Avvio al testo descrittivo – descrizioni e testi narrativo-descrittiviIA

Continua la produzione di testi descrittivi in IA.


Pubblico qui dei lavori svolti qualche tempo fa, durante la fase di avvio al testo descrittivo, QUI descritta.

Siamo partiti da questo testo di Manzoni , del quale i ragazzi hanno svolto le manipolazioni.

Mattino d’autunno



Il cielo era tutto sereno: di mano in mano che il sole s’alzava dietro il monte, si vedeva la sua luce dalle sommità dei monti opposti scendere, come spiegandosi rapidamente, giù per i pendii e nella valle.

Un venticello d’autunno, staccando dai rami le foglie appassite del gelso, le portava a cadere qualche passo distante dall’albero.
A destra e a sinistra, nelle vigne, sui tralci ancora tesi, brillavano le foglie rosseggianti a varie tinte; e la terra, lavorata di fresco, spiccava bruna e distinta nei campi di stoppie biancastre e luccicanti dalla guazza.
Alessandro Manzoni

Ecco quindi le manipolazioni dei ragazzi, in prosa e poesia:

MATTINA DI PRIMAVERA



Il cielo era tutto sereno:il sole era fermo in un punto,tra due colline,ed i suoi raggi scivolavano sui pendii e inondavano di luce la valle.Il sole tiepido riscaldava ogni cosa e la avvolgeva come una morbida e soffice sciarpa di lana.

Una leggera brezza rendeva tutto più magico.Soffiava un leggero venticello primaverile che giocava tra le frondose chiome degli alberi più alti.Le loro foglie erano tinte di verde smeraldo,un colore intenso, e si muovevano pian piano;alcune invece,ancora piccoline,cercavano,in mezzo ad una fitta chioma,qualche spicchio di luce per poter diventare grandi come le altre.A guardarle si provava una sensazione di allegria e di vita!! Poi si notava anche qualche foglia adagiata a terra,ancora in letargo,ed era bello accarezzarle,sentire le sue venature e il suo bel vestitino colorato! Quando le foglie frusciavano rienpivano l’aria di un suono melodioso,e le orecchie si addrizzavano per sentire meglio!!

A destra e a sinistra,un pò dappertutto,c’erano moltissimi alberi da frutto:pesca,mela,pera,ciliegia,prugna……..,che rendevano il panorama favoloso.Il sole rifletteva e faceva sembrare tutto di un colore più acceso,un pò rosseggiante,scintillante.Questa luce penetrava negli occhi,desiderosi di ammirare un panorama così bello!

Roberta Gentili

SERA D’AUTUNNO

La sera

Indossa un mantello rossiccio.

Dietro i monti

si vedeva la luce

che come una coperta

li abbracciava.

Le piante ormai

Stanche, si distesero

per terra e,

si lasciarono

trasportare dal tepore

del sole.

Giulia Rossi

MATTINA D’AUTUNNO


Come ogni mattina la luce proveniente dalla finestra vicino al mio letto accompagna il mio risveglio e da inizio a una nuova giornata. Questa mattina però è tutto più misterioso e più avvolgente: è l’autunno con i suoi colori, i suoi profumi e i suoi suoni che rendono magica questa stagione.

E’ da poco finita l’estate, gli alberi si stanno colorando le loro foglie di colore rosso, arancione, marrone e giallo fanno sembrare l’albero allerchino ,che lentamente e dolcemente si appoggiano sui marciapiedi delle strade, sui prati e sulle panchine del parco. Inizia a far freddo e gli uccellini con il loro cinguettio si spostano verso luoghi più caldi e confortevoli lasciandoci risvegli più silenziosi e meno giocosi. I bambini si rincorrono nel prato e divertendosi a calpestare le foglie, ma il quando il sole va a dormire devono tornare a casa per la cena e per finire gli ultimi compiti. Le case si scaldano tutte con il calore del camino che rende tutto più ovattato e rilassante soprattutto quando sei stato una giornata fuori casa e si colorano con i colori del fuoco che dipinge il soggiorno di rosso. L’aria diventa gelida e si respira e si respira un’ odore diverso: è quello del fumo che esce dai camini con il suo odore di cenere che colora il cielo verso sera e quello della terra bagnata .
Ogni anno l’ autunno si presenta puntuale il 21 settembre per ricordarci che un’altra estate è finita e che dobbiamo aspettare un anno per tornare in vacanza. Ma ci ricorda anche che dobbiamo aspettare molto meno tempo, solo qualche mese, perché il Natale arrivi nelle nostre case e nelle nostre famiglie per tornare a riempirci di gioia e amore. Nel frattempo però viviamoci questa stagione che non è del tutto brutta solo del fatto che ricomincia la scuola.

