La legge è uguale per tutti? Azzeccagarbugli e dintorni – IIIA

E dopo il latinorum di Don Abbondio, a Renzo tocca il liscio e busso di Azzeccagarbugli, ovvero dell’avvocato  più forte coi deboli e più debole coi forti.
Una figura emblematica, attraverso la quale Manzoni espone un’aspra critica alla giustizia dell’epoca (il 1600 del romanzo, ma il 1800 della sua Lombardia). Vediamo la scena del romanzo:

Quanto è densa di significati questa scena, quanto è estremamente attuale!
Vediamo alcuni aspetti:


-i capponi: abbiamo detto in classe quanto sia “italiano” il costume della …”mazzetta”, della ricompensa da elargire ad uno specialista (ad “uno che ha studiato”) per avere una migliore prestazione. Costume tanto radicato, che appare una pratica doverosa;
-Renzo che va da Azzeccagarbugli è un giovane intimorito dalla cultura di chi ne sa più di lui (confrontate con il Nerone di Petrolini!!!): è in rapporto di sudditanza feudale rispetto al dispensatore di verità assolute;
-l’avvocato viene dipinto come un “pozzo di scienza“, infallibile, stereotipo questo ancora molto radicato oggi;
-Azzeccagarbugli che fa di tutto per difendere Renzo dall’accusa di un reato, ma che poi lo caccia a malo modo quando capisce che è una vittima dell’angheria dell’uomo più potente della zone è quella legge-ingiusta (ossimoro paradossale!) che difende solo chi è prepotente, chi è forte, chi può e non si cura di garantire la giustizia.


Abbiamo parlato in classe di quanto sia viscida, ipocrita e falsa la figura di Azzeccagarbugli e quanto sia profonda la critica che Manzoni fa, seppur tra un riso amaro, della giustizia dell’epoca.
Ci siamo quindi chiesti quanto OGGI “LA LEGGE SIA UGUALE PER TUTTI”, quanto difenda chiunque ne abbia bisogno, al di là del ceto, del censo, del ruolo sociale o politico…


Per aiutare i ragazzi a riflettere, ecco alcuni video, simpatici…ma profondi, a mio avviso:

SIAMO TUTTI UGUALI DI FRONTE ALLA LEGGE:

 INNOCENTI FINO A PROVA CONTRARIA

Sono video molto significativi, a mio avviso: essere uguali di fronte alla legge non vuol dire essere identici l’uno all’altro (video 1 e 2), dato che, anzi, la legge e la nostra Costitutzione esalta le diversità, le particolarità di unindividuo: vuol dire, piuttosto, che nei diritti e nei doveri l’equità è fondamentale per garantire la pace sociale. I video 3 e 4 fanno riflettere, con il sorriso, ma anche con l’amarezza, quanto, ahinoi, il pre-giudizio ostacoli la ricerca della verità, quanto potrebbe ostacolare il giusto iter della giustizia. Da riflettere e interiorizzare, non trovate?


Adesso ascoltate questa ballata di De André, ballata che probabilmente tradusse da un antico testo britannico: è la storia di Geordie, un ragazzo di vent’anni accusato (ingiustamente) di aver rubato sei cervi nel parco del re. La sua donna chiederà la grazia all re, il quale risponderà che “La legge non può cambiare”. Unica concessione: Geordie potrà essere impiccato con una corda d’oro…..


Geordie


Uomo 
Mentre attraversavo London Bridge
un giorno senza sole
vidi una donna pianger d’amore,
piangeva per il suo Geordie.


Donna
Impiccheranno Geordie con una corda d’oro,
è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.


Uomo
Sellate il suo cavallo dalla bianca criniera
sellatele il suo pony
cavalcherà fino a Londra stasera
ad implorare per Geordie


Donna
Geordie non rubò mai neppure per me
un frutto o un fiore raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.


Insieme
Salvate le sue labbra, salvate il suo sorriso,
non ha vent’anni ancora
cadrà l’inverno anche sopra il suo viso,


Uomo
potrete impiccarlo allora


Né il cuore degli inglesi né lo scettro del re
Geordie potran salvare,
anche se piangeran con te
la legge non può cambiare.


Insieme
Così lo impiccheranno con una corda d’oro,
è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re


Uomo
vendendoli per denaro.

