La storia…narrata -IIIA

Non potevano certo mancare, in terza, i testi narrativo storici! 🙂
Il modo migliore per vedere la storia con occhi diversi…i nostri.
(Su quanto sia importante questa tipologia di testo, ho scritto in un vecchio POST)


Eccovene alcuni…dei maggiori despoti tra settecento e ottocento!
Ai ragazzi la parola e a voi...buona lettura!

RE SOLE…visto da Ilaria Tolomei

“Sono il migliore, l’inattaccabile, l’absolutus: nessuno può limitare i miei sogni e le mie voglie. Sono padrone della Francia e del mondo intero. E che nessuno osi contraddirmi: Brucerà per sempre nelle fiamme dell’inferno! Sono sacro, nessuno deve osare uccidermi, altrimenti saranno guai per tutti e ci rimetteranno la loro stessa pelle. Ho tre poteri molto importanti: Potere legislativo, potere esecutivo e potere giudiziario. Grazie a questi tre poteri, non c’è nessuno che possa controllarmi. Sono invincibile! Nessuno sarà potente come me, dopotutto sono stato mandato da Dio stesso. Ho unito sia cattolici che protestanti sotto un unico potere: il mio. Io sono il primo e vero re assolutista. Se non fosse stato per il mio cardinale Mazzarino, oggi non mi troverei a governare la Francia, la mia Francia. Per questo motivo non smetterò mai di ringraziarlo. Nobili e clero sono dei poveri illusi. Facendosi comprare, mi hanno fatto permesso di avere via libera, facendo così quel che voglio. Li ho invitati a vivere nella mia reggia. A me non importa quanta gente ci sia, basta che accumuli sempre più potere. Adesso ho affidato l’economia francese a Colbert. Per farla aumentare, ha deciso di non importare dall’estero e di potenziare le risorse interne. Colbert è un brav’uomo e sono sicuro che non mi deluderà!”


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LUIGI XVI E LA FINE DELL’ASSOLUTISMO…visti da Ilaria Tolomei e Marta Trinchieri

Non avrei mai creduto di poter arrivare ad un punto simile, inginocchiato di fronte ad una ghigliottina, con il popolo urlare e la gente che inneggia alla mia morte. Quanta calca sotto il mio patibolo, quanta gente che vuole vedermi soffrire e vedermi spegnere sotto i loro occhi. La piazza è affollatissima. La gente si prende a pugni pur di stare in prima fila e godersi la mia morte. In lontananza la mia adorata Versailles. Quanto è bella vista da quaggiù. Riesco a vedere la mia stanza, si è proprio quella. So che non potrò mai più metterci piede, ma so che rimarrà per sempre nel mio cuore. Chissà chi sarà il suo prossimo padrone. Spero soltanto che si prenda cura di lei. Respiro a stento, questi sono gli ultimi battiti del mio cuore, le mie mani sudano. La gente non ha più rispetto per me. C’è chi mi sputa addosso, chi mi tira il cibo e chi mi insulta. Persino i bambini ridono di me. Non ci posso credere. Il mio cuore si frantuma sempre di più in piccoli pezzettini. Quelli mi sembrano i miei cari. Si, sono proprio loro. Non voglio che mi vedano così, no. I loro volti sono pieni di lacrime e di sofferenza. Perché devono star male per me? Non voglio e non posso vederli così, non posso. Un forte vento gira nella grande e affollata piazza. Un vento che asciuga le mie ultime e inutili lacrime. Un vento che sposta tutte le foglie e che mi accarezzano il viso. Nel cielo rimbombano lampi e tuoni. Non voglio morire così. Vorrei ricominciare tutto da capo, sperando di fare tutto in modo diverso. 
Se ripenso ai giorni trascorsi nella mia Versailles, con la mia regina e le mie dame di corte, a ballare nella stanza degli specchi e a giocare tra di noi, mi scappa un piccolo sorriso. Non posso pensare che passavo le mie intere giornate a riflettere e a pianificare strategie nel mio giardino. Mi ricordo tutte le feste nella mia reggia. Tutte le emozioni che si provavano durante tutte quelle serate. I giorni passati alla mia reggia erano uno più bello dell’altro. Un giorno passeggiavo per i profumati e ben curati giardini. Un altro nelle più belle sale che possano mai esistere e un altro ancora scrivendo leggi nella mia adorata stanza. Non posso credere ai miei occhi, i nobili sono sempre stati dalla mia parte, li ho sempre pagati e ho sempre fatto il mio dovere, mentre adesso vengo ripagato così? Che bella gente che ho avuto. Quella che non mi ha mai rispettato, amato per quello che ero e che sono ancora, anche se per pochi attimi. Mi ricordo ancora quando volteggiavo con la mia musica preferita, sognavo ad occhi aperti il mondo che avrei desiderato, ma questo desiderio non si è mai avverato. Ripenso a quel ballo in maschera, non sono mai riuscito a capire chi era quella dolce damigella dalla pelle morbida e vellutata. Mi sarebbe davvero piaciuto scoprirlo, ma ormai è troppo tardi per farlo. Indossavo vestiti pieni d’oro, ogni giorno uno diverso e.. 
Ora invece indosso vestiti malconci e maleodoranti. Ho solo due pezze indosso, non sono né di seta e né di velluto. Non valgono nulla. Voglio i miei vestiti puliti e soffici. Non ho più le forze per andare avanti, sono sfinito. Sono giorni e giorni che non mangio, che non vedo la mia Versailles. Ai piedi ho sandali di cuoio, quelli si che hanno fatto la storia. Mi sento un verme in questi stracci, un verme che si è pentito sul punto di morire. Sono stato uno stupido a comportarmi così, a tenere tutta la ricchezza per me e non aiutare le persone che ne avevano davvero bisogno. A cosa mi è servita tutta questa ricchezza? A costruire la casa più grande che sia mai esistita per poi fare cosa? Per rubare la ricchezza agli altri? Vorrei strapparmi tutti i capelli che ho, uno alla volta per contare tutte le persone che ho fatto soffrire, ma i miei capelli non bastano. Ho fatto soffrire l’intera Francia. Non voglio morire, non voglio morire! Vorrei rimediare tutto, anche se è troppo tardi, ma vorrei almeno provarci!! Non voglio morire!

