Favole…a mano libera! – IA

Favole…a mano libera!
Allenati a tagliare, accorciare, modificare favole, eccone alcune scritte interamente dai ragazzi.

Buona lettura!

IL LEONE E LA LEPRE

C’era una volta, in una foresta, un leone.
Era il re della foresta; aveva una bellissima e folta chioma e un pelo liscio come seta.
Era un animale gentile a tal punto da rischiare la sua vita per gli altri.
Dopo un pò di tempo si ammalò di una malattia, che non gli permetteva di fare niente, perciò non potè più cacciare prede, cioè non si potè sfamare senza l’aiuto di altri. La lepre, sua amica, la aiutava ;ma le sue dimenzioni non gli permetteva di aiutare il leone in tutto.
Così la lepre chiese aiuto al cervo; il cervo era una animale vanitoso e ambizioso, che non volle aiutarlo.
Dopo qualche giorno che la lepre cercava di convincere il cervo, successe che il cervo cominciò a vantarsi a tal punto da non ascoltare più la lepre, camminando per la foresta con indifferenza, eleganza e senza prudenza. Un orso sbucò da un cespuglio e lo addentò.
Così il cervo morì.
L’ambizione e la troppa vanità tolgono il buon senso e la prudenza, portando alla rovina.

Giulia Rossi 


L’AQUILA CHICCA E IL SERPENTE PICCHIO 

(emoticon a cura delle due…scrittrici! 🙂 )

C’erano una volta in una foresta, tanti animali, tra cui un serpente di nome Picchio che trascorreva le giornate dentro la sua grande tana.Inoltre c’era un aquila di nome Chicca che stava anche lei tutto il tempo nel suo nido,ma ogni tanto si divertiva a volare nel cielo.
L’aquila Chicca si vantava sempre per le sue doti naturali che aveva ricevuto dalla natura.Voleva essere la prima in tutto! Era molto veloce, agile e furba nel catturare le prede: si sentiva la regina della foresta. Tutti gli animali, compreso il serpente Picchio, si sentivano molto tristi e maltrattati dalla cattiva Chicca.
Un giorno l’aquila decise di andare dal serpente per proporgli una sfida. Bussò alla tana e Picchio velocemente uscì fuori e infuriato disse:
“Che cos’è questo rumore? che sei venuta a fare qui?? 

L’aquila rispose:
“Sono qui per proporti una gara: se vincerò io, tu dovrai andartene via dalla foresta, se invece vincerai tu sarò io ad andarmene.”.
 Picchio accettò la gara, ma purtroppo perse.
Il povero serpente quindi fu costretto ad abbandonare e a lasciare la foresta: preparò le valigie e, triste e angosciato, salutò tutti gli animali, che erano molto arrabbiati con la cattiva aquila Chicca.
L’aquila, sentendo tutte le lamentele degli animali, ripensò al brutto gesto che aveva compiuto nei confronti del povero Picchio: capì di aver sbagliato a vantarsi delle sue doti naturali.
Chicca andò incontro al povero serpente Picchio e gli disse:
“Scusami, ho esagerato, perdonami!! Se non ti dispiace mi piacerebbe che tornassi nella foresta e dimenticassi tutto”.
Il serpente perdonò l’aquila Chicca e insieme tornarono nella foresta.
Alla fine i due animali:l’aquila Chicca e il serpente Picchio decisero di non litigare più  e di diventare buoni amici !!

