Territorio è Legalità: la memoria del passato_IIIA

Come già scritto, quest’anno i ragazzi saranno coinvolti in un progetto sulla salvaguardia del territorio, come forma di salvaguardia dell’ambiente e di costruzione di una cittadinanza attiva (Territorio è Legalità, in collaborazione con l’OML).

In modo del tutto spontaneo e assecondando curiosità e richieste dei ragazzi, veicolate anche da fatti di cronaca (come la morte di Priebke), già da tempo, in classe, si è cominciato a parlare di come la guerra snaturi persone e luoghi e di come quest’ultimi portino ancora traccia delle devastazioni belliche. Molti sono gli episodi della seconda guerra mondiale, ad esempio, che ancora sono vivi nei ricordi dei nostri nonni, molti gli edifici di San Vito che ono stati bombardati e poi ricostruiti, molti sono diari, ricordi, foto di quel tempo che nonni o bisnonni ancora custodiscono segretamente nelle soffitte, in attesa che qualcuno gli chieda di parlargliene.

E’ così nata in classe l’esigenza di ricostruire la storia recente del nostro paese attraverso i ricordi dei nostri nonni, prima che il tempo, al quale nessuno può comandare, decida che questi ricordi debbano tacere per sempre.

Molti ragazzi hanno già cominciato a raccontare “di quella volta che mio nonno…“, di luoghi “dove stavano i tedeschi” o di quella volta che “presero i partigiani e li volevano far saltare in aria insieme ad un edificio“.

Qui di seguito, allora, ragazzi, alcune LINEE GUIDA per le vostre interviste. Ricordatevi:

  1. l’intervistato va messo a proprio agio: va fatto parlare liberamente, indirizzato di tanto in tanto e mai rimproverato o bloccato. Ne va la spontaneità del racconto, che rischierebbe di essere censurato. fate parlare liberamente: nel caso dovessero dire qualcosa di sconveniente o troppo personale, non vi preoccupate: il video o la registrazione verranno tagliate;
  2. i primi 5/10 minuti, l’intervistato sarà rigidissimo, si bloccherà, non saprà cosa dire, si vergognerà, specie se gli avete detto che si tratta di un lavoro per la scuola o se vede il registratore e la telecamera: nessuno è a suo agio in questa situazione! E’ del tutto normale: non vi scoraggiate, ma fate in mdo che la persona anziana si senta a suo agio, non giudicato, né esposto a votazione! Tenete conto che i primi 5/10 minuti di ogni intervista verranno scartati e quindi non curatevi di quello che si dice in essi. Preoccupatevi di creare un buon clima, di confidenza: allora, vi accorgerete che gli anziani HANNO VOGLIA DI PARLARE e che presto dimenticheranno telecamera e cinepresa;
  3. iniziate con domande dirette, tanto per farli sbloccare (vi accoglieranno con frasi del tipo “‘N saccio che ddì” 😉 ), a cui seguiranno risposte sintetiche (normale). Man a mano, però, vi accorgerete che si scioglieranno: seguite allora  gli argomenti così come loro ve li presentano, senza una scaletta rigida, facendo domande mano a mano che vi parlano o che non capite una cosa (“Ah, quindi è successo così?…Davero? E come è successo?….Che t’arecordi?…). Se vanno troppo fuori traccia (ricordi intimi o imbarazzanti), senza darlo a vedere, cercate di indirizzarli su argomenti di maggiore interesse (Ah, vabbè..ma com’era chella cosa che m hai dittu prima?…);
  4. per aiutare il nonno o l’anziano a sentirsi a proprio agio, potrebbe essere buono farvi accompagnare da una persona con cui ha familiarità: i vostri geniori o il vicino di casa o l’amico d’infanzia;
  5. se l’anziano parla in dialetto, cercate di fare altrettanto (nei limiti delle vostre conoscenze) o fatevi accompagnare da chi lo conosce bene e sa parlare “la sua lingua”. Non correggetegli assolutamente errori, forme colorite e fatevi spiegare i dialettismi che non conoscete, ma non spingetelo a parlare italiano, se per lui non è una lingua abituale;
  6. non costringete il nonno o l’anziano a parlare di quello che non vuole o non sa: si bloccherebbe. Alcuni parleranno della guerra, altri della povertà, altri del fascismo, altri dei costumi, altri dell’agricoltura, altri dell’abbigliamento. vedete voi, mano a mano che l’anziano vi parla, di cosa desidera maggiormente parlare;
  7. se non avete nonni/bisnonni in vita o in condizioni fisiche adeguate, potete ricorrere a vicini di casa, zii, nonni di amici.