Ilaria

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Non avrei mai pensato di finire così… … davanti a questa ghigliottina… in questo posto squallido: ! Tutto sembrava essere diventato di colpo grigio e triste; forse era così che i cittadini vedevano la città, ma io ero troppo attento a stare bene per accorgermi che stavo facendo dei soprusi al mio popolo…! Gli alberi erano diventati spogli e secchi, i loro rami non puntavano più in alto, ma si erano accasciati a terra! La polvere che si alzava dal terreno andava dentro i miei occhi, ma da quel poco che potevo intravedere c’erano migliaia di persone; tutti acclamavano la mia morte. Il cielo era nuvoloso e all’orizzonte c’era il sole… sembrava andarsene anche lui … come me! Il tappeto di foglie che giaceva a terra era più bello del solito, più colorato, più allegro, forse perché era l’ultima volta che lo avrei visto, oppure perché non mi ero mai accorto della sua bellezza… ero troppo assolto a cercare strategie per conquistare nuovi territori! 
L’odore era soffocante… il fastidioso odore della polvere dominava in quell’aria cupa e tetra. L’unico olezzo che riuscivo a sentire era quello dei delicati fiori di campo che si trovavano da quelle parti! Le urla del popolo erano i segni della loro disperazione. Ma come avevo fatto a farmi trasportare così dall’avidità? Non potevo credere di essere diventato così cinico e malvagio…! Il cinguettio degli uccellini era l’unica cosa che mi confortava in quei momenti cruciali; quei piccoli esserini sembravano gli unici ad essermi accanto, ma d’altronde che pretendevo… avevo fatto del mare a tutta la Francia! Sentivo in bocca il sapore del sangue che tra meno di dieci minuti sarebbe sgorgato dalla mia gola! Ma nessuno e dico nessuno avrebbe mai potuto sentire le sensazioni che stavo provando sulla mia pelle: sentivo dei brividi freddi e pian piano anche delle gocce di sudore sulla fronte … sudavo … anche se sentivo molto freddo! Il viscido delle cose che mi tiravano … ! le lacrime … le lacrime amare … e la polvere sulla mia pelle! 
Se ripenso ai giorni trascorsi nella mia Versailles, con la mia regina e le mie dame di corte, a ballare nella sala degli specchi e a giocare tra di noi … il divertimento era sempre assicurato, con i giocolieri, le serate danzanti, i giochi … in particolare mi ricordo una serata nella sala degli specchi: avevamo ballato tutta la serata, ci eravamo divertiti un sacco, i miei servi avevano preparato banchetto (di cui a fine serata non rimasero neanche i vassoi …). A fine serata dissi a due servi che dovevano combattere e quello che avrebbe vinto avrei permesso una settimana di libertà. Ci sedemmo tutti a tavolino e i due servitori cominciarono a combattere, si picchiavano a sangue, mentre noi ridevamo. Ad un tratto uno dei due combattenti si accasciò a terra morente, aveva il viso tumefatto, non ce la faceva più, ma noi lo costringemmo a continuare. Dopo qualche minuto cadde a terra, morto! Così io chiamai un altro servo ordinando gli prima