Il rumore: il silenzio più grande

Il rumore è considerato qualcosa di sgradevole e estraneo all’armonia di un corpo. Il rumore non è desiderato, è contrastante alla melodia della vita, eppure l’uomo se ne compiace.

Un rapporto longevo tra i due, che va al di là di un insieme di onde sonore che penetrano nelle orecchie. Il rumore ha la capacità di offuscare ogni tipo di pensiero. Rapisce in maniera avida e subdola. Rapisce la mente umana seguita a ruota dal cuore. Il silenzio non riesce a calare neanche di notte, perché le luci pubblicitarie e le televisioni ancora accese si preoccupano ventiquattro ore su ventiquattro di creare una musica piacevole all’udito debole dell’uomo.

E’ penetrato in ogni vita ponendo radici. Materializzato nel suono martellante della vita urbana fatta di auto che corrono a cento l’ora e i suoni dei clacson che si ammassano gli sugli altri. Tutto sembra cadere in un vortice dove i suoni martellanti hanno la capacità di ipnotizzare e soggiogare la mente e i cuore umani. Non c’è momento, nella giornata in cui il rumore non faccia da padrone: già la sveglia della mattina, con il suo trillo assordante, penetra nell’orecchio e mette di cattivo umore. Seguita a ruota dall’acqua che scroscia, e alla radio che annuncia l’orario. Il rombo dell’automobile e i clacson lungo la strada. Il lavoro che possiede le peggiori disarmonie e la scuola fatta di urla tra una lezione e l’altra: vivendo di continuo con l’incapacità di saper ascoltare.

Il rumore fa diventare sordi: ma non è il timpano dell’orecchio a rompersi, ma il timpano del cuore e della mente che sanguina da tempo, ma nessuno si accorge che deve essere curato. L’uomo accoglie il rumore, come fosse il figliol prodigo, che però non si è mai allontanato da casa. Anche prima di andare a dormire: un film, o un paio di auricolari schiaffati dell’orecchio: il mondo sparisce e l’unica corrente di pensiero rimasta nella mente si concentra sul suono rimbombante di un apparecchio senza vita.

Con il rumore tutto assume un’altra dimensione, si vive una vita parallela. I pensieri sembrano sparire, attenuarsi celermente. Ma in un frangente di silenzio provano a ritornare a galla, ma sono costretti ad annegare di nuovo. In realtà l’uomo non ama il rumore, ha semplicemente paura del silenzio, l’unico capace a svelare la realtà.

Il silenzio crea confusione nella mente quanto nel cuore, i pensieri rinascono, tornano a vivere. Il silenzio svela all’uomo la sua capacità di saper pensare, di sapere riflettere su ciò che gli accade. Il che diventa un male nel momento in cui ognuno si spoglia completamente del rumore di cui si è coperto, e nella sua più completa nudità si rende conto di essere povero. Povero di una compagnia vera. Con il silenzio si svelerebbe il vero e unico rumore che l’uomo teme: la verità.

Ogni insicurezza, ogni dubbio, diventerebbero realtà davanti a una vita senza rumore, dove si è costretti a pensare. Con il rumore, continuo e incessante l’uomo nasconde la verità della sua vita, cercando in esso la compagnia che tanto gli manca. Ed è così che va in cerca del rumore, sentendosi costretto a vestirsi di nuovo, a cercare ovunque quelle foglie di fico capaci di coprire ogni parte vulnerabile. Ma il rumore copre, non guarisce. La paura è solo nascosta: quando un bambino teme i fulmini cerca di distrarsi quando c’è il temporale ma quando la corrente va via si accorge di non aver mai smesso di aver paura, uguale è l’uomo crede di scacciare, di sopprimere la paura del silenzio con il rumore, ma quando la voce dei pensieri esonda e anche il rumore più grande si fa muto, l’uomo si accorge che non ha mai cessato di essere solo, e di aver paura di questo. Ciononostante ritarda a dar risposta alle sue assidue domande, senza rendersi conto che si sta creando un guscio attorno fatto di rumori assordanti che ormai sono amplificati nei meandri più sconosciuti di cuore e mente.

L’uomo corre, tira dritto, e cerca di non curarsi della voce che lo chiama alle sue spalle. E vivendo nel rumore non si accorge di vivere nel silenzio più bianco e muto che possa esistere: il silenzio dell’anima.

Lucia Testa

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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2 risposte a Il rumore: il silenzio più grande

  1. Cristina Galizia ha detto:

    Innanzitutto, Lucia, grazie per essere…tornata in questo nostro cantuccio, grazie perché ti ricordi di quest'angoletto e ogni tanto torni a farlo tuo e a farci riflettere.Questa volta ci parli di rumore e silenzio, di come l'uno contrasti l'altro, pur essendo complementari nella vita. Come il buio e la luce. Non si può definire l'uno senza conoscere l'altra: si sono necessari, sebbene avversi. Una sorta di tao, una lotta caravaggesca tra il chiaro e lo scuro dello spettro della luce.Abbiamo spesso parlato del silenzio…anche se parlare del silenzio è contraddittorio e ossimorico. Si sfugge dal silenzio, perché ci costringe a pensare, a tornare su di noi; il rumore invece è distrazione e sollevamento dall'angoscia. Il silenzio smuove, fa agire pensieri, fa prendere decisioni; il rumore blocca e ipnotizza. Attivo l'uno; paradossalmente passivo l'altro.Il silenzio non è, poi, assenza di comunicazione:spesso è un parlar denso, come quando, stando in silenzio sul pulman, si comunica che "ho sonno/ non ho voglia di parlare/ fate silenzio/ non vi conosco e non parlo con voi". Quanti pensieri nel silenzio…Questa tua riflessione, Lucia, mi ha fatto ricordare una poesia di Alda Merini, poetessa e poesia a me molto care: te la dono e ti abbraccio forte.Ho bisogno di silenziocome te che leggi col pensieronon ad alta voceil suono della mia stessa voceadesso sarebbe rumorenon parole ma solo rumore fastidiosoche mi distrae dal pensare.Ho bisogno di silenzioesco e per strada le solite personeche conoscono la mia parlantinadisorientate dal mio rapido buongiornochissà, forse pensano che ho fretta.Invece ho solo bisogno di silenziotanto ho parlato, troppoè arrivato il tempo di taceredi raccogliere i pensieriallegri, tristi, dolci, amari,ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.Gli amici veri, pochi, uno?sanno ascoltare anche il silenzio,sanno aspettare, capire.Chi di parole da me ne ha avute tantee non ne vuole più,ha bisogno, come me, di silenzio.

  2. lucia testa ha detto:

    e pensare che è nato tutto da un tema per casa da svolgere durante le vacanze di pasqua e come è mio solito fare l'ho scritto il giorno prima 🙂 grazie anche a te prof…

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