Territorio è Legalità: incontro con LIBERA Colleferro

Si è svolto oggi l’incontro con LIBERA Colleferro, presidio di zona dell’associazione nazionale LIBERA, facente capo a Don Ciotti, sacerdote da sempre in prima linea nella lotta antimafia. All’incontro hanno partecipato le classi IA, IIIA e IIIB (le altre classi della secondaria prenderanno parte ad un secondo incontro).

Roberta e Eva hanno incontrato i ragazzi, presentando dapprima il loro presidio e l’associazione nazionale, infine l’impegno che da diversi anni LIBERA attua nella riconversione dei beni confiscati alla mafia in luoghi ed attività legali e apportatrici di bene (-essere) alla comunità. Sulla scia di Don Ciotti, molti giovani, infatti, da anni stanno contrastando la mentalità  distorta e malavitosa della mafia rigenerando luoghi e ambienti in nome della legalità. Eva e Roberta, da qualche tempo, infatti, sono volontarie nel campo di  Borgo Montello (LT), come tanti altri ragazzi dei campi che, d’estate (ma non solo) seguono i campi di E!State Liberi:

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Beni confiscati (Fonte: Libera.it)

Beni confiscati (Fonte: Libera.it)

Eva e Roberta ci hanno quindi parlato della triste storia di Borgo Montello, che ha, purtroppo, diversi punti di contatto con la triste storia di Colleferro (che i ragazzi stanno studiando): all’interno di un terreno controllato da capizona parenti e affiliati di Carmine Schiavone (il pentito delle tristissime dichiarazioni sulla Terra dei Fuochi), per anni (a partire dal 1987-8) la camorra ha sversato illegalmente rifiuti tossici, scarti di medicinali e scorie nucleari, il tutto interrato in fusti, ora deterioratisi e causa di avvelenamento di terreni e falde acquifere:

La situazione attuale a Borgo Montello e il racconto dello sversamento notturno di rifiuti illegali nella discarica:

Borgo Montello, negli anni ’80, venne scelto come luogo di smaltimento illegale di rifiuti da parte della camorra, fin quando il parroco della zona, Don Cesare Boschin non si accorse di qualcosa che non andava…

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Don Cesare, anziano parroco, da sempre attento alle esigenze dei suoi parrocchiani, soffriva di insonnia, per cui di notte facilmente restava sveglio: fu così che si accorse dello strano traffico notturno di camion nella discarica antistante la sua canonica: un via vai continuo, gran rumore di cancelli che si aprivano e chiudevano. Don Cesare, che oltre che di insonnia, “soffriva” anche di curiosità e attenzione al prossimo, cominciò a chiedere, osservare, informarsi, direttamente a Roma, bypassando l’amministrazione locale.

Fin quando, la mattina del 30 aprile 1995, la perpetua lo trovò incaprettato nel letto, con polsi legati, nastro sulla bocca e intorno al collo, mascella fratturata e un asciugamano insanguinato a i piedi: la chiara firma della camorra per i cosidetti “infami”.

  Qui alcuni articoli per approfondire la sua storia:L’ombra della camorra sull’omicidio Boschin

Don Cesare Boschin, vittima dell’ecomafia

Don Boschin, eroe dimenticato

Qui di seguito il video visto insieme, con il racconto di chi per prima vide il cadavere e con il ricordo di Don Ciotti , subito dopo l’omicidio:

Infine il racconto della vicenda al Tg3:

Vorrei concludere il post, ricordando le stesse parole usate da Don Ciotti per commemorare Boschi, parole lette e commentate con i ragazzi:

“C’è bisogno di giustizia e verità. Non c’è giustizia se non c’è verità. La morte di Boschin merità da ciascuno un gesto di responsabilità per risalire alla verità. Credo che sia testimone di giustizia …martire di giustizia “.

Ragazzi, fate vostre questa storia e queste parole: starà a voi applicarle nel mondo a venire.

—————-

Desidero fortemente ringraziare l’Associazione Culturale GruppoLogos nella persona della prof.ssa Marisa Tola per la grande sensibilità e attenzione che da sempre dimostra per la difesa e il rispetto del territorio, nonché le volontarie Eva e Roberta di LIBERA Colleferro per aver risposto alla nostra richiesta di sensibilizzazione sulle tematiche della mafia e della tutela dell’ambiente.

La prof

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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2 risposte a Territorio è Legalità: incontro con LIBERA Colleferro

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