A scuola di legalità IA: Lez.3_Favole e filastrocche contro la discriminazione -Art.2 Convenzione dei diritti dell’infanzia

Percorso IA:
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Continuiamo con la lettura di alcuni testi che ci possano aiutare un po’ nella riflessione sugli argomenti che stiamo affrontando:

Carolina la mucca piccolina

storia tratta da:


Come la volta scorsa, i ragazzi annoteranno gli ATTEGGIAMENTI POSITIVI e quelli NEGATIVI, in una tabella a due colonne e, se necessario, integreranno la mappa (cartacea e on line– cliccare-)



Ultime due storie:

L’UTILITÀ DI UN SASSO



C’era una volta, in un inverno freddissimo, un uccellino che volava su un campo innevato. Avendo le zampette piene di neve, cercava un posto su cui appoggiarsi. Dall’alto sembrava che tutto fosse ricoperto di neve.
Scendendo più in basso, però, si accorse che c’era una pietra che ne era priva.

Allora l’uccellino si avvicinò e chiese al sasso: “Scusami, sono infreddolito e ho le zampette piene di neve, posso poggiarmi su di te per qualche istante?”
Il sasso lo guardò e subito disse: “Ma certo!”
L’uccellino si posò, si asciugò le zampette e dopo qualche minuto riprese il viaggio.
Nel ripartire disse alla pietra: “Grazie, sei stato veramente gentile, eri l’unico su cui potevo poggiarmi. Ti sarò sempre debitore”
Ma il sasso rispose: “Grazie a te! Ora non mi chiederò più che ci sto a fare”
(dal web, anonimo)

LA STORIA DEI DUE VASI

Una anziana donna cinese possedeva due grandi vasi, appesi alle estremità di un lungo bastone che portava bilanciandolo sul collo.
Uno dei due vasi aveva una crepa, mentre l’altro era intero. Così alla fine del lungo tragitto dalla fonte a casa, il vaso intero arrivava sempre pieno, mentre quello con la crepa arrivava sempre mezzo vuoto.
Per oltre due anni, ogni giorno l’anziana donna riportò a casa sempre un
vaso e mezzo di acqua.

Ovviamente il vaso intero era fiero di se stesso, mentre il vaso rotto si vergognava terribilmente della sua imperfezione e di riuscire a svolgere solo metà del suo compito. Dopo due anni, finalmente trovò il coraggio di parlare con l’anziana donna, e dalla sua estremità del bastone le disse: “Mi vergogno di me stesso, perché la mia crepa ti fa portare a casa solo metà dell’acqua che prendi”.

L’anziana donna sorrise “Hai notato che sul tuo lato della strada ci sono sempre dei fiori, mentre non ci sono sull’altro lato? Questo succede perché, dal momento che so che tu hai una crepa e lasci filtrare l’acqua, ho piantato semi di fiori solo sul tuo lato della strada. Così ogni giorno, tornando a casa, tu innaffi i fiori.
Per due anni io ho potuto raccogliere dei fiori che hanno rallegrato la mia casa e la mia tavola. Se tu non fossi così come sei, non avrei mai avuto la loro bellezza a rallegrare la mia abitazione”

Ciascuno di noi ha il suo lato debole. Ma sono le crepe e le imperfezioni che ciascuno di noi ha che rendono la nostra vita insieme interessante e degna di essere vissuta.
Devi solo essere capace di prendere ciascuna persona per quello che è, e scoprire il suo lato positivo.
Buona giornata a tutti coloro che si sentono un vaso rotto, e ricordatevi di godere del profumo dei fiori sul vostro lato della strada! (dal web)

Stavolta…

Leggiamo i primi articoli della Convenzione dei diritti del bambino (adattamenti):
1) E’ fanciullo chiunque abbia meno di 18 anni

2) Ogni Stato si impegna a tutelare i bambini contro ogni discriminazione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o altra


Siete d’accordo?
E vogliamo dirlo divertendoci stavolta con le filastrocche? Vediamo quanti poeti ci sono in classe!
Il dromedario e il cammello

Una volta un dromedario, incontrando un cammello,
gli disse: “Ti compiango, carissimo fratello:
saresti un dromedario magnifico anche tu
se solo non avessi quella brutta gobba in più”.
Il cammello gli rispose: “Mi hai rubato la parola.
E’ una sfortuna per te avere una gobba sola.
Ti manca poco ad essere un cammello perfetto:
con te la natura ha sbagliato per difetto”.
La bizzarra querela durò tutto un mattino.
In un canto ad ascoltare stava un vecchio beduino
e tra sé intanto pensava: “Poveretti tutti e due.
Ognuno trova belle soltanto le gobbe sue”.
Così spesso ragion al mondo tanta gente
che trova sbagliato ciò che è solo differente.

Gianni Rodari, Secondo libro delle filastrocche

L’uomo grigio
Che gran pena che mi fa
chi non vede la diversità!
E’ costretto dal mondo intero
a riveder il suo pensiero!
Fiori gialli rossi e blu
di vederli non può più:
Li vorrebbe in riga e uguali
manco fossero ufficiali.
Animali in varietà
non scherzar, per carità!
Basta un cane fotocopiato
per riempire il creato!
Bimbi grossi, alti o bassi
non accetta sui suoi passi,
preferisce tirar dritto
fin’a casa con un guitto.
Fin’a quando nei lettini
alla luce dei lumini
vede figli e burattini
come tanti soldatini.
E chinato il capo 
con illusa dignità
al freddo legno 
al fin sussurrerà
“E’ ritornato papà!”

