Viva l’Italia

Sì, viva l’Italia e chi contribuì a renderla unita! Viva chi superò, seppur inseguendo ideali diversi, il sogno di un popolo unito dall’Alpi alla Sicilia, viva chi, maturo e giovane, s’immolò per l’unità.


Risuonano strane oggi parole di patriottismo come queste e forse alle orecchie di qualcuno risulteranno anche stucchevoli. Ma, de profundis, non me ne importa niente.


Eccomi qui a festeggiare a mio modo l’unità d’Italia, raccogliendo in un post (che aggiornerò però di continuo) canti, poesie, vissuti, quadri, diari, lettere…quanto mi suggeriscono le parole UNITA’ D’ITALIA…Insomma un post di attraversamento del mio (forse anche vostro) immaginario.


E non si può non iniziare con l’inno…scritto da un giovanissimo Goffredo Mameli, nei giorni della prima guerra d’indipendenza, testo fatto leggere una notte a Michele Novaro che in tre ore, al pinao, ne fece la musica…per essere poi cantato dai nostri liberali durante le 5 giornate di Milano.
Tanto si è detto e stradetto dell’inno, a volte anche in modo negativo (la sua retorica, il suo ritmo da marcetta…), ma evidentemente si tratta di mancanza di capacità d contestualizzazione: cosa avrebbero scelto questi detrattori per incoraggiare e spingere alla rivolta? Cosa per far risorgere “l’antica virtù” di un popolo che solo allora si sentiva figlio di un medesimo p/Padre? E’ grande l’inno di Mameli, grande come altri canti del Risorgimento certo, ma intriso di un messaggio positivo, di una fiducia nella storia, di una carica emotiva e non violenta che altri canti e inni anche europei stentano ad avere.
Bando alle ciance.
Qui il testo con spiegazione
e il video:





Altro canto del risorgimento, meritoriamente famoso, è La bandiera tricolore.


Composto da un autore anonimo, è il canto quarantottesco per eccelenza, ritratto e manifesto di una generazione rivoluzionaria che vide affogare nel sangue le sue speranze. Cantato per tutto il Risorgimento, il brano entrò poi stabilmente nel repertorio dei canti degli Alpini


Video



Ecco poi l’Inno a Garibaldi famoso inno patriottico del Risorgimento italiano.
Autore del testo fu, per richiesta dello stesso Garibaldi, il poeta Luigi Mercantini, noto anche per La spigolatrice di Sapri, struggente rievocazione romantica della spedizione di Carlo Pisacane. Eseguito per la prima volta nel 1858, a ridosso quindi di quella che sarà la “liberazione del sud”





E non poteva mancare il Nabucco, il coro del Va ‘ pensiero che canta lo straziante sacrificio degli ebrei schiavi in Babilonia sotto Nabuccodonosor: nel 1800 in molti paragonarono gli italiani schiavi agli ebrei in fuga dall’Egitto e schiavi in Babilonia. Il coro di Verdi si commenta da solo: nella partecipazione numerosa al canto, nel testo malinconico ed evocativo, nella musica semplice ma intensa sta il segreto di questo coro che, fin già dalle prove a teatro, fu cantato dai sarti e dai figuranti fuori dal palco….





Per chi fosse interessato, ecco il testo del Salmo (136) 137 a cui Verdi si ispirò e la poesia del poeta novecentesco Quasimodo, che si ispirò a sua volta al Nabucco, per descrivere la situazione delll’Italia nella seconda guerra mondiale…In un excursus lungo secoli…


Alla prossima ragazzi, con l’aggiornamento del post.

La prof
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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
Questa voce è stata pubblicata in cantico delle creature, Cristina Galizia, fronde salici, quasimodo, risorgimento. Contrassegna il permalink.

3 risposte a Viva l’Italia

  1. The Piper ha detto:

    Non avevo mai sentito "Bandiera tricolore", incredibile!Hai sentito Benigni quella sera a Sanremo? Una spiegazione interessante, piena di aneddoti curiosi. Fa riscoprire in modo leggero l'Italia che fu e gli uomini che hanno dato la vita per renderla indipendente.

  2. Cristina Galizia ha detto:

    Si, ho sentito Benigni e lo ho apprezzato moltissimo. Tre anni fa, insieme all'insegnante d musica e di arte, abbiamo raccontato la storia d'Italia attraverso le canzoni, dal Risorgimento alla lotte operaie degli anni '70: i ragazzi non solo ascoltavano, contestualizzavano ma cantavano e riproducevano con i loro strumenti il tutto…si sono divertiti molto. Due anni fa, poi, con un collega di musica di un'altra scuola, abbiamo fatto lo stesso con i canti romaneschi: abbiamo visto cioè come la storia ufficiale veniva raccontata dagli intellettuali del tempo (Belli, Trilussa, Pascarella) e soprattutto dal popolo: non ti dico il divertimento con gli stornelli dissacranti! ahahhahPresto pubblicherò i canti romaneschi contemporanei di quelli patriottici ufficiali.Ciao Pinkfloydiano!

  3. Marta ha detto:

    Le quattro opere sono sono sicuramente tutti capolavori, ci fanno sentire orgogliosi della nostra patria, a partire dall'inno di Mameli, che è l'inno nazionale. Queste opere sono l'orgoglio della nazione. Sentendo anche il canto popolare ho capito che ci sono anche molti altri capolavori italiani oltre all'inno nazionale e agli altri conosciuti. Noi giovani non conosciamo l'esistenza di queste bellissime opere e secondo me dovrebbero farle sentire, ascoltare nelle radio e nelle televisioni; dovrebbero farle ascoltare non solo il giorno dell'unità d'italia,ma anche tutto l'anno. Anche il Nabucco è un'opera che fa rabbrividire, anche se il tema di fondo non è poi così allegro; anche i costumi e le persone si sono immedesimate in quell'epoca rendendolo credibile e facendolo arrivare direttamente al cuore delle persone. Anche l'inno di Garibaldi è onorabile. perchè comunica l'orgoglio degli italiani per la patria, che farebbro di tutto piuttosto che perdere la dignità.Combattevano per la nazione e come dice Garibaldi l'Italia l'avevano nel cuore e combattevano i ribelli a tal punto di dare la vita. Queste opere fanno capire il vero valoere della patria e gli uomini odierni non riescono a creare opere di questo tipo, ma solo a riprodurle, perchè sono occupati in tutta la giornata e non hanno un momento per riflettere, ma solo lavoro, lavoro e lavoro . Se noi oggi abbiamo questo orgoglio dobbiamo ringraziare solo le persone che lo hanno reso possilbile, come : Mameli, Novaro…

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