di far sparire il corpo e poi di tornare da me. Così fece: dopo essersi liberato del corpo tornò nella sala dicendo di aver risolto tutto. Gli ospiti ancora non erano contenti, ma volevano ancora veder combattere, così ordinai al servo di combattere lui al posto di quello morto, così fu. Ricominciarono a lottare fino a quando uno dei due non cadde a terra sfinito, erano entrambi pieni di lividi e tagli. Il “vincitore” chiese della ricompensa, ma non potevo lasciare libero un servo per una settimana, così decisi di fare delle votazioni: gli ospiti dovevano votare se il vincitore era degno di avere il suo premio oppure no. Naturalmente tutti votarono per il no e il servo tornò al suo lavoro senza fare nessuna obbiezione …! Andammo tutti a dormire senza pensare neanche un momento a quel povero servo che era morto senza aver colpa … morto solo per soddisfare un capriccio! 
Ora invece ho indosso vestiti malconci e maleodoranti …. 
I miei capelli sembrano quelli di un barbone, ho il viso talmente sporco che nemmeno mia madre mi riconoscerebbe! Non mi posso vedere conciato così! Questa tonica marrone non ha nulla a che fare con i vestiti che indossavo prima …! E un sacco rattoppato e cucito alle maniche. Indosso delle calzamaglie tutte bucate e non oso immaginare come ho le gambe dopo tutte le botte che ho preso saranno completamente livide…! E poi queste scarpe … sono peggio di quelle dei miei servi, sono brutte, puzzolenti e scomode! Quando cammino mi ritrovo con i piedi a terra, perché davanti sono bucate …! 
Io sto qui a pensare al mio abbigliamento quando sto per morire … in qualche minuto ho rivissuto tutta la mia vita … ecco adesso è proprio arrivata la mia ora, tra poco quella lama taglierà la mia gola e il grande Luigi XVI non esisterà più! Non voglio morire, non voglio morire …! 
-Slam! 
Il “grande” Luigi XVI e morto


Marta
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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
Questa voce è stata pubblicata in Luigi XIV, Luigi XVI, rivoluzione francese, testo narrativo. Contrassegna il permalink.

4 risposte a La storia…narrata -IIIA

  1. Ilaria ha detto:

    Prof.. hai sbagliato a scrivere il mio cognome ahahah

  2. Cristina Galizia ha detto:

    Non ti piace Tomomei? 🙂 correggo!

  3. Eli ha detto:

    proooooof!!! voglio rifà i temi così!!!! :3

  4. Cristina Galizia ha detto:

    E allora scrivili! Daiiiiiiii! Scrivili pure qui: su Arringo manca la parte di storia antica che sicuramente starai studiando! Dai, che ho vogli anch'io di scrivere di patrizi e plebei, di lotte civili nella repubblica e dei vantaggi e svantaggi del principato di Cesare! dai, magari scriviamo a più mani: Arringo sta qua per voi, come anche il wiki. Se volete, tu e gli ex, potete farvi uno spazio sul wiki dove collaborare e, sempre che vogliate, io potrei sostenervi o consigliarvi o dirvi che siete grandi a sufficienza per farcela da soli :-)Un abbraccio forte, Eli!

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