A scuola di legalità IIA: Lezione 5: Dalla Memoria a noi

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Non basta ricordare, non basta dedicare una giornata alle vittime di tutti i totalitarismi, come non basta commemorare qualsiasi altro evento un solo giorno all’anno.
E non per il fatto che si tratti di “un giorno” e non di più tempo.
La memoria e la commemorazione HANNO SENSO SOLO SE IL RICORDO FA SCATUIRE UNA PROFONDA COM-PRENSIONE DEL MALE INSITO NELLA TRAGEDIA, UN ATTIVISMO ALLA NON REITERAZIONE, UN IMPEGNO NEL RISPETTO DELL’ALTRO, UNA PRESA DI COSCIENZA DI SE’ E UN CONSEGUENTE ABBANDONO DELLA RABBIA E DEL RANCORE VERSO IL CAPRO ESPIATORIO DI PAURE “ALTRE”.

E allora, alla luce di quello che abbiamo detto e riflettuto nella Giornata della Memoria e attraverso quello che abbiamo fatto ed agito, con letture e drammatizzazioni, riflettiamo su COSA OGGI DEVE SUSCITARE LA NOSTRA ATTENZIONE E IL NOSTRO ALLARME.
Partiamo da questo video-inchiesta:

 Quali sono gli elementi che accomunano tutte queste storie che abbiamo letto?
Riflessioni, sempre sul nostro Muro


Altre storie, segnalate dai ragazzi:

Foto, segnalate da Giulia Rossi:


A questo proposito vi segnalo questi due video, molto ben fatti.
Il primo video ricorda molto una delle letture fatte in classe, quella dello scherzo a Welb, ricordate?

PRIMO VIDEO
SECONDO VIDEO

Quali sono gli elementi che accomunano tutte queste storie che abbiamo letto?
 Attività a scuola e a casa 
OGGETTIVIZZAZIONI

Costruzione del muro su carta, usando anche materiale di riciclo: ogni mattone avrà il nome di un’azione “illegale”(inserite nel Thinglink) che, una dietro l’altra,  può formare addirittura un autentico muro tra noi e l’altro. Ogni mattone sarà realizzato su una base di bristol marrone. Su di esso dovrete  incollare alcuni materiali naturali o di riciclo che oggettivizzino l’azione negativa, attraverso un procedimento di SIMILITUDINE, METAFORA O ALLEGORIA (es: alcuni sassi se l’azione ritenuta illegale o ingiusta ha rapporti di somiglianza o figurativi con un sasso; alcuni spaghi se invece si tratta di un’azione che vincola, costringe, limita come uno spago…).
A partire da queste oggettivizzazioni, proverete a verbalizzare il tutto attraverso delle POESIE, usando, appunto, similitudini, metafore, allegorie, personificazioni, etc, attinenti al proprio “mattone”. Chi vorrà, potrà rappresentare il tutto anche con un DISEGNO (che sarà inserito anch’esso sia nel muro on line che in quello cartaceo)-
In fase di costruzione finale, ad ogni mattone, sarà associato il testo di spiegazione e il disegno, formando un CARTELLONE INTERATTIVO DI NON-REGOLE

La Scala del Benessere con le BUONE  REGOLE verrà a seguire.

Una bellissima poesia da cui potete prendere spunto è la seguente di Pablo Neruda: la trovo particolarmente evocativa e fortemenete coinvolgente:

LA PAURA
(di PABLO NERUDA)
Ho paura. La sera è grigia e la tristezza
del cielo si apre come una bocca di morto.
Il mio cuore ha un pianto di principessa
dimenticata nel fondo di un palazzo deserto. 
 
Ho paura. E mi sento cosi piccolo e stanco
che rifletto la sera senza meditare su lei.
(Nella mia testa malata non deve entrare un sogno
cosi come nel cielo non è entrata una stella).
 
Tuttavia nei miei occhi una domanda esiste
e c’è un grido nella mia bocca che la mia bocca non grida.
Non v’è orecchio sulla terra che oda il mio lamento triste
abbandonato in mezzo alla terra infinita!
 
L’universo muore d’una calma agonia
senza la festa del sole o il crepuscolo verde.
Agonizza Saturno come una pena mia,
la terra è un frutto nero che il cielo morde.
 
Per la vastità del vuoto vanno cieche
le nubi della sera, come barche perdute
che nascondessero stelle spezzate nelle loro stive.
 
E la morte del mondo cade sopra la mia vita.
 
 
La prof
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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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