaggio preciso agli uomini del suo tempo, Petrarca per migliorare questo stile e per alzarlo al livello delle scritture in Latino. L’amore che Dante prova per Beatrice è un amore platonico, mentre quello che Petrarca prova per Laura è un amore terreno. Entrambe le donne, però, spingono l’uomo ad amare spiritualmente, cioè ad amare Dio. Infatti nel Dolce Stil Nuovo, la donna viene paragonata ad un intermediario tra Dio e l’uomo. Dante non descriverà mai Beatrice fisicamente, ma soltanto spiritualmente, mentre Petrarca descrive Laura sia fisicamente che spiritualmente. Dante non vedrà mai Beatrice invecchiare, perché questa morì giovane, mentre invece Petrarca descrive Laura non più giovane, ma il suo amore resta comunque profondo come la prima volta che l’ha vista, perché il suo non è un amore fisico ma spirituale. In entrambe le poesie la donna viene descritta angelicata (Dante: E par che sia una cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrar (….) ; Petrarca:Non era l’andar suo cosa mortale, ma d’angelica forma, e le parole sonavan altro che pur voce umana; uno spirito celeste (….). In tutte e due le poesie vengono descritti gli occhi della donna, inoltre questa è bellissima, ma Petrarca la descrive anche quando la bellezza è ormai sfiorita. Dante descrive gli effetti che Beatrice ha su chiunque la saluti, Petrarca, invece, descrive gli effetti che Laura ha su di lui. Elisa Carrarini II a

  20. Cristina Galizia ha detto:

    alloracon calma@Ilaria Tolomei: bene bene, anche se il gioco di Dante con il nome di Beatrice non avviene nel sonetto in questione, ma lungo l'intero dipanarsi della Divina Commedia.Benissimo i parallelismi tra le due donne, la loro rappresentazione spirituale, quasi immateriale.IL confronto con le canzoni è un po' generico, ma ci siamo.@Costanza: colpito affondato il confronto tra Petrarca e Vecchioni: l'amore non passa col tempo, anzi "piaga per allentar d'arco non sana" ;-)Buono il confronto tra i sonetti di Dante e Petrarca, anche se con lo stesso equivoco di Ilaria a prposito del nome di Beatrice: bene la spiritualità di Beatrice contro la concretezza di Lauraps: faccio finta di non aver notato D'Alentini (ehmm…) e la punteggiatura ballerina, che in questo esercizio proprio non mi interessano.@Marta: attenzione, l'amore per Laura non è "fisico", ovvero consumato: sicuramente intendevi dire Terreno o simili, ma attenzione con le parole, che si finisce di dire quello che non si vuol dire 😉 Comunque appropriato sia il confronto tra i sonetti che tra le canzoni e le pubblicità. Buono anche il commento a Montale: tra le poche a commentarlo.@Flavia: eri di fretta? 😉 Sintetica, ma corretta. Puoi aggiungere commento degli altri elementi del post?@Cecilia: analisi completa anche di una bella introduzione e contestualizzazione. Hai inquadrato il discorso sia all'interno del contesto storico che del percorso fatto a scuola. MI è piaciuta molto questa tua frase: "Forse aveva ragione Iacopo da Lentini: gli occhi sono lo specchio dell’anima e trasmettono a seconda di ciò che vedono sentimento al cuore"…Pensi veramente? che ne dici di rifletterci ancora un po'? avevano ragione o no questi poeti? Mi piacerebbe sentire la tua/le vostre opinioni a riguardo. Brava.@Elisa: commenti completi e ben argomentati. Molo bene il confronto con le canzoni e la pubblicità, come anche il confronto tra i due sonetti, sostenuto da precise citazioni dei versi. Brava.@tutti: che dire…devo alzare la posta in gioco! Siete state bravissime!!! Complimenti davvero!!! Avete dimostrato non solo di conoscere il contesto in cui questi autori si muovono, ma di saperne estrapolare elementi di analisi per l'OGGI! Ecco a cosa serve la letteratura ragazze! Non vedete quante cose, pur non sapendo, ci portiamo dietro di quel mondo che fu? Non vedete quante cose ancora sopravvivono nel nostro immaginario? E allora la lettratura può aiutarci a capirci meglio, a conoscere aspetti profondi del nostro sentire che forse nenache sappiamo di avere o li consideriamo scontati. Brave brave brave e brave!!!Vogliamo provare ad alzare il tiro? Quante di voi mi seguono?Prendendo spunto dalla frase di Cecilia, cosa vi comunicano OGGI questi testi (poetici, ma anche la canzoni), cosa ritenete che sia ancora valido di questa visione e cosa no? Si può parlare oggi di donna angelicata? Sì/no? In quali contesti? Perché?Dai proviamoci tutti insieme!!! DaiAri-bravissime!ps: ma i maschietti che fina hanno fatto? tutti a scrivere sonetti? 😉

