Territorio è Legalità: intervista a Cenci Mariano e Paoliani Renato _ Federico Paoliani IIIA

Progetto
Intervista a Marcello Pasquali_Chiara Bianchi
Intervista a Renzo Cianfriglia_Giulia Rossi
Intervista a Marisa Rossi e Giovanni Colaneri_Giacomo Colaneri

Ancora un’intervista, stavolta duplice, a cura di Federico Paoliani, che intervista i due nonni Mariano Cenci e Renato Paoliani:

Mariano, dopo aver raccontato un po’ di ricordi personali, riguardanti le difficoltà a trovare il lavoro, ci parla della vita quotidiana e della scarsità di cibo, soprattutto dopo la guerra, quando anche un “torsolo e broccolo” era sufficiente a saziare la fame. Anche i giochi erano molto semplici: tresordi (giocato coi bottoni), battimuru, alla signora e alla locca (giocati con i gusci delle noci), carriarmati realizzati con i rocchetti di legno del cotone. Mariano ricorda anche i lavori agricoli( pulì e rive, serementà) e le notti trascorse in campagna.

Anche Renato ci racconta delle difficoltà di trovare il cibo durante la guerra: per “remmedià” qualcosa, qualcuno andò a Valmontone, dove stavano gli americani. La tessera fascista garantiva, infatti, poco cibo (“Cinque lire tenivi e cinque lire te deno“). Del bombardamento americano, Renato ricorda la paura, il continuo passare degli arei in cielo. Racconta anche di un fatto particolare: l’uccisione, alla Villa, di cavalli da parte degli stessi americani, per poterne mangiare la carne.  Toccante il ricordo sull’armistizio dell’8 settembre: all’annuncio della firma, in molti gioirono e dissero a Don Augusto Zazza, l’allora parroco di San Vito, “E’ finita la guerra!”, ma lui rispose: “No, la guerra comincia adesso, perché i tedeschi stanno tutti qua!“: e infatti “a guera è durata atri du anni“… Renato ricorda diverse bombe cadute in territorio sanvitese: una a Pentima, una, inesplosa, sempre nei dintorni, un’altra alle Prata e un’altra infine a Capranica.
Intanto la povertà si faceva sentire e si aveva sì e no un paio di scarpe ciascuno (e spesso si finiva per mettersi per sbaglio l’uno le scarpe dell’altro) e si dormiva in due nello stesso letto singolo (“chi abballe e chi ammonte“).

Alla prossima videointervista!

La prof

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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