Territorio è Legalità: intervista a Marcello Pasquali_Chiara Bianchi IIIA

Una nuova video intervista, ad opera di Chiara Bianchi. Ad essere intervistato è Marcello Pasquali, che ci parla soprattutto della vita quotidiana di un tempo e delle sue difficoltà:


Marcello ci racconta dei grandi sacrifici fatti dalle mamme in tempo di guerra, soprattutto per sfamare i figli. Alimento base era la “pizza“, ricavata dall’impasto di farina di granturco, acqua e sale, cotta al fuoco. Alimento molto semplice, tuttavia abbastanza nutriente. Ovviamente, prima occorreva recarsi alla fontana a prendere l’acqua necessaria. Le fontane disponibili erano Le Tre Cannelle (oggi chiamate “Tre Fontane”), ‘A Sorgente, dove si usava far abbeverare i muli, e la Fonte Canale. Per raccogliere l’acqua si usava ‘a cupella, un recipiente di legno, che poteva contenere 5/6 litri. Una volta raccolta l’acqua e impastata la farina, si cuoceva su una pietra tufacea (a tivera), messa a surriscaldare su un tre piedi con della brace sotto. Una volta abbrustolita, si tagliava a metà e si riempiva colle cose più bone pe nui: l’erbe campagnole.

Mangiare le fettuccine all’uovo era un evento raro: si cucinavano due, tre volte l’anno, in occasione delle ricorrenze.

Marcello ci racconta poi delle scuole sanvitesi: l’asilo era delle suore e si trovava a Via del Canale (oggi Via De Mattias, quella che costeggia la Chiesa di San Rocco; oggi l’edificio che ospitava la scuola è sede degli ambulatori e della Croce Rossa). L’asilo iniziava a 4 anni e l’attività principale era quella della prescrittura,  dei bastoncelli e dei cerchietti.

Svolto in grande semplicità era l’accudimento dei figli. I bambini venivano lavati in grosse tinozze di latta (bagnarole), con la stessa acqua, per cui i bambini più piccoli venivano lavati per primi e quelli più grandi, più sporchi, per ultimi.

Della guerra, Marcello ci racconta della chiamata alle armi del 1942, quando anche i paesi furono chiamati a dare uomini per “difendere la patria e conquistare l’impero“. La classe 1925 fu l’ultima convocata, ragion per cui Marcello, classe 1926, scampò per miracolo alla guerra. Si accenna brevemente, inoltre, al bombardamento di Colleferro, dove si producevano munizioni.

Grazie Chiara, grazie Marcello!

(pubblicato con il consenso dell’interessato)

La prof

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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