Giornata del ricordo

Siamo alla fine della IIA guerra mondiale, negli ultimi anni, intorno al 1943.
L’Italia, prima alleata della Germania di Hitler, cambia schieramento, stanca della dittarura mussoliniana e di una guerra lunga e sanguinosa, a cui partecipa da anni, nonostante fosse impreparatae ancora nella crisi del I° dopoguerra. L’8 settembre 1943 (in realtà qualche giorno prima)  l’Italia firma l’armistizio con gli Stati Uniti, sbarcati in Sicilia: a partire da quella data, i tedeschi che erano nostri alleati e che giravano tranquillamente per i nostri paesi, diventano di colpo nostri avversari. L’Italia vive anni terribili: la guerra non è più sul fronte, la guerra si combatte casa per casa, nei cortili, nei boschi. E’ una vera guerra totale, che coinvolge tutti, non più solo militari, ma civili, donne, bambini.
Nascono così i partigiani, che lottano per la libertà dell’Italia dai fascisti e dai tedeschi nazisti: si nascnondono in ogni luogo, in ogni cavità e, con azioni più o meno organizzate, lottano contro il “nuovo nemico”.
L’Italia lotta quindi non più una guerra mondiale, ma anche una guerra interna.


Ma le implicazioni non sono finite: la guerra diventa ben presto anche guerra civile. Italiani che sostengono ancora il fascismo lottano contro italiani che il fascismo non lo vogliono più e che vedono negli americani gli alleati per la liberazione dal fascismo. Quindi

  • una guerra mondiale
  • una guerra contro i tedeschi nazisti
  • una guerra civile tra italiani partigiani e filofascisti

Gli ultimi anni della II guerra mondiale sono stati tra le pagine più nere della nostra storia….


Ma per una parte d’Italia, la tragedia non era ancora completa: nel Carso (NE d’Italia), nell’Istria e nella Dalmazia si aggiunge una nuova tragedia.


Nel Paese confinante, la Jugoslavia (estesa come quasi gli interi Balcani), va al potere il maresciallo Tito, di ispirazione comunista (non abbiamo ancora parlato del significato di questo aggettivo: per il momento intendete “comunista” come avversario del capitalismo, come sostenitore del popolo contro i proprietari delle fabbriche, come un estremista delle idee della Rivoluzione Francese). Tito ha sogni annessionistici: vuole strappare il NE all’Italia. Il discorso annessionistico ben presto si camuffa dei più tristi contorni di razzismo, di pulizia etnica, di opposizione al fascismo.


Nel NE inizia quindi anche LO STERMINIO DEGLI ITALIANI, COLPEVOLI DI ESSERE ITALIANI, DI ESSERE O ESSERE STATI FASCISTI, COLPEVOLI DI ABITARE IN UNA ZONA STRATEGICA PER IL CONTROLLO DELL’ADRIATICO.


Vi ho parlato più volte delle caratteristiche geologiche de Carso: la terra è friabile, calcarea, soggetta ad erosione a contatto con l’acqua endogena e esogena (ricordate le pietre pomici, mie e di Ilaria, viste in classe: leggere e porose). Il Carso è quindi pieno di cavità, alcune profondissime, scavate dalla pioggia in modo quasi verticale. Nel dialetto locale si chiamano FOIBE, buche, fosse. La maggior parte supera anche i 10 m di profondità, alcune arrivano agli 80; quella più profonda e tristemente nota, quella di Basovizza, arriva ai 250 METRI...



Le foibe più tristemente note





A Basovizza, passata la guerra, si scoprirono resti umani per la META’ della profondità della foiba….





Tra il ’43 e il’ 47 (quindi anche dopo la fine della guerra), molti italiani furono presi e portati nei campi di concentramento jugoslavi, sottoposti a torture, esperimenti, lavori estenuanti. Moltissimi poi, non arrivarono neanche nei campi, ma furono infoibati, legati a due a due vicino alle foibe e fucilati…alcuni furono infoibati vivi..


Foto e immagini dall’inferno del Carso:



Monumento commemorativo
 BASOVIZZA: 500 METRI CUBI DI DETRITI UMANI!
 Ingresso in una foiba
 Recupero salme
 infoibamento in una illustrazione inglese
 Fil di ferro per legare le vittime a coppie



Più delle parole, qualche video, con il ricordo di un sopravvissuto:





Ancora qualche altra testimonianza….


