Parliamo di noi, ma in modo più strutturato- IA

Continua ancora l’attività di accoglienza dei ragazzi di IA e via via ci avviamo ad iniziare il nostro percorso di scrittura creativa, di sperimentazione testuale, di ricerca di una nuova espressività, più matura e significativa.
E per guidare i ragazzi ad esplorare nuove modalità espressive, rimanendo pur ancorati a ciò che è a loro conosciuto, ho deciso di utilizzare la similitudine, che costituisce sia un buono strumento di conoscenza che un’ottima leva per la fantasia (quando non si conosce qualcosa, si ricorre al paragone con qualcosa di già esperito: “La struttura interna della Terra assomiglia/ è come/ è simile a/ fa pensare a un’arancia fatta di tanti spicchi”). Avviare i ragazzi ad un uso consapevole delle figure di senso (similitudine/metafora) li stimola a conoscere in modo diverso, dando nomi diversi agli oggetti di sempre, instaurando l’abitudine al confronto.
Va bene, adesso bando alle ciance professorali e parliamo di quello che hanno fatto ‘sti ragazzi! 😉


Dopo aver sperimentato ed analizzato la struttura di una similitudine, hanno cominciato a DESCRIVERSI USANDO TUTTE LE SIMILITUDINI CHE VOLEVANO, purché varie nella formula introduttiva. E questo esercizio li ha obbligati a usare il lessico sepolto che conoscono ma che usano di rado, nonché divertiti molto a paragonarsi a un tronco d’albero piuttosto che a uno stuzzicadenti! 🙂
Eccone alcune!

Ciao, mi chiamo Giulia.
Ho i capelli lisci e morbidi come seta, di un colore tra il biondo e il marrone. Il mio volto è soffice simile alle nuvole. I miei occhi sono celesti simili al cielo d’estate e alcune volte grigi come le nuvole di una giornata d’inverno. La mia bocca è rossa come una ciliegia. Di corporatura sono robusta e molto alta.
Ho un carattere allegro al pari di un pagliaccio, sono amichevole e socievole con tutti , ma quando mi arrabbio sembro un leone in gabbia. Frequento un corso di danza e quando ballo mi sento come un uccellino che vola.

(Giulia Rossi)

Mi chiamo Giacomo ho 11 anni, ho i capelli che fanno pensare al tramonto. I miei occhi sono marroni come la buccia delle noci e vigili come quelli di un gatto. Sono allergico e ho il naso che sembra un lavandino otturato. La mia bocca è simile a un grissino. Sono alto come un abete di montagna e faccio pensare ad uno stuzzicadente di legno. Sono veloce al pari di un ghepardo quando rincorre la preda. Sono simpatico e giocherellone assomiglio a un chihuahua

(Giacomo Colaneri)


In seguito, svolta anche una parte di analisi testuale su un brano scritto ad hoc, hanno dedotto i meccanismi che sottendono alla similitudine e formulato una definizione.


A quel punto…so’ iniziati i giochi! 😀

1

Il primo gioco è stata…LA DESCRIZIONE GUSTATIVA, ovvero descriversi usando solo ed esclusivamente cibi!!! Insomma, un “testo goloso”, per dirla alla Elisa De Paolis!


 E sapete ragazzi che l’esperimento che avete svolto in classe…ha anche un corrispettivo pittorico? Sapete che Arcimboldo, un pittore strampalato (ma geniale) del 1500 aveva già pensato di descrivere, anzi ritrarre, persone tramite oggetti e cibi? Guardate un po’ questo video:

Eh?! Che ve ne pare di una bella carota al posto del naso e di grappoli d’uva belli in mostra sulla testa? 😀 Non sono forse questi quadri delle similitudini?! Lo avreste mai immaginato?

Bene, ecco le vostre descrizioni…appetitose: paragonatele voi ad Arcimboldo, ma non azzannate il monitor!

