Descrizioni finalizzate di personaggi – STEP 3- IIA

STEP3

——————–
Prosegue l’analisi dei testi da parte dei ragazzi, alla ricerca delle diverse modalità descrittive di un personaggio.
Questa volta, per le loro attività, ho scritto io stessa dei testi, in modo da poter anche lavorare su un lessico più ricercato, ampliando il vocabolario dei ragazzi e ripassare alcune figure retoriche studiate lo scorso anno (similitudini, personificazioni, metafore)

Primo brano:

Aveva il solito aspetto…quello che aveva ogni sera, quando rincasava, dopo essere passato per il bar. E non ci si metteva molto a capire quanto fosse rimasto seduto al bancone: le guance rubizze e l’alito fetido e nauseabondo parlavano per lui e raccontavano tutta la sua solitudine. Lo sguardo spento, nascosto dalle palpebre appesantite dal vizio e il naso paonazzo, costellato di capillari rotti, dicevano, inoltre, che quel vizio gli faceva compagnia da tanti anni quanti capelli aveva perso sul capo.


ATTIVITA’
DOCENTE: chiede chi sia il personaggio del testo, quale sia il vissuto e quali elementi lo abbiano suggerito (uomo ubriaco)
ALUNNI: con colori diversi sottolineano l’aspetto fisico, l’abbigliamento, le azioni. Eseguono schema a ventaglio. Si rendono conto che il vissuto è stato reso SOLO attraverso l’aspetto fisico.

————-

Secondo brano:

Piume di struzzo, vestito aderente, scarpe a spillo: più che una signora sembrava la cassiera vanitosa e appariscente di un circo squattrinato di provincia. A guardarla, non si sapeva dove poggiare per primo lo sguardo: le pajettes del tubino nero, infinite come le stelle di San Lorenzo, riflettevano disordinatamente ogni riverbero di luce e, invidiose, quasi ostacolavano l’ondeggiare naturale delle vistose collane d’oro colme di ninnoli sgraziati. Dai lobi delle orecchie vizze e rugose, due lampadari di turchesi seguivano il ritmo dell’incedere pesante e claudicante dei tacchi a spillo di vernice nera


ATTIVITA’
COME SOPRA. Si noterà che il vissuto (donna vanitosa e appariscente) è stato reso SOLO attraverso l’abbigliamento.

—————


Terzo brano

Ad ogni colpo di zappa, le braccia nerborute vibravano e le linee nette e sode dei muscoli correvano fin sotto i risvolti della camicia. Allora la fronte, madida di sudore, lasciava cadere qualche goccia sulla creta arida e ostile, mentre il corpo già si arcuava e fletteva di nuovo per infliggere un nuovo colpo alla zolla di terra. Con fatica, passava poi la mano rugosa sul volto, a cercare un po’ di sollievo dalla fatica e dalla calura: di tanto in tanto, appallottolava un fazzoletto intriso di lavoro e si tamponava le tempie


ATTIVITA’
COME SOPRA. Si noterà che il vissuto (fatica e vecchiaia) è stato reso SOLO con le azioni

SI PUO’ DESCRIVERE UN PERSONAGGIO, SCEGLIENDO DI USARE SOLO ALCUNI ASPETTI, MA SEMPRE IN MODO FINALIZZATO.
——————————


Vediamo infatti come si può descrivere un COMPAGNO DISORDINATO USANDO O SOLO L’ASPETTO FISICO, O SOLO L’ABBIGLIAMENTO, O SOLO LE AZIONI (testi miei)


1) UN COMPAGNO DISORDINATO descritto usando solo l’aspetto fisico:

Quando entrava in classe, sembrava appena uscito da un incontro di lotta greco-romana. I capelli arruffati raccontavano chissà quale diverbio con il cuscino e la faccia ancora sporca di cappuccino pareva aver fatto fatica a far centro nella tazza.


ATTIVITA’
COME SOPRA

2) UN COMPAGNO DISORDINATO descritto usando solo l’abbigliamento:

Aveva sempre il grembiulino abbottonato un bottone su e un bottone giù e il colletto girato alle ventitré, dal quale si intravedeva una maglietta non proprio fresca di bucato. Sotto il mento, scivolava un fiocco sgualcito e non arricciato, simile a due lunghe foglie di un salice piangente. Pantaloni e scarpe sembravano essere state indossate di fretta e nottetempo: i primi erano messi di sbieco e la cucitura laterale scendeva sul davanti, dal ginocchio in giù; le seconde, indossate come fossero ciabatte, erano slacciate e larghe come barche

ATTIVITA’
COME SOPRA

3) UN COMPAGNO DISORDINATO descritto usando solo le azioni

Che scrivesse in modo ordinato e regolare era un evento probabile come quello della neve a ferragosto: scriveva senza tener conto delle righe e poco si curava di seguire l’ordine delle pagine. Leggere un suo quaderno era un’impresa! Durante la lezione, armeggiava dentro lo zaino, dal quale, simile a Mary Poppins, tirava fuori ogni sorta di giocattolo o passatempo: nel giro di un secondo, il banco diventava una bancarella colma di oggetti collocati alla rinfusa


ATTIVITA’
COME SOPRA
———————



ATTIVITA’ CONCLUSIVA
Assegnare foto o titoli stimolo come “Una persona arrabbiata”, “Un cuoco pasticcione” e simili, da descrivere nei 3 modi, dopo aver eseguito lo schema a ventaglio.

La prof.


Annunci

Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
Questa voce è stata pubblicata in descrizione, descrizione persona, ritratto, testo descrittivo. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...