Testo descrittivo: poesia- linguaggio figurato-IA (2 di 2)

-“Ragazzi, ma quando voi volete comunicare un sentimento, vi viene più di scrivere un testo lungo e dettagliato o uno corto e immediato? Quando volete, ad esempio, dire che siete felici, che fate?”

-“Ascoltiamo musica, disegniamo, scriviamo qualcosa”.

Ecco, questo “qualcosa” di sintetico, immediato, che dice quello che proviamo è la POESIA. E’ una parola che viene dal greco e vuol dire “invento, compongo”: guardo la realtà e invento, trovo il modo migliore per raccontare non solo quello che ho visto, ma anche quello che provo e quindi compongo tutto insieme.

E allora vi metto qui una bella canzone di Renato Zero, che non ho potuto farvi sentire a scuola:


Ora notate alcune frasi del testo (ve le evidenzio; a voi scopreire il perché della mia sottolineatura): 

Testo
Inventi le mie forme,
Lo stile, è quello tuo…
Poso per ore davanti a te,
Mi dipingi di sole, anche se non c’è…
A un tratto, trovo me!
Inventi quei colori,
Le ombre su di me…

Poi chiudo gli occhi sul nome mio,
Quel che inventi son sogni, son sempre io…
Mi sento, dentro te!
Poi, mi scopro lì a volare il cielo su di me,
Mentre la mia mano cerca te…
Arrossisci un po’… Ma non vuoi più mandarmi via.
… Inventi, la poesia!
… Inventi, la poesia!
inventi quella luce,
Ma sono gli occhi miei!

Mentre ti guardo io non so più,
Dove finisco io e cominci tu,
Il sogno, la realtà…
Ogni volta io rinasco nei pensieri tuoi,
Colorato e folle più che mai!

Arrossisci un po’… Ma non vuoi più mandarmi via.
…Inventi, la poesia!
…Inventi, la poesia!
————————

E così abbiamo cominciato a vedere (letteralmente) come i poeti inventavano, come immaginavano e facevano immaginare la realtà. E siccome abbiamo parlato di inverno in prosa (QUI), vediamo la differenza con le descrizioni dell’inverno fatte in poesia (testi presi da www.maestrasandra.it):

Paesaggio invernale


Respirano lievi gli altissimi abeti
racchiusi nel manto di neve.
Più morbido e folto quel bianco splendore
riveste ogni ramo, via via.
Le candide strade si fanno più zitte:
le stanze raccolte, più intente.
Rintoccano l’ore. Ne vibra
percosso ogni bimbo, tremando.

R.M.Rilke, Liriche, Sansone
La neve


Un bianco incantesimo
Sui campi e sulle strade
silenziosa e live,
volteggiando la neve
cade.

Danza la falda bianca
nell’ampio ciel scherzosa,
poi sul terren si posa
stanca.

In mille immote forme
sui tetti e sui camini,
sui cippi e nei giardini
dorme.

Tutto intorno è pace:
chiuso in oblìo profondo,
indifferente il mondo
tace…
Ada Negri , Poesie, Mondadori 

 .…e ognuno di voi ha VISTO, TROVATO in SE’ immagini diverse.

Dopo aver analizzato “i trucchi”, gli stratagemmmi che gli autori usano per farci immaginare e trasmetterci determinati sentimenti (similitudini, metafore, personificazioni), siamo passati alla NOSTRA INVENZIONE, al nostro immaginare.

(I ragazzi potevano scegliere tra ricalco e poesia propria: la maggior parte ha optato per la produzione libera). 

Ecco a voi alcuni testi! Buona lettura!




La nebbia

Il sole triste e amareggiato

viene coperto dalle nuvole

cattive e senza cuore.

Il sole piange,

dato che è caldo l’acqua diventa nebbia

che copre tutto come un manto.

La nebbia acceca gli alberi che

piangono, lasciando cadere le gocce a terra

che penetrano nel terreno.