Mi chiamo Giulia, ho 11 anni e frequento la scuola secondaria di primo grado.
I miei capelli sono color biondo scuro come le nocciole. Ho gli occhi al pari di una mandorla, e celesti come il puffo. Il mio viso, soffice e vellutato, sembra un’albicocca. Ho il naso che sembra una piccola fragolina, che arrossisce quando ho freddo. Le mie labbra morbide assomigliano alla mollica del pane.
Di corporatura sono come un cannolo alla crema.
Sono solare e frizzante come un cedro e quando mi arrabbio, piccante come il peperoncino.
(Giulia Rossi)

Mi chiamo Giacomo, ho 11 anni. I miei capelli fanno pensare ad un bastoncino di liquirizia. I miei occhi sembrano due smarties color marrone e le guance sono morbide come due pesche. Le labbra sono soffici come la panna e rosa come il pompelmo. Il mio naso sembra un limone spremuto in continuazione. A volte sono amaro come il caffè; altre volte sono dolce come un cornetto alla nutella. (Giacomo Colaneri)

(Sezione in aggiornamento)

         2.
L’altro gioco…ha a che fare con Luca Carboni. Come chi? 
Avete presente questacanzone?

Eh, si, “CI VUOLE UN FISICO BESTIALE”, specie se ci si deve descrivere usando solo paragoni con gli animali!!! 😀 Perché non paragonarsi a degli animali, ovvero perché non cercare degli animali che possano avere delle caratteristiche simili a quelle del nostro corpo o carattere? Insomma, perché non scoprire a quale animale assomiglio? ;-D


Ecco i lavori dei volpacchiotti!!!


Mi chiamo Chiara e ho 11 anni.
Ho i capelli lunghi, folti e marroni come la coda di un grazioso scoiattolo e soffici come il pelo di un gatto d’angora. I miei occhi sono grandi,verdi e furbi come quelli di una volpe artica. Il mio volto è ovale e assomiglia a un grande uovo di gallina. Il mio naso è dolce e grazioso come quello di un piccolo topolino appena nato. La mia bocca è molto grande e larga e assomiglia a quella di un ippopotamo quando sbadiglia.
Io in verità non sono tanto grande, ma sono un po’ piccola ed assomiglio a un piccolo gattino d’ angora, ma sono agile come una lince, furba come una volpe e veloce come una lepre e uno struzzo .
Il mio carattere è molto solare, sono molto simpatica come una foca e un tricheco da circo.Sono buona come un gatto che fa le fusa,ma alcune volte mi arrabbio come un toro infuriato  e come un cavallo imbizzarrito. A me piace fare tante cose tra cui ballare come un pesce che guizza nel mare.Inoltre mi piace smarcare la palla come un cane che rosicchia un osso e navigare su internet come un delfino che nuota nel mare. (Chiara Bianchi)





(Sezione in aggiornamento)




E sapete che l’usanza di paragonarsi agli animali è antichissima? Provate un po’ a leggere il Cantico dei Cantici, nell’Antico Testamento: due innamorati paragonano il proprio caro giusto a degli animali dolci e mansueti. Eccovene un frammento (qui il testo completo): 


Quanto sei bella, amata mia, quanto sei bella! 
 Gli occhi tuoi sono colombe, 
 dietro il tuo velo. 
 Le tue chiome sono come un gregge di capre, 
 che scendono dal monte Gàlaad. 
2
I tuoi denti come un gregge di pecore tosate, 
 che risalgono dal bagno; 
 tutte hanno gemelli, 
 nessuna di loro è senza figli. 
3
Come nastro di porpora le tue labbra, 
 la tua bocca è piena di fascino; 
 come spicchio di melagrana è la tua tempia 
 dietro il tuo velo. 
4
Il tuo collo è come la torre di Davide, 
 costruita a strati. 
 Mille scudi vi sono appesi, 
 tutte armature di eroi. 
5
I tuoi seni sono come due cerbiatti, 
 gemelli di una gazzella, 
 che pascolano tra i gigli […]

 3
Come un melo tra gli alberi del bosco, 
 così l’amato mio tra i giovani. 
 Alla sua ombra desiderata mi siedo, 
 è dolce il suo frutto al mio palato. […]


——————————————————————————————————————-

E familiarizzando con le similitudini, ci si avvia pian piano al DISCORSO POETICO e al mondo fantastico e allegorico degli animali della FAVOLA!


A rileggersi presto, Arringolettori, e voi ragazzi, spedite pure i lavori che volete pubblicare!

La prof.

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
Questa voce è stata pubblicata in accoglienza, favola, luca carboni, poesia, scrittura creativa. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Parliamo di noi, ma in modo più strutturato- IA

  1. giulia r ha detto:

    che belli i nostri lavori!!

  2. Cristina Galizia ha detto:

    Ben arrivata sul blog Giulia! Che bello leggerti! Visto quanto siete bravi? Son dei bei lavori, ricchi di fantasia: spedite e vi saranno pubblicati!Bravissima Giulia, sempre pronta a mandare i tuoi lavori: continua cosi!!!A domani!

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