Cosa ne pensate?

A voi la parola adesso.

La prof
————————————

Aggiorno con gli elaborati dei ragazzi, corretti e riveduti insieme:

<!–


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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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14 risposte a La legge è uguale per tutti? Azzeccagarbugli e dintorni – IIIA

  1. Testa Costanza ha detto:

    "La legge è uguale per tutti" E’ veramente cosi?"La legge è uguale per tutti", questa scritta campeggia a caratteri cubitali nei tribunali già da molti anni. Cosa significherà una frase di così grande valore? Al giorno d’oggi i telegiornali raccontano, la maggior parte delle volte, fatti di cronaca, in particolar modo di omicidi, suicidi e atti di vandalismo. Di conseguenza lo Stato deve contribuire alla ricerca e, se necessario, alla conseguente carcerazione dell’individuo, tramite un processo. Ma non sempre le ricerche proseguono in maniera rapida e coincisa rispettando determinati tempi. E’opportuno questo modo di fare la giustizia? Lo Stato aiuta veramente noi Italiani? Ma, soprattutto, perché la giustizia Italiana prosegue a passo lento, non compiendo alcun progresso? Cosa porta questo comportamento di non curanza? Vi sono diverse teorie che portano alla luce le ragioni della lentezza della giustizia italiana, lentezza che nuoce fatalmente sia la nostra economia sia lo Stato di Diritto. Alcune danno la colpa al carcere preventivo,più del 60% dei detenuti nelle nostre carceri non hanno ancora subito un processo, a causa dei magistrati che rimandano le udienze a sei mesi di distanza circa, non solo da parte di questi, ma anche dagli avvocati che,durante un processo, allungano le cause non arrivando ad una determinata ed evidente conclusione, e da questo momento si comincia “da capo a dodici”alla ricerca di nuove verità. La vera ragione a tutto questo, si nasconde dietro lo Stato e il governo Italiano. Chi dice realmente che chi viene processato è il VERO colpevole? Lo Stato Italiano, ma anche altri, non può essere corrotto,sotto sotto, dai “potenti”? E perché la verità non arriva mai a galla? A che è dovuta questa falsa? La maggior parte delle volte l’individuo destinato al processo è innocente, una persona comune che vive da mediocre e onesto cittadino. La giustizia ,infatti, nasconde in realtà un gioco fatto di compromessi e, in particolar modo, di corruzione con i ricchi, i cosi detti “Don Rodrigo” della Nazione. In America, i processati sono in maggioranza persone nere che, non potendo permettersi economicamente un avvocato, sono costretti a farsi rinchiudere passando così per colpevoli agevolando il cammino, “salvando le penne” al probabile, più che certo, responsabile. Quando queste piaghe di ingiustizia saranno mai risanate! Quanto dovranno aspettare il giusto giudizio,in un adeguato tempo, i nostri “Renzo”! Quanta strada si deve fare ancora oggi per arrivare alla “legge è uguale per tutti”!Concludo semplicemente con due importanti articoli, che esaltano la diversità umana,la particolarità di OGNI individuo, l’essere uguale di fronte alla legge e alla nostra Costituzione:Articolo 7: tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione;Articolo 11: ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua consapevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie.

  2. Guglielmo Ruggeri ha detto:

    “La legge è uguale per tutti”non è sempre vero. La legge non è sempre uguale per tutti, infatti molte volte sono i soldi ad avere la meglio. Molti poveri innocenti non hanno i soldi per pagare un avvocato e quindi si trovano svantaggiati se dall’altra parte si trova un bravo avvocato pagato da un ricco. Molte volte chi ha i soldi ha più facilità ad essere aiutato, ad essere liberato dalle idee di essere colpevole. Anche le leggi dovrebbero essere uguali per tutti, ma come sempre chi ha i soldi ha dei privilegi. Quindi i soldi sono sinonimo di privilegio, ma non è affatto giusto, come non è giusto che la ricchezza cambia la giustizia.In America ci sono ancora più ingiustizie per la ricchezza. Li non ci sono classi sociali medie, ma ci sono i ricchi e i poveri. La giustizia è a favore dei ricchi, infatti se ancora non si risolve un caso, tutti i possibili colpevoli vengono messi in carcere, ma solo chi ha i soldi può pagare la cauzione e quindi uscire dal carcere. Quindi tutte le persone più povere non possono pagare la cauzione e perciò non possono uscire, anche se innocente. In Italia questo fatto non può accadere, perché non vengono arrestati i sospettati, ma si aspettano le indagini e il risultato. Tuttavia i soldi sono come una regina che ti convince a fare di tutto per lei, infatti per i soldi si fa tutto, perciò chi è più ricco può avere più persone come appoggio, ma non le ha ottenute lealmente.Comunque la giustizia punisce i colpevoli: ricchi e poveri! Anche se con i soldi si hanno più aiuti, con le prove si ha la verità, a quel punto non interessa più se si è ricchi o poveri, ma interessa il colpevole del caso.