Chiara Bianchi

CLAUDIA LA FORMICA E NINO IL RAGNO 

C’erano una volta, in una montagna, tantissimi animali, tra cui Claudia la formica e Nino il ragno.
Il lavoro di Claudia consisteva nel costruire delle case per le sue. Non passava giorno che non pensasse al suo lavoro e alle sue stupende opere. Costruiva delle case grandi, piccole e belle, di colore giallo, rosso, rosa e blu…
Lì, in montagna, tutti le volevano bene, tranne il ragno Nino. Infatti, ogni volta che lei si allontanava un poco dal suo cantiere, Nino distruggeva le sue opere più belle o rubava i progetti delle case e la povera Claudia doveva ricostruire tutto da capo:
-Povera me! Sicuramente tutti mi chiameranno “La perdente” e “La rovina case”…perché? Perché proprio a me?
E Nino, ogni volta che passava dalle sue pari la prendeva in giro così:
-Ahahah!, guarda chi si rivede! “Il fallimento della case!” Ahahahah!-.
E la povera Claudia rimaneva ogni volta molto dispiaciuta. Pensava che con il tempo, Nino si sarebbe stufato.
Passarono i giorni, le settimane, i mesi, ma Nino non riusciva a capire che non era il caso di insistere e insisteva con le prese in giro.
Allora Claudia organizzò un piano con le sue amiche…
Nino, come al solito, passava di là, con l’intenzione di rovinare qualcosa; le vide e domandò:
-Stupide formiche!
Le formiche gli saltarono addosso e cominciarono a mordicchiarlo qua e là
-Che cosa state facendo? Come vi permettete? Smettetela! Ahi Ahi!
-Ahahah! adesso chi è quello che piange?
-Vi prego, smettetela, vi prometto che non lo farò più!
-Va bene, ma la prossima volta che ci darai fastidio, prenderemo dei provvedimenti più seri!
Da quel giorno Claudia riprese a creare le sue magnifiche opere e Nino diventò buono e generoso con tutti.
Claudia divenne famosa in tutto il mondo e Nino divenne il suo aiutante.
Anche le formiche amiche divennero famose e si occuparono della pubblicità delle opere di Claudia!
Approfittarsi dell’altro non è corretto: solo la generosità premia.


Alessia De Paolis
IL KOALA BODO E LA SCIMMIA MUNA 

C’erano una volta, in una foresta dell’Africa, due animali, la scimmia Muna e il Koala Bodo, che abitavano insieme nella stessa grotta da piccoli amici. Tutti gli animali giocavano insieme.
Un giorno, mentre si giocava a tirarsi le noci di cocco, la scimmia colpì per sbaglio il Koala. Bodo si arrabbiò molto e per tutta la giornata litigarono.
La notte seguente Bodo cominciò a sentirsi molto male, al punto tale che stava per morire. Muna era molto dispiaciuta: non lo aveva fatto apposta ed era molto spaventata.
Così andò a chiedere aiuto ai suoi amici. E così ben presto tornò con succo di cocco. Bodo i riprese in fretta.
Dopo qualche giorno, accadde che Muna si ruppe una zampa. Chiese aiuto al koala, che però era ancora arrabbiato:
-Ti aiuto solo se mi prometti che non mi farai più del male!
– Ma lo vuoi capire che non lo avevo fatto apposta? Comunque lo prometto!- rispose Muna
Il koala allora prese cinquanta foglie e con queste fasciò la zampa di Muna. Poi prese un legno e lo fissò in modo che per un po di giorni muovesse la zampa.
La notte Bodo e Muna dormirono nella stessa grotta.
Ad un certo punto però, il koala sentì le voci dei suoi amici che giocavano e così uscì anche lui a giocare. Muna si svegliò e non vide più Bodo vicino a sé e scoppiò a piangere, perché si sentiva sola.
-Bodo, perché non ci sei? Io non ti ho lasciato solo…-.
E così, pian piano se ne andò dalla grotta.
Quando il koala rientrò e non la trovò, si spanventò molto: la cercò per sette settimane, ma della scimmietta nessuna traccia.
Fu dopo otto settimane che la ritrovò e allora gli disse:
-Perché sei scappata?
-Perché tu mi hai lasciata sola, mentre io ti ho assistito quando stavi male. Tu invece sei uscito a giocare con gli amici!
Da quel giorno Bodo capì che gli amici si aiutano sempre, non solo quando è semplice, ma anche quando è difficile.

