Vajont, 50 anni dopo_I lavori dei ragazzi_IIA

Qualcuno nel passato disse che insegnare è accendere un fuoco e non riempire un vaso, a dire che l’insegnamento è efficace quando innesca “combustioni” imprevedibili e spontanee.

La trattazione della tragedia del Vajont e la visione del film (qui il post di riferimento) ha coinvolto e commosso tanto i ragazzi ed alcuni di loro hannno deciso, in modo assolutamente autonomo e senza alcuna sollecitazione che non fosse la loro creatività e curiosità, di creare documenti, oggetti, manufatti ispirati al disastro. Questo mi ha profondamente commosso…

Il primo lavoro spontaneo è stato quello di Valerio Panci, di IIA, che ha creato in pongo il plastico della diga riproducendo bene il Toc, lo strato di argilla responsabile dello scivolamento dei 250 mln di metri cubi di montagna, il versante su cui si adagiavano Erto e Casso e la valle di Longarone, colta nell’attimo dell’arrivo dell’ondata fatale. Il lavoro è veramente ben fatto, sia nella realizzazione manuale che nell’intento esplicativo.

COMPLIMENTI VALERIO! Bravo! A voi, il video che illustra il suo lavoro!


Valerio ci legge: chi vuole, lasci pure per lui un commento!

La prof

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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3 risposte a Vajont, 50 anni dopo_I lavori dei ragazzi_IIA

  1. Sonia ha detto:

    Bravissimo Valerio: complimenti da una prof. bellunese!

    • Cristina Galizia ha detto:

      Grazie mille, Sonia! L’eco del Vajont è stato fortissimo in tutt’Italia, per cui immagino che a pochi chilometri dalla diga la ferita sia ancora decisamente aperta e il ricordo vivissimo. La storia del Vajont mi è sempre stata cara, fin da quando, una decina di anni fa, lessi il primo racconto sulla tragedia. Da allora, ho avuto un ricordo fortissimo, molto personale. Così, ogni volta che con geografia, si parla di Alpi, Dolomiti, argilla e centrali idroelettriche, faccio spesso una parentesi sul Vajont. Così, già lo scorso anno, affrontai il discorso con la ex prima e i ragazzi ne rimasero tristemente colpiti: quest’anno, complice anche l’anniversario, abbiamo ripreso il discorso. Questo lavoro mi ha profondamente commosso, sia perchè assolutamente spontaneo (arrivo in classe e mi accoglie un coro di “Prof, guarda Valerio che ha fatto!”) e sia perché fatto con sapienza e capacità.
      Un grosso saluto e abbraccio, Sonia, e grazie per seguire sempre fedelmente il blog!

  2. soudaz ha detto:

    A reblogué ceci sur Il Blog di Tino Soudaz 2.0 ( un pochino) and commented:
    Complimenti davvero agli allievi e alla loro insegnante

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