  3. Guglielmo Ruggeri ha detto:

    Non è lunghissimo ma nn sapevo k scrivere

  4. Flavia ha detto:

    In ogni tribunale, a caratteri cubitali c’è scritto: LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI. Tutti sono uguali davanti alla legge? Tutti sono giustiziati allo stesso modo? Basti pensare che in questi ultimi anni spesso si è sentito parlare di politici che non vengono mai puniti come persone comuni, quindi posso dedurre che il ricco, con il suo potere, cambia anche la legge. Un accusato che non può permettersi un avvocato noto, potente che garantisce l’innocenza gli viene dato il cosiddetto Avvocato di Ufficio, ma questo sarà all’altezza? Gli avvocati sembrano essere l’Azzeccagarbugli dei “Promessi Sposi” che difende le persone di classe sociale maggiore per avere, a sua volta stima nei suoi riguardi. La giustizia italiana è garantista, ovvero non accusa la persona né tantomeno le toglie la libertà, fino a quando non si hanno le prove che sia colpevole. Infatti la terza norma della Costituzione precisa il riconoscimento del principio di uguaglianza che <> Ma cosa significa uguaglianza davanti alla legge? Significa, prima di tutto, che la legge si applica sia ai governanti che ai governati e nessuno può porsi al di sopra o al di fuori di essa, ma significa anche che le leggi non devono operare discriminazioni tra i cittadini.La giustizia italiana, però, non va a gonfie vele. Si sente parlare di processi in cui innocenti vengono maltratti e costretti a ritenersi colpevoli; e fatti di cronaca come l’omicidio di Meredith dove gli unici imputati sono stati scarcerati grazie all’aiuto dato dal governo americano: ciò conferma che in America la giustizia è di tipo giustizialista.Concludo evidenziando l'importanza dell'uguaglianza della giustizia di fronte alla legge: articolo 3 della Costituzione Italiana.