Alin Petronel 
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Il serpente Carletto e l’aquila Franca

C’erano una volta, in una grande foresta piena di pini molto alti e torrenti di acqua fresca, molti animali, dal più grande al più piccolo,dal più socievole al meno socievole. Tra questi ce ne erano due in particolare: un’aquila di nome Franca che regnava sulla foresta e un serpente di nome Carletto. L’aquila Franca si vantava della sua velocità e voracità, per questo tutti gli animali della foresta la ammiravano affascinati. Ma Franca prendeva in giro il piccolo serpente Carletto dicendogli che era viscido e incapace di camminare o volare come gli altri, ma strisciava come una zebra catturata da un feroce leone. 

Per questo un giorno Carletto il serpente, stanco degli insulti dell’aquila, decise di vendicarsi.

Andò al rifugio di Franca e trovò un nido con dentro un piccolo uovo. Carletto, senza pensarci due volte, lo nascose dietro una pietra molto pesante e, strisciando rapidamente, se ne andò. L’aquila Franca pensò che Carletto aveva nascosto il suo uovo e furiosa raggiunse la tana del serpente e lo cacciò. Il serpente fu costretto ad abbandonare la foresta e tra sé e sé pensava:

“ Povero, povero, povero me dove andrò a finire! Povero me, che brutta fine ho fatto!!”

Dopo un giorno che Carletto se ne era andato, Franca si svegliò tra le piume maestose del suo letto. Silenziosamente ripensò a quello che era accaduto e capì di aver sbagliato a vantarsi delle sue doti naturali…….era sconsolata e triste!!!

Per questo l’aquila andò a cercare il serpente sorvolando la grande foresta e gridando:- Carletto! Dove sei? Carletto! Dopo un po’ lo trovò e gli disse:- Scusa! Scusa! Per tutto quello che ti ho detto e ti ho fatto! – Scusa! Per averti nascosto il piccolo uovo! Disse Carletto. Franca, felice perché presto avrebbe ritrovato il suo uovo disse: – Adesso è finito tutto, torniamo a casa nella nostra foresta.

I due divennero amici e l’aquila capì che bisogna accettare anche chi è diverso.


 


Giacomo Colaneri
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Chi trova un tesoro, trova un amico?



C’era una volta, un bosco, dove vivevano tantissime specie di animali, dal più simpatico e socievole, al più solitario e compagnone.

Tra questi viveva un piccolissimo passero, timido, paffuto e molto carino.

Per il fatto che era poco socievole gli altri uccelli lo rifiutavano.

Un giorno mentre vagava tra le piante, si trovò davanti a una grotta. Preso dalla curiosità, andò ad esplorarla. Camminava da diversi minuti, ma non vi aveva trovato niente… Finché non gli si illuminarono gli occhi!… Era, era… una grande riserva di briciole di pane.

-Mamma mia! Chi può essere più fortunato di me?! Sono ricco!!!

Appena uscito dalla grotta, andò in giro per la foresta a raccontare il fatto accaduto.

-Sono diventato ricco!! Che fortuna!- gli altri uccelli si radunarono intorno a lui.

-Veramente? Raccontaci tutto, così potremo diventare amici!

Il piccolo passero infuriato disse:-A…adesso volete diventare miei amici, è?! Perché prima non me lo avete mai chiesto?

Il passero offeso se ne andò.
Facendosi trasportare velocemente dal vento, andò a sbattere su un pettirosso. -Scusami,scusami non volevo! E’,…che sono così triste! – Il pettirosso rispose -Non ti preoccupare, se sei triste, ti consolerò io!

Da lì parlarono molto, e il passero capì che aveva trovato, un tesoro più grande della riserva briciole, un amico. Così insieme condivisero il tesoro.

Questa favola fa capire che, chi trova un amico trova un tesoro, non chi trova un tesoro trova un amico.

Rossi Giulia, Cinti Giulia, De Paolis Elisa 
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Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio 

C’era una volta in una foresta tantissimi animali, ma in particolare un topo di nome Gerry e un gatto di nome Jack. I due erano uno l’opposto dell’altro. Gerry era piccolo ed aveva una vocina sottile, ma graziosa. Jack, al contrario, urlava sempre contro tutti: 
“AHAHAH sono il più grande e nessuno di voi può fermare la mia malvagità”.