  21. Anonymous ha detto:

    QUESTA MATTINA HO LETTO I VOSTRI TESTI DEVO DIRE CHE SIETE VERAMENTE BRAVE,MA QUESTO E'STATO AMPLIAMENTE SCRITTO E SOTTOLINEATO DALLA VOSTRA PROF.PECCATO LA POCA PARCECIPAZIONE CERCATE DI PUBBLICIZZARE DI PIU'QUESTA BELLA INIZIATIVA PERCHE'E'BELLO CONFRONTASI,PERCHE'NON AVETE NIETE DA PERDERE MA,ANZI LA POSSIBILITA'DI APRIRE LE VOSTRE FANTASTICHE MENTI…..PIENE DI TANTO E ANCHE CONOSCERE NUOVE PERSONE,CON I LORI LATI POSITIVI E NEGATIVI.FIERE E FORTUNATE DI AVER "LA PROF".VI AUGURO UN BUON LAVORO E UN GRAZIE ALLA "PROF" .

  22. Cristina Galizia ha detto:

    Grazie…"Anonimo" per i tuoi complimenti, soprattutto agli alunni che, devo dire, se la son cavata egregiamente. Spero che continuino così e, sì, pubblicizzino questa attività anche agli altri ragazzi!IIA…vi voglio leggere tutti qui!E.."Anonimo", torna presto a trovarci!ciao!

  23. Ilaria ha detto:

    Aveva ragione Iacopo da Lentini: gli occhi rispecchiano l'anima. Come una volta, ancora oggi gli occhi rispecchiano ognuno di noi! Di occhi si parla da tutte le parti, dalle canzoni alle poesie. Solo con gli occhi una persona si può innamorare dell'altra. Quando si incontra il ragazzo o la ragazza che ci piace il cuore comincia a battere forte, perché gli occhi trasmettono al cuore qualsiasi cosa che a noi piace, poi il cuore lo nutre! Anche la canzone di Zucchero (occhi) parla appunto di questo tema: gli occhi!!Secondo me, oggi, non si parla più della donna angelicata, perché ormai non si pensa più a una donna gentile di cuore, ma a una donna formosa, piena di curve. Nel sonetto di Dante, la sua Beatrice non è descritta fisicamente, ma descrive gli effetti del saluto. Infatti Dante si innamora di lei per la sua semplicità, per il suo carattere e dai piccoli gesti che faceva. In questo aspetto, oggi, è cambiato tutto. Gli uomini non pensano più a una donna gentile di cuore, alla bellezza interna, al carattere. Pensano soltanto alla bellezza esterna, alla sua formosità, al vestirsi con le magliette scollate.

  24. Cristina Galizia ha detto:

    Ilaria, vediamo chi ti segue nella sfida…io aspetto un po', poi…mi diverto con qualche altro spunto/ video/ poesia!Per il momento Ciao!

  25. Marta ha detto:

    come dimenticarsi di Iacopo Dalentini che ci fa' capire che gli occhi sono lo specchio dell'anima ed è vero, perchè di una persona la prima cosa che ci colpisc sono gli occhi. Ancora oggi nelle canzoni, nelle poesie si parla degli occhi come nella canzone "albechiara" di Vasco Rossi: "e quando guardi con quegli occhi grandi, forse un pò troppo sinceri…" anche qui ad essere sincere non sono gli occhi ma quello che fanno vedere, cioè l'anima. La differenza è che gli uomini dell'epoca di Dalentini scrivevano in dialetto (per renderlo comprensibile a tutti)invece i cantanti di oggi scrivono in italiano perchè è la lingua compresa da tutti (in Italia).Mi viene in mente un altra canzone che parla di occhi di Zucchero che si intitola appunto "occhi".In queste canzoni infatti il tema principale sono gli occhi e se gli occhi generano l'amore, nelle canzoni un'altro tema è l'amore.La relazione tra gli occhi e l'amore è molto semplice, perchè gli occhi trasmettono al cuore qualsiasi cosa che sia bella o che sia brutta (bono e rio,appunto dalla poesia amor è un desio che ven da core)e quando vedono qualcosa che gli piace la trasmettono al cuore che da subito comincia a nutrire l'amore per lapersona desiderata.