  5. Cecilia ha detto:

    “Di recente ho vissuto un’esperienza semplice, che mi ha indotto a pormi alcuni interrogativi mai del tutto risolti. Ero in un ufficio pubblico dove, da diversi giorni, cercavo di far valere una mia pretesa legittima e giustificata; ogni giorno mi sentivo dire che la mia pretesa non poteva essere soddisfatta tempestivamente e che era necessario tornare il giorno dopo: così, di giorno in giorno, era passata più di una settimana, senza che i miei diritti (o interessi) trovassero tutela. Un po’ stanco, allora, decisi di presentarmi come avvocato; dopo qualche secondo, mi fu detto che il problema che avevo posto sarebbe stato risolto in pochi minuti. In effetti, poi, così è stato.” Siamo tutti uguali di fronte alla legge? In molti risponderebbero affermativamente denunciando chiunque avesse dubbi al riguardo. In molti risponderebbero che la legge è diversa a seconda dei rispettivi ruoli nella società di oggi. Cosa porta ad avere due rami diversi di idee al riguardo? Oggi, come ieri, ci sono situazioni politiche, economiche e sociali diverse, diverso modo di vedere determinati aspetti della nostra società, diverso il modo di pensare, perché la mentalità, l’essere “abituati” ad un determinato tipo di vita, porta l’uomo a ragionare in base al ruolo che ha: fin dalla storia, “il re più esigente e temuto” era il ricco all’interno di una piramide sociale molto ampia, fatta di piani su cui erano insediati i vari “ceti”, e scendendo man mano questa piramide scendeva anche il livello sociale per cui un contadino o uno schiavo ad esempio che si trovavano alla base, all’ultimo gradino, svolgevano una vita misera. Per cui era il forte che aveva la meglio, ed era “superiore” allo schiavo o al contadino. Era il forte che sottometteva un povero, era il forte che veniva ricordato, non il povero. Durante l’evoluzione della storia le situazioni sociali non sono mutate: vi è la conferma di molti scrittori italiani dell’ 800 e ‘900 come per esempio Alessandro Manzoni, ne “I Promessi Sposi” , per cui è il primo ad inserire una vita contadina nel romanzo, come protagonista, ma i personaggi che mette in scena sottolineano questa politica di “supremazia” sull’altro: un “pover” prete, Don Abbondio, si prende gioco di quelli più deboli, ma si inginocchia di fronte a chi sa che non potrà mai imbrogliare. Il diritto al voto, per cui di fronte a ciò, le donne hanno dovuto lottare per ottenerlo, altrimenti ancora oggi il sesso femminile, di qualsiasi nazionalità, non avrebbe potuto votare. Curioso come la storia si ripete, si può paragonare il personaggio, la figura “particolare” di Don Abbondio per esempio oggi alle grandi autorità, alle persone che hanno e continuano a riscuotere successo, perché in qualche modo riescono ad avere “maggiore” controllo sulla legge: nella maggior parte dei casi in Italia se viene penato un personaggio che ricopre un ruolo fondamentale nella società, quindi una persona colta, con un bagaglio di esperienza, con piccole somme di denaro e con avvocati saccenti, riesce in qualche modo ad uscirne molte volte anche senza prova alcuna di ritenersi “innocente” del tutto. Diversamente può capitare che un uomo che non ha mai fatto “del bene”, o che ha vissuto una vita in strada e magari ha precedenti penali venga ritenuto colpevole, senza testimonianza e prova che debba essere sbattuto in carcere ricoprendo in questo modo una figura da “criminale”, ladro ecc .,credibile. Questa dunque è la giustizia italiana? Accusare secondo..? Ed è qui che ricade nuovamente il dubbio: siamo tutti uguali davanti alla legge?

  6. cecilia ha detto:

    Quanto vale la vita di un Uomo? E quanto la vita di un Uomo “in carcere”? Il termine detenuto o carcerato, è un termine generalizzato, spesso si dimentica che cosa ci sia dietro quell’appellativo con cui noi definiamo uomini e donne in carne ed ossa, troppo spesso innocenti. E mentre fuori dall’Italia si combatte contro la pena di morte, qui si continua a morire Di carcere, senza ricordare i diritti che tutelano la persona, il “Carcerato”, quali il diritto alla salute e alla tutela della vita. Così che oggi succede, si è colpevoli molto spesso e non si sa neanche il perché, si muore e non si sa neanche il perché. Per l’aspetto? L’aspetto di ognuno di noi è diverso, le qualità che ognuno ha e la legge vuole che ogni uomo sia diverso dall’altro, ma per ciò che potrà diventare, per le sue potenzialità, per la sua grande voglia di dare un colore al mondo. Invece c’è la legge che tutela i diritti dell’uomo, quella sì che dovrebbe essere risfogliata.

  7. Cristina Galizia ha detto:

    ok ragazzi, le vostre riflessioni sono buone.Ma adesso vorrei che…scendeste più sul "personale", che interiorizzaste la questione, che provaste a viverla sulla vostra pelle.Immaginate che, per un motivo o per un altro, doveste avere a che fare con la giustizia, quali sarebbero i vostri sentimenti? quali le aspettative di giustizia? Prendete spunto dai materiali del post.

  8. Testa Costanza ha detto:

    prof, questo è un testo riflessivo come ci hai detto te…bisogna generalizzare determinati argomenti…!