Gerry aiutava tutti gli animali, dal più grande al più piccolo, dal più paffuto al più minuto. Li aiutava a mettere da parte le provviste per l’inverno e a pulire la loro casa. Jack, invece, infastidiva continuamente tutti gli animali: andava a casa degli altri a chiedere le provviste per l’inverno. In cambio non avrebbe recato loro nessun disturbo. 

Un giorno andò a casa di una graziosa topina e le chiese del cibo. Lei gli rispose: 

“Jack, caro Jack, perché non vai come tutti gli animali a cercare le provviste per l’inverno?”. Lui rispose:

“Non mi va, non ne ho voglia. Voglio solo fare dispetti agli animali”. 
“Però tra una settimana, dovrai restutuirmi il cibo che ti ho offerto” ribatté lei.

Jack, furbo come una volpe, mangiò tutto in sol boccone. 
Il giorno seguente, andò a casa di Gerry e come al solito gli porse la stessa domanda. Gerry,senza fare alcun lamento, diede all’amico il cibo richiesto dicendo però che glielo avrebbe dovuto restituite dopo una settimana. Jack in un batter d’occhio mangiò anche le provviste ricevute dal topo e, in tutta tranquillità, se ne andò felice a casa a sonnecchiare nel suo bel lettone caldo.

Gerry, puntualmente, una settimana dopo andò a casa di Jack a richiedere le provviste. Jack, senza nemmeno rispondere, sbatté la porta in faccia al povero topo. Gerry, ammiccando, pensava tra sé e sé: 
“Jack è solo un bugiardo. Non gli darò più niente. Convincerò tutti gli altri animali del bosco, nessuno escluso, a non dargli nemmeno più una briciola di pane. Morirà di fame!”. 
Gerry si mise subito al lavoro per raccimolare tutte le provviste e lo aiutava Gigio, il suo più fedele amico. 
Mentre i due lavoravano, Jack di nascosto rubava tutto il cibo. Per fortuna Gigio, che proprio in quel momento rientrava per posare delle altre provviste, vide Jack scappare dalla finestra. Non diede però importanza al furto subito,ma rimanendo sempre all’erta, ricominciò di nuovo a lavorare con Gerry.

Arrivato l’inverno, andava per tutto il bosco alla ricerca di un po’ di cibo. Tutti, però, gli rispondevano di no. Allora, l’animale, allontanato da tutti, andò al riparo sotto un albero senza cibo né amici.

La favola mostra che l’amicizia è un vero tesoro. La disonestà e l’inganno portano solo alla solitudine.

Federico Paoliani

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Il leone Mit e la gazzella Lisa

(emoticon dell’autrice 🙂 )



C’era una volta un’arida savana dove vivevano tantissimi animali,mandrie di gnu,zebre,iene,giraffe,elefanti e c’erano due animali in particolare.
Il leone Mit dava sempre fastidio a tutti gli animali e si vantava,perchè lui aveva un computer,l’ADSL e la connessione a internet,mentre tutti gli altri abitanti della savana erano invidiosi,percè avevano solamente dei vecchi cellulari scartati dal re Mit,ma che erano tutti rotti e graffiati.
Avevano un grande desiderio di vendicarsi ,quindi decisero di andare a parlare con Mit,ma lui non li ascoltò,perchè era troppo impegnato a chattare con i suoi amici leoni che si trovavno a new york.La povera gazzella Lisa era povera,non aveva di che vivere e desiderava avere anche lei almeno un vecchio cellulare come tutti gli animali della savana.Perciò si fece coraggio e provò a creare conversazione con il leone:
“Salve vostra maestà,come state?Vi serve qualcosa?
“Bene,ma non fare troppi giri di parole,cosa vuoi? Sei venuta anche tu a lamentarti?
“Emh..Emh..-N-N-NO! Volevo chiederle un piccolo regalo ,perchè sono povera!
E a me che importa?? e disse:Sei povera!Sei povera!-La prese in giro e continuò!!
Ogni volta che la vedeva le ripeteva:
-Sei povera! Sei povera!
La gazella Lisa,sempre più triste,trascorreva le sue misere giornate a brucare la fresca erba che nasceva tra le roccie vicino al fiume.
Una mattina ,l’erba era spuntata fresca ai piedi di un’oasi costeggiata da una decina di palme e notò che nella terra umida di rugiada vi erano alcune impronte di leone.Incuriosita le seguì e…vide per terra un pc!!! Ragionò e capì che era quello di Mit.Subito lo aprì,lo pulì,lo accese e dopo tanta pratica imparò ad usarlo e non fu più povera.
Cosi Lisa dimostrò a tutta la savana che anche lei,con un pò di impegno poteva essere ricca!
PERCIO’ QUESTA FAVOLA INSEGNA CHE ANCHE CHI E’ POVERO CON ASTUZIA ED IMPEGNO PUO’ DIVENTARE AL PARI DI UN RICCO!!