Giorgia Quaresima


————

Siamo quindi passati ad inserire queste descrizioni nei testi narrativi (a carattere personale). Ecco quello di Giorgia (in corsivo i dati sensoriali da lei inseriti nel testo)

A luglio sono partita per andare a Pozzuoli dove mi sono imbarcata per arrivare a Ischia. Dal mio paese per arrivare a Pozzuoli è tutta autostrada, chilometri e chilometri d’ autostrada che non finiva mai. La strada era di un colore grigio simile alla pelliccia di un topolino, mentre l’aria era fresca, nonostante nell’abitacolo ci fosse un odore di benzina che mi faceva girare la testa. Sull’autostrada vedevo sfrecciare auto di mille forme: dalla più piccola alla più grande, ogni automobile era di colori diversi: dal più scuro al più chiaro, dal più luminoso al più sbiadito.

Quando siamo arrivati, ho rivisto alberi, case e gente. Gli alberi erano tutti molto alti, avevano un chioma folta con qualche fiorellino di qua e di là. Le case erano molto basse e tutte possedevano un terrazzo abbellito da piante e fiori profumati, che si affacciavano dai balconi. La vernice delle case era di colori chiari. Si sentiva il chiacchierare della gente che stava al porto o al bar. Siamo andati a prendere i biglietti, c’era un lunghissima fila simile ad un serpente boa. Dopo molto tempo toccò a noi.  Le mie gambe non ce la facevano più a stare in piedi: mi cedevano e gli occhi mi si chiudevano da soli per il gran sonno e il gran caldo.

Dopo una lunga fila ci siamo imbarcati e siamo entrati nella nave. Abbiamo cercato il della macchina e siamo saliti sul ponte. Ci siamo seduti e io sono andata subito andata a visitare la nave. Era grandissima due piani. C’era un ristorante di un colore rosso, che mi faceva pensare alle fragola, mentre i tavoli erano rotondi e color giallo. I camerieri indossavano un grembiule con scritto sopra il nome del ristorante. C’era anche un bar, con le pareti ruvide color arancio, dal bancone era giallo e i tavolini bianchi, con le sedie rosse: da lì si poteva odorare un profumino invitante di cornetti appena sfornati.

Dopo un quarantina di minuti siamo arrivati ad Ischia. Un posto bellissimo, poca gente, tantissima negozietti e stradine fatte di sassi bianchi e ai lati dei mucchietti di sabbia che ti portano diritto al mare o in posti segreti.  E così il primo giorno di vacanza finì. Siamo tornati in albergo per la cena.

Il giorno seguente ci siamo svegliati, abbiamo fatto colazione e ci siamo recati al mare. La spiaggia era pulitissima senza neanche una sigaretta per terra, l’acqua del mare era limpida e brillante come uno specchio appena lucidato e i pesciolini sguizzavano tra le gambe dei turisti come se stessero giocando a nascondino; l’aria era fresca e aveva un sapore di salsedine che mi rendeva la pelle un po’ umida. Ancora non sapevamo quale fosse il nostro ombrellone che io ero già in mare a fare amicizia.

Quella settimana mi sono divertita un mondo ed ho conosciuto molti nuovi amici.

Giorgia Quaresima

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
Questa voce è stata pubblicata in autunno, descrizione, scrittura creativa, testo descrittivo, testo narrativo. Contrassegna il permalink.

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