La fiaba? Questione…di piume IA

Da qualche giorno abbiamo iniziato la fiaba: ne abbiamo letta qualcuna, ne abbiamo estrapolato le caratteristiche, ne abbiamo individuato le differenze con la favola.


Abbiamo quindi iniziato le manipolazioni delle storie, in modo da liberare la fantasia, avendo però come guida un testo già noto.
Oggi in classe abbiamo letto la famosa fiaba de “Le tre Piume” dei fratelli Grimm, che è piaciuta molto



Abbiamo analizzato a voce la struttura e ricostruito insieme la fabula.


Abbiamo poi deciso…di dare uno smacco ai fratelli Grimm e di riscrivere la storia, incrociandola con le storie e le avventure che più ci piacevano! Passando per Harry Potter e per il labirinto del Minotauro…ecco la fabula che ne è venuta fuori!


Manipolazione Fiaba “Le tre piume” (function() { var scribd = document.createElement(“script”); scribd.type = “text/javascript”; scribd.async = true; scribd.src = “http://www.scribd.com/javascripts/embed_code/inject.js”; var s = document.getElementsByTagName(“script”)[0]; s.parentNode.insertBefore(scribd, s); })();


Abbiamo deciso di mantenere intatte la parte iniziale e la parte finale:

C’era una volta un re che aveva tre figli: due erano intelligenti e avveduti, mentre il terzo parlava poco, era semplice, e lo chiamavano il Grullo. Quando il re diventò vecchio e pensò alla sua fine, non sapeva quale dei figli dovesse ereditare il regno dopo la sua morte.
[…]
Alla morte del re, il Grullo ereditò così la corona e regnò a lungo con grande saggezza.

Buona riscrittura ragazzi!!! E fate vedere…i sorci verdi ai fratelli Grimm!!! 😀



Potete postare direttamente qui, come commento, i vostri lavori!

La prof


——————————

Cominciamo con la pubblicazione dei primi elaborati:

C’era una volta un re che aveva tre figli: due erano accorti e giudiziosi, ma il terzo parlava poco, era ingenuo e lo chiamavano Grullo.

Quando il re diventò vecchio e debole pensò alla sua fine e non sapeva quale dei figli dovesse diventare re.

Arrivò il giorno in cui il re stava per morire e disse hai tre figli:
– Chi mi porterà per primo il calice della saggezza che si trova nel labirinto dopo la palude diventerà re-.

I tre corsero ed andarono a trovare il labirinto.

Giorno dopo giorno, arrivarono al labirinto. Sullo sfondo, alte e imponenti montagne dominavano io paesaggio, sormontate da un cielo azzurro che imbruniva sempre di più mentre avanzava verso il labirinto. 
Più avanti, si poteva vedere la fine del labirinto costruito con cemento e dipinto con vernice nere. In primo piano, c’era un grande ed imponente muro.

All’ entrata del labirinto due grandi, verdi e squamosi draghi bloccavano il passaggio e dicevano:
-Se voi tre risolverete questo enigma potrete passare: su una montagna un gallo fa un uovo dove cade a destra, al centro o a sinistra?

I due fratelli non si impegnarono a risolvere l’enigma, perchè sapevano che il Grullo non ci sarebbe mai e poi mai riuscito. Dopo ore e ore che il Grullo era lì a tentar di risolvere l’enigma, per magia apparve dal nulla un minuto folletto tutto vestito di verde e con la barba che gli arrivava fino alle scarpe e disse:

-Io sono il Folletto dell’Animo Buono che aiuterò te ingenuo Grullo a risolvere l’indovinello che i malvagi draghi vi hanno posto.

Grazie all’aiuto del piccolo folletto, il Grullo riuscì a risolvere l’enigma e così i tre fratelli riuscirono a passare.

Cammina, cammina i fratelli si ritrovarono davanti a delle piante carnivore alte come sequoie secolari. Le piante carnivore posero una prova ai tre fratelli che pero non riuscirono a risolvere.
Le piante carnivore non fecero passare i fratelli, finché uno di loro non avesse risolto la prova. I due fratelli andarono comunque avanti spavaldi restando però intrappolati tra le grandi e spinose foglie delle piante mentre l’ingenuo Grullo passò indenne.