Testimonianza di Graziano Udovisi, un giovane militare italiano infoibato e sopravvissuto alla caduta, che avete visto nel video precedente. E’ riuscito a riemergere dalla foiba nella notte e a raggiungere la sua casa per nascondersi.E’ stato l’unico che potesse far rivivere l’atroce sensazione di sentirsi morire cadendo in un buco nero nella terra. Ecco il passaggio del suo racconto, quando è di fronte alla foiba, una notte di luna piena, e decide di buttarsi un attimo prima che i titini gli sparino addosso, sperando di morire subito. Invece…


Un alberello che sporgeva mi trattiene un momento. È stato anche quel momento, ripensandoci dopo, che ha permesso agli altri di cadere, tutti quanti, e di cadere dove? Dentro l’acqua. Era una foiba chiusa, una foiba piena d’acqua. Con un salto di una ventina di metri sono piombato anche io dentro e dimenandomi perché sapevo che bastava ingoiare una sola boccata d’acqua e si era perduti. Non avrei mai più rivisto nessuno…Ho trattenuto il respiro, ho forzato e questa mano l’ho liberata, l’altra mano è stato semplice liberarla… e quando ho dato un colpo per poter risalire ho incontrato una zolla di terra con dell’erba. Non era erba, era la testa di quello che stava appresso a me…l’ho presa con forza e l’ho tirata su. Ho salvato un altro che non era stato neppure lui scalfito da un colpo di mitra.


La tristissima storia di Norma Cossetto (leggete prima QUI quale fu il suo calvario…una Settimia Spizzichino che non sopravvisse…)







Per anni Istriani, Dalmati fuggirono dalla loro terra e raccontarono, ma, dolore su dolore, NON FURONO CREDUTI….Dopo l’orrore fascista, non si voleva riconoscere un altro orrore, l’orrore comunista…

—————————————————–


Oggi, ragazzi, RI-CORDIAMO, verbo latino che vuol dire ‘riportiamo al cuore’, diamo voce a chi ha sofferto.


Le foibe: ancora una volta la storia ci insegna cosa accade quando non c’è rispetto per la’ltro, per la sua identità, per la sua dignità, per il suo essere PROFONDAMENTE E NATURALMENTE UOMO



(Rimando ancora una volta ai materiali del Progetto Valeo, per una riflessione per contrasto)


Chiudo con la poesia di Giovanni Maria Gandolfi:

Nel museo dei ricordi 

metterei il dolore, che non è bello a vedere, 

ma è quanto rimane attaccato alla pelle: 

contrassegno di un tempo 

che reclama i sui figli strappati 

L’ aria respirata nel primo vagito 

ci lega a quella terra e altrove non si odora 

e ci rimane attaccato ovunque si vada

Quella terra che ha subito violenza

come chioccia ha vegliato i suoi figli

che pregiudizio ha soppresso

e chi s’ è sottratto, ancora veste il lutto

e reclama riandare a vedere

quegli ammassi di vita lasciati di corsa

centellinando il dolore che vi trasuda

La prevenzione ha indossato gli occhiali 

per vedere tutti di uno stesso colore: 

quello che disturba il più forte

e la madre affranta li ha accolti nel ventre

Sogni sospesi, coltivati altrove 

che ora reclamano il tempo del trapianto, 

là dove sono spuntati: 

va rinnovata la terra nel vaso 

perché la gramigna non cresca 

e il futuro si guardi le spalle 

per imparare che si può stare insieme

E il futuro si guardi le spalle 
per imparare che si può stare insieme 


Adesso la parola a voi ragazzi!

La prof.

———————————————————————–

Ps: girando per il web, ho trovato questa frase di Antonino Caponnetto, magistrato siciliano che con Falcone e Borsellino lottava contro la mafia per un’Italia migliore. Ovviamente non c’entra direttamente con il ricordo e le foibe, ma questa frase mi pare un ottimo contraltare sia a tragedie come quelle che ricordiamo oggi, sia a tanta insofferenza e indifferenza verso l’altro della nostra quotidianità.

Mi auguro facciate vostre queste parole.