  9. Cristina Galizia ha detto:

    Ma certo Costanza! La mia era la proposta a fare un altro testo, personale, stavolta

  10. Anonymous ha detto:

    Spesso sui giornali o in televisione si parla di giustizia e di processi, di sentenze e di legge, di avvocati e di giudici. Il sistema giudiziario è una tutela per tutti i cittadini, che possono avere giustizia se subiscono un torto. Questo enorme sistema, ha lo scopo di mantenere l’ordine tra i civili. Anche però un organo che ha la funzione di tutelare i diritti dei cittadini, può avere delle falle. Infatti in alcuni stati in cui l’economia è anche molto avanzata, si fa ancora fatica ad applicare le stesse leggi e le stesse pene per tutti. C’è sempre una possibilità che le prove e il processo vengano falsati, oppure non vengono utilizzati gli stessi parametri per giudicare ogni colpevole. Spesso tutto viene affidato ai pregiudizi. Ma se anche la legge dovesse diventare un pregiudizio, i processi servirebbero a qualcosa? La legge servirebbe a qualcosa? L’esistenza di un corpo vitale come quello della giustizia, servirebbe davvero a qualcosa?Ancora ai giorni d’oggi, si fa fatica a considerarsi fratelli di un cittadino con la pelle di un colore diverso. Si fa fatica a considerarsi fratello di un cittadino che ha una cultura diversa, che parla una lingua diversa, che professa una religione diversa. Non si è ancora perso quell’essere scettici nei confronti della vicinanza con persone che non sono uguali a noi. Non si sono ancora persi tutti quei pregiudizi nei confronti di qualcuno che non si ritiene “all’altezza” di una società ormai sviluppata e con “ampie vedute” come quella del XXI secolo. Si crede ancora che nel pianeta Terra possa esistere solo una società civilizzata in grado di poter contribuire al progresso di un’intera società. E sarebbero queste le “ampie vedute” che alcuni popoli “civili” credono di avere? Sono davvero questi i modi per contribuire allo sviluppo e al progresso? Si può essere fieri di credere in simili idee? E’ ignobile poter pensare che esistono nel mondo persone peggiori e persone migliori. La realtà è che non si sono ancora perduti tutti i preconcetti che esistevano già nella storia e nel passato. Si può tornare facilmente all’epoca in cui Cristoforo Colombo scoprì l’America seguendo un filo logico e continuo che parte dai giorni nostri e non s’interrompe mai. Infatti ancora oggi vengono discriminati popoli con culture diverse dalle nostre, che possono sembrare inferiori, ma hanno in realtà la stessa dignità di un qualsiasi paese sviluppato. Ancora oggi, si ricade nello stesso errore fatto dall’esploratore genovese vissuto tra il 1400 e il 1500. E’ davvero facile trovare nella storia momenti in cui l’economia stava andando a rotoli ed iniziavano feroci persecuzioni contro popoli che di per se, con la crisi, non avevano nulla a che fare. Nota è la persecuzione messa in atto da Adolf Hitler contro gli ebrei repressi all’interno dei campi di concentramento. Ma se si provasse a scavare nelle profondità dell’inconscio di un cittadino che ha la certezza di poter dimostrare di essere superiore, non si potrebbe forse trovare la paura di essere da meno? Ed è così come quando si scava una buca sulla sabbia e si trova l’umidità e l’acqua marina, se si scava a lungo, è possibile trovare l’amaro e il tormento nel profondo delle menti contorte delle persone di questo genere. E qui scatta l’effetto domino. Le idee si diffondono e contagiano come un virus l’istruzione, la legge e la società intera. Sradicare la disparità sociale è necessario per le generazioni successive: in futuro sarà impossibile in ogni campo prendere delle decisioni che non siano arbitrarie e contaminate da queste futili e ignobili idee.