(Cristina Galizia)
Per scrivere le vostre filastrocche (in gruppo), avrete dei vincoli:
dovrete partire dalle parole chiave della mappa (quelle positive e negative), anagrammarle, ricavandone altre parole positive e negative e con quelle poi inventare la vostra filastrocca. Eccovi le parole da ritagliare e mescolare:

Ogni gruppo comporrà una filastrocca su cartellone, con le parole anagrammate
———————-
Per casa: filastrocca libera, ispirata all’art.2 della Convenzione dei Diritti del bambino.

La prof
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Ecco alcuni lavori fatti dai ragazzi: 

                                          


 Il piccolo leoncino 


In una savana viveva una leonessa, 

che credeva di essere una principessa, 

da essa nacque un cucciolo diverso 

che del leone l’aspetto aveva perso, 

e disse tra sé e sé: 

“Ora come farò, povero me!” 

E per la savana a vagar cominciò: 

“E ora come farò, senza mangiare resterò!” 

Poi incontrò le giraffe, 

e con loro fece una gaffe: 

“O miei bei leoncini asciutti, snelli e un po’ lunghini. 

Mi fareste con voi giocare a correre e rotolare?” 

Le giraffe capendo la situazione, 

fecero insieme un rotolone, 

per accettare quel leoncino 

colpevole solo d’esser piccino. 

Felice cominciò a giocare 

Sui lunghi colli a scivolare. 

Ben si legga la storiella 

Simpatica e assai bella: 

se ogni cucciolo imparerà il detto 

avrà presto un amichetto. 

Da 

Leonardo,Valerio,Tommaso 
 Il caprone e la capretta 


In una stalletta 

Viveva una capretta , 

bella,bianca e piccoletta, 

di nome Giulietta. 


Dormiva nel salone 

beato un caprone, 

bello, grasso e golosone 

d’ogni sorta di provolone. 


Spesso facevano a testate, 

con le corna ramificate 

ne uscivano con ossa fratturate 

per le botte esagerate. 


Un giorno la capretta domandò: 

“Ma si può sapere di brutto che ho? 

Non ci conosciamo nemmeno un po’ 

Smettiamola una buona volta, però” 


Rispose il caprone: “Hai ragione 

Ognuno ha la sua opinione 

E se tu sei capretta, io son caprone 

Non c’è affatto distinzione!” 


Tutti amici da quel giorno 

Se ne andarono tutt’intorno 

Sempre insieme notte e dì 

Dal lunedì al venerdì 



Niccolò Lucci, Nicola Tariciotti, Sasha Cicchetti
 L’ape e la vespa


Una volta un’ape una vespa incontrò 

E le disse: “Come sei brutta ohibò! 

Saresti una vespa magnifica anche tu 

Se solo avessi un po’ di cervello in più” 


La vespa le rispose, con gran convinzione: 

“Ma la tua è solo presunzione! 

Come fai a dir così 

Se io abito a Forlì? 

Doman mattina vengo da te: 

Tu mi offri un buon caffè?” 


Mentre bevevano il caffè 

L’ape si accorse che non era un re 

A parlar con la vespa capì 

Che non eran diverse più di così. 

Così accettò la vespa come amica 

E insieme se ne andarono dalla formica. 


Mara Pisaltu e Giorgia Proietti
La lepre e il coniglio

Una volta una lepre,incontrando un coniglio,
gli disse:”Caro coniglio sai che mi hanno regalato un giglio:
ne avresti anche tu
se solo non fossi così lento.”
Il coniglio rispose:”Hai ragione.
è una sfortuna per te essere così frettoloso.
Perché,io cerco cibo e lo trovo
invece tu andando di fretta non guardi dive vai e calpesti l’ uovo.”
La lotta durò tutto il pomeriggio.
Dietro un muro c’ era topo Giggio
che pensò:”Poveretti tutti e due.”
Ognuno trova belle le gambe sue.
Così ragionano i mammiferi,
perché ognuno vuol vendere solo i suoi di fiammiferi.

Mara Pisaltu

Il leone e la tigre

Un leone di nome Giorgione
era grande e coccolone
mentre faceva una passeggiata
incontrò una tigre annoiata

Giorgione che era un allegrone
cominciò a fare il buffone per attirare la sua attenzione
la tigre da lui distratta
andò a finire in una fratta

Giorgione la liberò
e a giocare lo invitò
da quel giorno per loro iniziò
un’amicizia che per sempre durò

Codispoti Marco

La filastrocca del piccolo leopardo

C’era una volta in una piccola jungla un leopardo

gli altri animali lo prendevano in giro dicendogli testardo.

Un giorno incontrò un leoncino

e gli disse con un tono molto carino:

“Vorresti giocare con me a nascondino?”

“No! Leonardo il leopardo sei troppo testardo!”

“Uff! Nessuno vuole giocare a nascondino nella valle

delle stalle!”Disse Leonardo con un tono piangente e dolente.

In seguito incontrò un ghepardo codardo che gli disse:

“Sai Leonardo a me dicono codardo, possiamo diventare amici?”

“Certo!E a me dicono testardo!”

Cosi, i due animaletti giocherelloni

insieme diventaro degli amici burloni..

Tommaso Rossi


Eccone la trasposizione in video!!!


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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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Una risposta a A scuola di legalità IA: Lez.3_Favole e filastrocche contro la discriminazione -Art.2 Convenzione dei diritti dell’infanzia

  1. Anonymous ha detto:

    Complimenti alla Prof e in bocca al lupo ai ragazzi !

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