La storia cantata: la Ia guerra mondiale nei canti romaneschi – IIIA

Prosegue il racconto della storia, attraverso la voce del popolo, ovviamente romano.
Cosa si cantava a Roma e non solo durante la prima Guerra?
Nasce in dialetto romanesco, per poi essere tradotto in italiano, l’inno dei bersaglieri, oggi famosissimo ed eseguito tanto in dialetto, quanto nella lingua nazionale.
L’inno fu scritto per ricordare il celeberrimo sacrificio di Enrico Toti, trasteverino, divenuto simbolo del patriottismo dei primi del ‘900. Enrico Toti, mutilato  di una gamba, riuscì ad arruolarsi ed a raggiungere la prima linea con i compagni. 

Il 6 agosto 1916, il battaglione attaccò: Toti, con in una mano la stampella e nell’ altra il moschetto fu fra i primi; colpito una prima volta alla spalla continuò a correre verso il nemico; stramazzato per una fucilata al petto, si rialzò un’altra volta; a pochi metri dalla trincea austriaca, mentre i Bersaglieri si fermavano per riprendere fiato,  fu colpito una terza volta, ma prima di cadere definitivamente, lanciò la sua stampella contro il nemico, trasformandosi in  un simbolo non solo del bersaglierismo, ma anche della lotta strenua contro il nemico. 
L’inno ricalca in tutto e per tutto il clima eroico in cui affondavano il sacrificio della vita per la patria e la rinuncia agli affetti per il bene comune: L’inno può ben essere assurto a documento principe del mito del milite: ogni strofa osanna il coraggio dei bersaglieri, visti come uomini e soldati valorosi:












Mamma nun piagne famme ‘sto piacere
Contento so’ d’annà a fa er sordato
Sarò d’Italia ‘n bravo Bersajiere
Perché alla Patria er core ho donato
Pel tricolore simbolo d’amore
Combatterò finchè me batte er core

O Bersajiere parti contento
Tra ‘n bacio e l’altro ar reggimento
Le piume ar vento so’ lucenti e nere
Son la fierezza de ‘n Bersajiere
Addio biondine, ciao brunette
Sete le gemme delle maschiette
I baci vostri fanno piacere
Ar core forte di un Bersajiere

Mamma te scrivo solo na’ parola
Pè ditte che so’ giunto ar reggimento
Me sembra ‘n sogno d’ esse ‘n Bersajiere
Quanno cammino co’ le piume ar vento
E quanno in testa sona la fanfara
Sento ner core ‘na gran gioia rara

O Bersajiere….

Mammina non pianger, fammi sto piacere:
contento son d’andare a fa il soldato.
Sarà d’Italia un bravo bersagliere,
Perchè alla Patria il cuore ho donato.
Il Tricolor è simbolo d’amore,
Combatterò finchè mi batte il cuore

O bersagliere, parti contento,
tra un bacio e l’altro al Reggimento.
Le piume al vento, lucenti e nere,
Son la fierezza di un Bersagliere.
Addio biondine, ciao brunette
siete le gemme delle maschiette;
i baci vostri fanno piacere
al cuore ardente di un bersagliere.

Mamma ti scrivo solo una parola
Per dirti che son giunto al Reggimento.
Mi sembra un sogno d’esser Bersagliere
Quando cammino con le piume al vento.
E quando in testa suona la Fanfara
Sento nel cuore una gran gioia rara.

O Bersagliere

La prof
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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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