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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7 risposte a Giornata del ricordo

  1. Testa Costanza ha detto:

    Nell'anno 1943Eravamo fascisti, questa era la nostra colpa.Eravamo non comunisti,questa era la nostra colpa.Eravamo italiani,questa era la nostra colpa.Entrarono in casa nostra,razziando ogni cosa.Ci presero con la forza,ci rinchiusero.Passarono giorni,passarono settimane,senza vedere uno spiraglio di luce.Guardavo con i miei stessi occhi la Morte.Prese tutti.La mia famiglia,i miei amicinon si salvo' nessuno.Rimasi solo io.Riuscii a scappare da Lei.Gli Stranieri,vedendomi ancora viva,mi portarono in un campo.In un campo di concentramento.Sottoposta a torture,a lavori estenuanti.Sopravvissi.Si,ci riuscii.Ma non la mia anima.Vedevo la crudeltà,la violenza,il divertimento a massacrarenoi colpevoli.Ecco cos'eravamo per loro!Eravamo di una morte violenta,dolorosa.Abbiamo persola nostra dignità,la nostra identità,il nostro essere umani. Testa Costanza IIIA

  2. Cristina Galizia ha detto:

    B r a v i s s i m a!!! Grande, rilancio sul web!

  3. Testa Costanza ha detto:

    grazie mille prof! 😀 buona serata

  4. Ilaria ha detto:

    Noi Italiani siamo colpevoli di tutto,colpevoli persino di essere nati.Siamo fascisti, ecco la nostradifferenza.Diversi dagli altri, ma non così tanto. Crediamo nello stesso Dio,tutti fratelli, ma soprattuttosiamo uguali.Dov’è Dio?Perché non aiuta noi,gente colpevole?Sono entrati in casa,in casa di tutti, per prendercie per strapparci dalla nostra terra,la nostra madre.Avevo visto la morte.I miei fratelli, non c’erano più.Dio, perché li hai presi con te?Perché non ci hai aiutato?Dove sono finiti i nostri diritti?La nostra felicità?Urla, lamenti di dolore.Vedevo gente morire per nulla.Non volevo guardare, maerano i miei stessi fratelli.Non potevo lasciarli morire.Dovevo fare qualcosa,ma ormai era troppo tardi.

  5. Cecilia Bernardini ha detto:

    Lasciatemi morire,coe un bruco dentro il suo bozzolo,è buio, è stretto,e la farfalla non riesce a volare, non riesce a gridare che vuole vivere.Non può vivere.Lasciamoci morire,fratelli italiani,è la più grande felicitàdopo la tortura, dopo tantasofferenza.Le farfalle come noi,non possono essere libere perchè sono "Diverse".Perchè volerebbero via per la loro strada.Stringetemi vi prego,tanto da farmi perdere il fiato.Sono morta ormai,e ne sono fiera.Come lo sono loro,quelli che mi hanno preso a calci,quelli che mi hanno impedito diessere una farfalla,quelli forti armati, che hanno sperimentato sul mio corpo.Quelli che quando era il momento di vivere mi hanno coperto gli occhi e spento il cuore.Posso solo dire grazie,di avermi fatto capire quanto io potevoessere migliore di loro.Una farfalla "diversa",ma con un Cuore Umano.Era per questo che non ci assomigliavamo.E' per questo che ioSono morta e loro no.

  6. Marta Trinchieri ha detto:

    che orrore,ci hanno derisi.Hanno calpestato la nostra dignità.Ci hanno trattato come bestie,forse peggio!che orrore,ci hanno preso in giro,ci hanno strappato la vitanei modi più orrendi!ci hanno marchiato a vita!che orrore,hanno testato su di noi qualsiasi diavoleria.Per loro non eravamo esseri umani.Noi eravamo ebrei,degni solo di sofferenza!che orrore,è indescrivibile c'ho che sono stati capaci di fare!godevano nel massacrarci!i loro volti cinici e insofferenti,dimostravano l'odio verso di noi!Ad Auschwitz Dio non c'era!sfruttati, umiliati,calpestati.uccisi senza dignitàbambole, ecco cosa eravamo!ad Auschwitz anche Dio ci abbandonò,perchè?

  7. Pingback: Giornata del ricordo 2014_IIA IIIA | Arringo

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