  26. cecilia bernardini ha detto:

    Ora ne sono convinta : Iacopo Da Lentini aveva ragione. Secondo lui e secondo me gli occhi sono lo specchio dell’anima, pura sincerità , perché da essi l’uomo ha potuto comunicare attraverso le emozioni e trasmetterle al cuore ed è una sensazione piacevole a seconda di quello che si vede. I Poeti in tutte le composizioni approfondiscono gli occhi e ne descrivono in positivo . Sempre. Anche in molti testi di canzoni in cui si parla della donna gli occhi in prima generano l’amore : “Occhi belli e impazienti , due sparvieri vibranti, che ti lasciano muto, tramortito, seduto.” Ivano Fossati qui racconta la donna solo dagli occhi che provocano mancanza e bellezza. Nel suo testo si riesce a leggere un amore dettato soltanto da essi, senza parlare. Per me oggi, esiste questo amore, anche se ancora non provo questa emozione , ma voglio pensare che possa e deve accadere perché ci rende tutti più felici e sereni. Cara prof rispondo alla sua domanda riguardo alla donna angelicata: penso che ancora esista, perché le potenzialità del sesso femminile sono tante, noi, abbiamo la capacità di far arrivare l’uomo ad amare veramente ma anche a soffrire, però devo anche sottolineare che spesso la donna non viene considerata per le sue qualità ma per la sua bellezza esteriore, peccato perché questo non ci porta ad essere buoni sotto tutti i punti di vista. Concludo: è bello emozionarsi da un semplice sguardo. Spero di vivere questa emozione.

  27. Cristina Galizia ha detto:

    Complimenti ragazze per aver accettato la sfida, che state combattendo egregiamente.Per aiutarvi a spaziare (o a pazziare? 😀 ) di più, alla fine del post vi ho aggiunto altri materiali…Vediamo che idee vi provocano! ahahhaForza ragazze…chissà dove ci porterà questo discorso!ps: sappiate che siete voi a guidare il discorso…io vi vengo (felicemente)dietro!

  28. Cristina Galizia ha detto:

    Inatnto però comincio a rispondere a Marta e Cecilia.@Marta: il tema degli occhi, è vero, arriva da molto lontano e arriva molto lontano. E' uno dei topoi che dalla società è passato attraverso la letteratura per poi permeare di nuovo tutta la società di ogni tempo. Lo abbiamo dentro questo topos, e spesso ne siamo ignari. Ecco allora che un sonetto di un ignoto tizio di 800 anni fa ci fa capire qualcosa in più di noi…E questa quasi non è più letteratura, è quasi magia.La canzone di Zuccehro, quando me l'avete segnalata in classe, mi ha stupito notevolmente: è incredibile la summa di riferimenti che contiene. Me ne ricorderò ai prossimi lavori.@Cecilia: un bel commento personale, molto interiorizzato. Brava. Veramente azzeccato il riferimento alla canzone di Fossati…che ricorda molto il "mutismo" provocato da Beatrice, no? ;-)L'elevazione a seguito dell'amore è un altro bel filo rosso sia per le poesie o le canzoni scritte dagli uomini, altro debito che abbiamo con la cultura passata.Vi leggo con grande piacere in questo andirivieni tra passato e presente, tra canzoni e poesie, tra animo e animo.

  29. Elisa ha detto:

    Nella poesia “L’amor è un desio che vien da core” Iacopo Da Lentini espone la sua idea, un’idea che ancora oggi è molto diffusa tra le canzoni contemporanee. Secondo il poeta, gli occhi sono lo specchio dell’anima, infatti in alcune canzoni d’oggi giorno, spesso viene detto che con le parole si può mentire, ma con gli occhi no. Secondo me Iacopo Da Lentini aveva ragione, perché solo attraverso gli occhi ci si può immergere nell’anima di chi si ha di fronte, come dirà anche Dante nella Divina Commedia. Secondo Iacopo Da Lentini gli occhi trasmettono al cuore tutte le immagini, belle o brutte che siano, ma il cuore genera l’amore solo sull’immagine più bella che questi trasmettono. Neli occhi, quindi, ha inizio l’amore, che però, come dirà Guido Guinizzelli, può nascere solo in un cuor gentile. Questa parola prende un nuovo significato, ovvero non più nobile ma gentile e pura di cuore. La canzone “Occhi” di Zucchero, riprende tutti i topos antichi. Infatti la donna viene rappresentata ovviamente bellissima, come già veniva descritta nella Scuola Poetica Siciliana. Il cantante inoltre descrive spesso il percorso che , secondo Da Lentini, compie l’amore (Quando scende la bellezza in fondo al cuore). Ma nella seconda parte della canzone l’amante, narra l’impossibilità di raggiungere la donna. Inoltre nel ritornello, Zucchero, ritrae la sua donna come un angelo (Tu scendi da una stella). Iacopo Da Lentini, forse aveva ragione: con tutto si può mentire meno che con gli occhi.