Qui di seguito di scrivo delle TRACCE PER LA/-E INTERVISTA/-E, ASSOLUTEMENTE NON TASSATIVE, MA SOLO ORIENTATIVE. LE DOMANDE DOVRETE CREARLE SUL MOMENTO: meno sarete impostati, migliore sarà l’intervista. Stampatele, solo per avere una traccia o un promemoria.

  • EVENTI PARTICOLARI DELLA GUERRA E/O DELLA RESISTENZA (Chiedete, per esempio,  di quel fatto dei sanvitesi intrappolati nel palazzo Coni -attuale Conad- che dovevano saltare in aria con l’edificio-/ casi di partigiani/ loro rifugi/ prigionia o ucciione di qualcuno di essi/ azioni di rappresaglia tedesca a San Vito o nelle campagne vicine/ eventi legati al ventennio fascista/ ricordi del bombardamento, etc…);
  • ORGANIZZAZIONE CIVILE E SOCIALE (dove vivevano durante la guerra/ dove furono sfollati/ cosa ricordano del bombardamento/ mercato nero -nell’edificio dell’attuale Istituto Agrario-/ tessera fascista per comprare i viveri/ le parate fasciste etc…);
  • LA STRUTTURA DEL TERRITORIO (i posti di blocco tedeschi/ gli ospedali di guerra/ i quartier generali/ le zone di rifugio/ i luoghi di riparo per i partigiani locali/etc…)
  • VITA MILITARE DEGLI UOMINI (l’arrivo della cartolina/ la spedizione in Russia, o in Libia, o in Grecia, o in Albania, o al fronte austriaco/ le condizioni di vita in trincea/ l’eventuale prigionia/ il morale delle truppe/ i sentimenti al fronte/ le difficoltà fisiche, igieniche in guerra/ i lutti/ le diserzioni/ le paure/ la posta/ il rancio…);
  • L’ALIMENTAZIONE E LA VITA DOMESTICA (il difficile sopravvivere/ la cucina degli scarti e degli avanzi/ la pizza gialla e altri cibi poveri/ il pane in casa/ il lavatoio /la mancanza di acqua in casa/ la denutrizione/ etc…);
  • L’ABBIGLIAMENTO  E L’EDUCAZIONE (i calzoni corti dei ragazzi/ i “pantaloni” dell’uomo di casa/ il vestiario femminile/ le acconciature delle donne -la cipolla o i capelli alla vergine-/ la scuola e i metodi di insegnamento/la rigidità dell’educazione familare,  etc…);
  • I GIOCHI DI UNA VOLTA (i giochi con gli ossi di pesca o simili /battimuro/ resta/ tiro della forma del formaggio/ gioco delle “carozze”/ etc…).

Questi sono SOLO ALCUNI degli argomenti di cui vi potrebbero parlare i vostri nonni. Armatevi di un buona telecamera, che disporrete fissa e ad una distanza tale da poter comunque sempre inquadrare il soggetto anche se si sposta, senza doverla tarare di volta in volta. Immagino che molti di voi, giustamente, non avranno il cavalletto: potete disporre la telecamera su alcuni libri, un po’ in lontananza. Assicuratevi che ci sia un buon microfono, visto che spesso, come è normale che sia, i nonni hanno difetti di pronuncia!

Per concludere, fatemi dire che sono molto contenta di questa iniziativa, a cui tengo particolarmente: che senso ha la scuola se non la caliamo nella nostra vita? A cosa serve la storia sui libri se di essa non ne facciamo il tramite per capire meglio chi e cosa ci sta attorno!

Un grosso abbraccio, intervistatori! Forza! Aspetto vostre notizie!

La prof

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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4 risposte a Territorio è Legalità: la memoria del passato_IIIA

  1. Nicola Frenza ha detto:

    Ciao a tutti. Sono Nicola. Mi scuso per il ritardo con il quale vi scrivo ma gli impegni sono molti.

    Vi anticipo solo che il 15 p.v. sarà a Milano per un incontro nazionale sulle energie rinnovabili e parlerò di voi!

    Vi abbraccio con affetto.

    A presto.

    Nicola

    P.S.
    Un saluto alla prof..

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