Le case

i cui vetri son puliti

vengono sporcate

dal colore grigio che il cielo ha,

diventando anche loro

tristi e assonate

come ogni cosa.

Mara Pisaltu
Ricalco

Sui campi e sui prati

rumorose e leggere,

 volteggiando le foglie

cadono.

Danzano colorate

nell’ampio ciel felice

poi sul terren si posano

stanche.

In mille immoti colori

sui prati e per le strade

su macchine e panchine

dormono.

Tutto intorno parla:

dei suoi pensieri e sogni,

ma, poi stanche tacciono.

Mara Pisaltu
La neve

La neve cade lenta

soffice, tingendo di bianco

le case, le strade e gli alberi,

che restano immobili a guardarla.

Le persone meravigliate

guardando dalla finestra.

I bambini sbalorditi,

aspettavano con ansia che

si addormenti.

Le case riscaldano e

cullano la gente

abbracciandola per

non farla tremare.

I bambini e i grandi

vanno a dormire, ma

lei continua a scendere

lieve e in silenzio per

non svegliarla.
Mara Pisaltu
La nebbia

Dalle finestre non più considerate

vedo molti alberi,

che provano tristezza

abbandonati dalle loro foglie.

Sembrano dei soldatini

ignorati dalle persone,

rivestiti da un mantello grigio

fino alla Primavera.

Le goccioline danzano

e ballano,

accarezzando i rami,

tristi e desolati.

Leonardo Cianfriglia
Il paesaggio, la nebbia e il sole

Un alberello tutto infreddolito

respira il silenzio

piangendo mille goccioline.

La strada è deserta

qualche macchina passa in fretta

ma pian piano deve passare

o l’albero farà svegliare

Gli abeti e i pini,

sentono la mancanza della Primavera

e son coperti da un manto,

bigio e molto stanco!

Ma ad un tratto,

si vedono i bimbi di scatto

il Sole è tornato a far compagnia

al cielo, che prima ne sentiva nostalgia!

Ceci Federica
La neve giocherellona

La bellissima neve

danzando, lieve

volteggia a destra e a manca

e mai si stanca.

Ai bimbi di tutto il mondo

Fa far un girotondo,

e loro son tanto contenti:

fan giochi divertenti.

Allora la neve comincia a ricoprire le orme

Ma lei sembra proprio che dorme!

Ma ad un tratto ricomincia la bufera

E continua fino alla sera!

Ceci Federica
Ricalco

Sui tetti delle case

silenziosa e lieve,

volteggiando la neve

cade

Per le strade

ricopre ogni cosa

Sui campi il suo manto,

coltre, bianco,

racchiude il paesaggio

silenzioso

Ma al rintocco delle ore,

i bimbi escono a giocare

e le mamme e i papà,

si riposano stanchi.

Ceci Federica
La mia primavera

L’ inverno è finito

Ora la nebbia non c’è più

 Il sole inizia a splendere in noi.

Un alberello chiede grazie

Per avergli portato allegria.

Le farfalle tornano

 a volar

e le api

a succhiar il nettare.

I fiori colorati

Si addormentano

All’ arrivar della notte.

La primavera

Porta armonia

Luce e compagnia

Claudia Martinoli
La dolce neve – Ricalco
Sui monti

leggiadra,

cade la neve

ondeggiando

a destra e a manca

essa balla.

I fiocchi si imbattono

uno contro l’ altro

con felicità

cantando.

Diventa sporca

con il calpestio

 della gente

attende

lo spuntar

del sole.

Claudia Martinoli
 Paesaggio innevato
All’ orizzonte,
sopra il monte
sorge un piccolo paesino.

La neve sopra i tetti
sembra un piccolo mantello
che risplende al calar del Sole.

Gli alberi,
ormai spenti
sembrano degli ometti rigidi.

La neve scherzosa
è molta,
che rende il paesaggio triste e desolato.

Leonardo Cianfriglia

La prof
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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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