  30. Elisa ha detto:

    Nella canzone “Il mito dell’amore” di Franco Battiato, ci sono somiglianze sia con la Scuola Poetica Siciliana, sia con il Dolce Stil Novo. Come Giudo Delle Colonne, poeta della Corte di Federico II, questo dice che l’amore dà gioia (quando t’innamori è tutto bello), proprio come nella poesia “Gioiosamente Canto”. Inoltre proprio come affermavano tutti i poeti del Dolce Stil Novo, questo descrive la sua donna angelicata, ma lo fa capire in modo implicito (echi di mantra nel suono del suo nome- Mantra è una formula che , nell’Induismo, viene ripetuta nei riti sacri).Nella poesia “Donna“ di Rabindranath Tagore, ci sono molte idee in comune con gli scrittori antichi. L’amante descrive la donna angelicata, come veniva rappresentata nel Dolce Stil Novo. Inoltre la donna adorata dal poeta è amata da tutti, infatti proprio come quello di Dante per Beatrice, il suo è un amore platonico. La donna è bellissima e spinge l’uomo ad amare spiritualmente, perciò lo scrittore non la descrive fisicamente, come fà Dante in “Tanto gentile e tanto onesta pare”.Anche nella Barbie ci sono elementi in comune con la Scuola Poetica Siciliana e il Dolce Stil Novo. Infatti la Barbie per eccellenza è sempre stata bionda con gli occhi azzurri. Questa raffigura la bellezza esteriore e la purezza interiore e così venivano descritte anche le donne nella Scuola Poetica Siciliana. Perciò i capelli biondi e gli occhi azzurri rappresentano la bellezza e la purezza.

  31. Costanza Testa ha detto:

    Già nell'ottocento,inizi Novecento,poeti come l'indiano Rabindranath Tagora descrivono la donna,come Dante Alighieri descrive Beatrice, una donna angelicata ed è talmente bella talmente pura d'animo che, l'amore provato dall'amante, è talmente grande da amare anche Dio e sembra che l'ha creata per far vedere agli uomini la sua bellezza esteriore e quella interiore e , come Dante, la donna è amata sia dal poeta sia dagli uomini, perchè dal loro amore nasce una maggior bellezza della donna,come dice il poeta Tagora "il mare le sue perle,le miniere il loro oro,i giardini d'estate i loro fiori per adornarti,per coprirti,per renderti sempre più preziosa".Franco Battiato,invece, nella sua canzone "Il mito dell'amore" è legato ad alcune somiglianze tra Guido delle Colonne (ovvero che l'amore è un dono bellissimo e dona gioia) e tra Dante Alighieri(donna angelicata,paragonata ad una dea,inoltre,la donna è talmente bella che, la sua bellezza,và a toccare il cuore dell'amante facendolo sentire un uomo libero,come nella strofa:"Mi tocchi il cuore e la libertà".Anche Barbie questa simpatica bambola amata dalle bambine,è legata con Dante e i poeti della Scuola Siciliana che descrivono la loro donna con un'incarnato porcellanato,bocca carnosa,occhi chiari e capelli dorati come gli angeli e sguardo che arriva al cuore e genera l'amore. Tutto questo rappresenta semplicità e purezza. Costanza Testa

  32. Ilaria ha detto:

    Nella canzone di Franco Battiato, ci sono molte somiglianze con altri poeti che abbiamo studiato. L'amore è bello, fa sognare (quando ti innamori è tutto bello..dice la canzone di Battiato). Come in altri sonetti e canzoni, anche qui la donna è angelicata.Nella poesia "Donna", la donna non viene descritta fisicamente, ma del suo modo di fare, del suo carattere. In questa poesia non è innamorato solo l'autore, ma tutti gli uomini. L'amore che si prova per questa donna è platonico, cioè si ama solo spiritualmente.E anche la Barbie centra, perché è bionda e ha anche occhi azzurri. In quel tempo la donna perfetta era quella con capelli biondi e con occhi azzurri, perché si pensava che loro fossero i messaggeri di Dio, cioè rappresentavano la purezza e la semplicità!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...