Roberta Gentili

IL LEONE IL RE DELLA FORESTA
In una foresta, vivevano molti animali ma in particolare un cervo, una volpe e il loro re : il leone. 
Il leone era molto molto malato per questo non poteva cercare prede , cosi tutti nella foresta erano felici. Un giorno una volpe andò dal leone e gli chiese se volesse essere suo amico, il leone gli rispose di no. Allora cacciò per lui una preda, affinchè lo mangiasse. Dopo essere tornato da lui, gli disse: “Se diventi mio amico ti do una cosa da mangiare” .Il leone entusiasta gli disse: ”certo, certo basta che mantieni la tua promessa” .Da allora il leone e la volpe diventarono ottimi amici, però la quest’ultimo doveva raccogliere ogni giorno del cibo per lui. Un cervo, volendo fare degli scherzi al leone, gli si pose davanti in modo che non potesse mangiarlo. La volpe allora cercò di prenderlo ma era troppo veloce. Il cervo continuò tutti i giorni a fargli dispetti.
Il leone, dopo essersi rimesso in sesto, stufo dei continui dispetti del cervo, si sdraiò sul prato ad aspettarlo. Aspettava, aspettava il tempo passava e del cervo non c’ era minima traccia. D’un tratto, però, apparve davanti a lui e gli disse: “Non riuscirai mai a prendermi”. Il leone a quel punto rispose arrabbiato: ”Ne sei proprio sicuro?”. Balzando ferocemente sul cervo il leone lo sbranò.

FEDERICO PAOLIANI. 

La lumaca e il ghepardo 


C’era una volta , in una foresta una grande città dove si trovavano tanti animali , ma in particolare una lumaca che si chiamava Michelle e un ghepardo che si chiamava Fulmine. Un giorno tutti e due felici decisero insieme di andare a scuola.

Quando entrarono in classe videro una professoressa di nome Giraffa Galizia, era molto alta , intelligente ed anche un po’ maldestra. La professoressa diede a loro un compito molto difficile da svolgere a casa . Il compito consisteva in una analisi grammaticale molto difficile.

Fulmine lo fece in un batter d’occhio,ma tutto sbagliato. Invece Michelle lo fece molto lentamente:-”ma perché sono così lenta e arrivo sempre in ritardo? Però almeno ho una bellissima scrittura. Invece gli altri non sanno scrivere come me. Neanche la professoressa”.

La lumaca dopo molto tempo riuscì finalmente a consegnare il compito a scuola ma vide che non c’era nessuno, perché erano le feste di natale, ma almeno nel prossimo semestre prenderà dieci. Perché sono sempre così lenta arriverò a casa per la festa della befana. Chi è veloce fa tutto in fretta ma spagliato e chi fa lentamente fa tutto bene ma in ritardo. Chi va piano va sano e lontano.

THE END!!!!

Fedierico Paoliani 
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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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