Arrivarono insieme davanti a due enormi e verdi siepi ed a dover affrontare l’ultima prova, ossia far ridere le due siepi: ci riuscì solo il Grullo, che prese il calice d’oro e come per magia si ritrovò al castello, mentre i due fratelli venivano schiacciati dalle siepi.

Così il Grullo ebbe la corona e regnò a lungo con grande saggezza.
Giorgia Quaresima

 IL LABIRINTO MAGICO

C’era una volta un re che aveva tre figli, due erano giudiziosi, ma il terzo parlava poco, era ingenuo e veniva chiamato “Grullo”. Quando il re diventò vecchio e debole, non sapeva quale dei tre figli dovesse succedergli nel regno.

Il re chiese ai tre figli di andare nel labirinto magico a prendere un calice. Questo calice si trovava proprio al centro del labirinto. “Per arrivare nel labirinto” – disse- ” dovete andare fuori dalle mura della nostra città ed andare avanti per un chilometro. In seguito svoltate a destra. Dopo un giorno di cammino, arriverete finalmente a destinazione”. Il giorno dopo i tre fratelli arrivarono nel labirinto e si incamminarono all’interno.

In primo piano c’erano molte siepi e due draghi grandi e possenti che sembrava volessero mangiarli in un sol boccone. Dietro c’erano tante ossa di animali e di uomo: sembravano molto recenti. Sopra la siepe, ecco sbucare delle enormi piante carnivore dai denti molto affilati. Sul fondo, si intravedevano dei cespugli che sembravano animati pronti ad afferrare i tre giovani e ad intrappolarli per sempre.

All’inizio del labirinto i due draghi facevano ciascuno due indovinelli ai tre fanciulli che dicevano:

“se a questi indovinelli risponderete,

da qui voi entrerete,

ma state attenti

ai brutti denti”.


Tutti e tre i fratelli diedero la risposta esatta al quesito del primo drago, ma gli ostacoli da superare non erano finiti. Il secondo drago, infatti, pose loro una domanda difficilissima e solo il secondo fratello e il Grullo indovinarono. Ecco quindi che il drago mangiò tutto d’un pezzo il fratello maggiore.

“Voi due avete indovinato

Ed anche me avete sorpassato,

andate al prossimo stop e fermatevi lì,

ci sarà un oggetto ad aiutarvi”.

Il Grullo, però, non aveva detto al fratello che ad aiutarlo a superare i draghi, c’era un suo amico: il folletto dall’animo buono.

Il fratello allora disse: “Grullo vai avanti tu”. Il Grullo, impaurito, chiese aiuto al folletto: “folletto, folletto! Aiutami per favore!”. Il folletto, impietosito, rispose : “ Va bene Grullo, stai tranquillo! Guarda dietro quella siepe, c’è una spada, prendila e attraversa le piante carnivore. Se queste proveranno a mangiarti, taglia loro la testa”. Fece come il folletto gli aveva consigliato: attraversò il viale e come immaginavano, le piante volevano mangiarlo. Tagliò a tutte la testa! Il fratello, furbo come una volpe, passò il campo delle piante carnivore senza neanc he sprecare una forza.

Andava perciò avanti spavaldo, ma si era reso conto che quelle piante avevano qualcosa che non andava: …………WOOM!!!! Una mano fuoriuscì dalla siepe e trascinò dentro il fratello in modo da non farlo più uscire. Il Grullo chiese di nuovo l’aiuto al folletto e questo, saggiamente, consigliò: “Devi passare strisciando a terra come se fossi un soldato”. E così fece. Il Grullo, ormai senza fratelli, continuò il suo viaggio in solitudine.

Si trovò davanti una grande porta fatta di piante. Si voltò e vide che il folletto era rimasto incastrato dentro la siepe. “Ormai non posso fare più niente per lui”- pensava tra sé e sé. La porta di piante gli pose una domanda:

“Se tu mi farai ridere

Ti farò passare

Attento alle rime

E non sbagliare”.


Il Grullo, sicuro di sé, pensava che sarebbe stato facile far ridere chiunque e che lui avrebbe varcato quella porta senza esitazioni. Fece, infatti, ridere la porta in un batter d’occhio e finalmente passò e prese tra le mani il calice tanto cercato. Come per magia si ritrovò al castello.

In questo modo il Grullo ottenne la corona e regnò a lungo con grande saggezza.

THE END!!!


FEDERICO PAOLIANI

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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