  11. Anonymous ha detto:

    (prosegue dal precedente) Il sistema giudiziario può essere differente a seconda dello stato che viene preso in considerazione. Nella giustizia italiana, gli indagati sono tutelati fino alla dichiarazione della colpevolezza,impiegando, però, tempi lunghissimi; la giustizia americana investe, invece,nei processi, tempi molto più brevi che potrebbero anche indurre a un malfunzionamento della legge. Anche se molto raramente, può avvenire che gli indagati, innocenti o colpevoli che siano, vengano sottoposti a delle torture, per far si che questi confessino. In ogni sistema di giustizia ci sono dei nei, delle carenze che non permettono il corretto funzionamento della legge.Alla giustizia italiana, spesso viene rimproverata la lunga durata dei tempi in cui vengono svolti i processi. Questo grande ingranaggio vitale si basa sul principio della tutela dei diritti dei colpevoli e degli innocenti. Questo infatti garantisce a tutti gli indagati la sicurezza dei processi e delle prove. Si ha sempre la necessità di avere dei testimoni che hanno avvistato l’accaduto e delle prove che testino la verità che viene esposta. Un processo ha la data di scadenza 4 anni dopo l’inizio della causa. Dopo di che viene trasferito in prescrizione e l’indagato, colpevole o innocente che sia, viene rilasciato libero, senza aver più alcun vincolo della legge.Alla giustizia americana, invece, si può rimproverare la sua scarsa considerazione dei detenuti e degli innocenti, che per sfuggire a sanguinose torture, si dichiarano colpevoli. Questo tipo di giustizia può essere considerato veloce ed efficiente, ma in realtà non è così. In ogni cella si trova un detenuto che, non avendo un reddito elevato, non ha potuto pagare un buon avvocato oppure l’imposta della cauzione, che pagano invece molti criminali per uscire dal carcere. E’ per questo motivo che spesso si trovano “al fresco” soprattutto persone di colore, che provenendo da famiglie modeste, non possono pagare quella tassa. E’ giusta una cosa del genere? Molti innocenti anche oggi scontano pene per i criminali e gli assassini a causa dei malfunzionamenti nel sistema di giustizia.Spesso la società viene considerata come un’enorme calamita che attrae ingiustizie. Ma siamo davvero sicuri che esista un giusto modo di vedere le cose? Siamo davvero sicuri che la società possa evitare le iniquità in ogni situazione? Siamo davvero sicuri che esista un sistema che sarà in grado, un giorno, di evitarci ogni sofferenza?Elisa Carrarini

  12. Anonymous ha detto:

    Su tutti i tribunali, campeggia la scritta “La legge è uguale per tutti”, ma è veramente così?Secondo me la legge non è applicata per tutti allo stesso modo, perché, sicuramente, le persone più ricche e potenti non valgono davanti alla legge come persone normali, comuni. Questa è la più grande ingiustizia che, purtroppo, è presente oggi. Le persone ricche sanno cavarsela soltanto con i soldi e portare i giudici a loro favore, scontando così la pena. Secondo me sui tribunali dovrebbe presentarsi la scritta “La legge è a favore dei potenti e dei ricchi”, dato che oggi funziona in questo modo.Perché noi persone comuni non possiamo avere giustizia? Che cosa abbiamo di diverso? Forse, noi persone comuni non possiamo avere giustizia, perché non ci comportiamo come le persone più ricche, ma bisogna comportarsi come loro per avere giustizia? L’unica cosa che molto probabilmente abbiamo di diverso sono i soldi. Si proprio i soldi. Sono questi che ci differenzia gli uni dagli altri. I soldi sono felicità? No. Una persona può vivere bene, se è felice con la propria famiglia, tutto il resto non conta. Abbiamo tutti stessi diritti e stessi doveri. Per questo motivo la legge non deve stare a guardare chi è ricco oppure chi è povero, chi è potente o chi meno.(continua)

  13. Anonymous ha detto:

    Nemmeno nei romanzi, come nei “Promessi Sposi”, la legge non è applicata per tutti allo stesso modo. Renzo si era recato dal miglior avvocato della città: Azzeccagarbugli. Lorenzo, o come dicevan tutti, Renzo, aveva iniziato a raccontare la sua storia all’avvocato: Don Abbondio, che come un vaso di terracotta costretto a viaggiare con molti vasi di ferro, era stato minacciato dagli scagnozzi di Don Rodrigo, il bullo della città, quindi Renzo non si era potuto sposare con Lucia, la sua amata. Azzeccagarbugli, allora, tra le tante carte che si trovavano sulla sua scrivania, stava cercando la carta che potesse proteggere il povero Renzo. Il giovane, però, non aveva espresso con un ottimo linguaggio la sua storia, così da confondere Azzeccagarbugli. Il giovanotto rispiegò la storia con un linguaggio più semplice. Allora, l’avvocato, al nome di Don Rodrigo cominciò a cacciare dal suo studio il povero Renzo, perché non ne voleva a che fare con persone come Don Rodrigo.Io, non voglio essere considerata DIVERSA dalle altre persone, ma uguale nei diritti, nei doveri e nella giustizia.Ilaria Tolomei

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