Raccontiamo il nostro primo giorno di scuola – Tutti e "ex" :-)

Allora?
Superato lo scalino del primo giorno?


Certo, so che non è facile voltare pagina e tuffarsi in un nuovo mondo: tante sono le ansie e le attese, le paure e le speranze. Sono sentimenti, questi, che ci accompagneranno sempre, ad ogni cambiamento: cambiare scuola, cambiare amici, cambiare città. Siamo come i caratteri mobili della stampa: passiamo da una pagina all’altra e, saltando da un rigo all’altro, scriviamo la nostra storia e, con questa, anche la Storia con la “S” maiuscola .

La prima storia l’ha raccontata già Lucia Testa. 


E voi Arringoboys di IA, appena arrivati, o voi di IIIA, già più navigati, o voi che avete lasciato la scuola media, voi tutti, che aspettate a raccontare la vostra di storia? Come è iniziata questa nuova pagina del vostro libro?

Sono qui che vi leggo. 
Cliccate su Commento e…buon racconto!!!


La Prof.

——————————————————————————————-

Ps: per i nuovissimi di questo blog, i ragazzi di IA: 

  1. Cliccare su Commenti (qui in basso al post, a destra); 
  2. scrivere il vostro racconto/commento nel riquadro bianco, firmandosi
  3. poi spuntare su “Anonimo”; 
  4. se il computer vi chiede di copiare poi una parola strana in un piccolo rettangolo bianco, copiatela pure 
  5. e poi fate “Pubblica”. 

Col tempo conosceremo e perfezioneremo queste procedure, Adesso, semplicemente PROVATE!!!

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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2 risposte a Raccontiamo il nostro primo giorno di scuola – Tutti e "ex" :-)

  1. Anonymous ha detto:

    Allora, carissima professoressa, anch’io voglio raccontarle il mio primo giorno di scuola, del mio primo scalino superato, anche se è successo non lunedì scorso ma qualche anno fa.Il primo giorno (e anche i successivi) i miei professori non mi parlavano certo di ACROSTICI, DESCRIZIONE ALLITTERANTE né tanto meno di LOGOGRIFO. Grazie al suo blog ho imparato a conoscerli (per la verità, l’acrostico mi è capitato di incrociarlo, circondati come siamo da loghi e sigle). Ad ogni modo, mi ricordo giornate piegati a trovare avverbi, pronomi, soggetti, preposizioni, subordinate e tutto il caravan serraglio dell'analisi grammaticale, logica e del periodo. Ancora è vivo il ricordo del professore che leggeva (e ci faceva leggere a turno) pagina dopo pagina Furore e Uomini e topi di John Steinbeck: storie antiche di sofferenza e povertà purtroppo tornate di nuovo attuali. E di quello con la passione di Ignazio Silone che ci sfiancava con Fontamara e Pane e vino. Allora, trovavamo queste letture alquanto noiose, però come vede in qualche modo hanno dato i suoi frutti se a distanza di anni ancora ne conservo un piacevole ricordo. Se il poco seme gettato su un terreno non dissodato ha dato questi frutti, sono certo che il suo lavoro ne produrrà cento volte tanto! D’altronde, prova ne sono già i lavori che pubblica sul blog e soprattutto gli interventi dei suoi alunni. A proposito, in risposta a Lucia, volevo portare una piccola riflessione sulla mia estate (ovviamente quella della mia gioventù). Per me l’estate non è fuga dalla realtà, e non prepara la vita, ma è vita piena essa stessa, perché è SCOPERTA. Nelle lunghe giornate oziose dell’estate, ho fatto le mie prime piacevoli scoperte quando mi capitò tra le mani un libro di antologia delle scuole superiori. E’ lì che mi si presentò la buffa vicenda del tizio che andò al funerale sbagliato (Ulisse), il risveglio del signor Gregor Samsa trasformato in un insetto e i prodigiosi effetti che potevano venire da una petite madeleine. Senza quelle calde e lente giornate estive forse mai avrei fatti simili incontri.Un caro saluto e complimenti a lei e ai suoi ragazzi.Nagel

  2. Cristina Galizia ha detto:

    Grazie mille Nagel per questo tuo racconto, così denso di emozioni! Continua a seguirci!

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