Territorio è Legalità: Recupero della memoria storica_Settant’anni dopo_Alberto Cinti

Il bando “Settant’anni dopo” e le interviste

Seconda intervista ad Alberto Cinti, nonno di Roberta Gentili. Argomento di questa seconda intervista è la liberazione del territorio di San Vito da parte degli angloamericani.

 

La Liberazione. Venticinque Aprile 1945. Alberto Cinti ricorda…

 

Roberta: -”Parlami della liberazione,quando gli Americani compirono il cosidetto sbarco ad Anzio..”-

Alberto: -”Fu liberata l’Italia dai tedeschi per mezzo dello sbarco degli Americani a Nettuno-Anzio. Certo che ci furono tanti morti, tanta gente subì delle gravi conseguenze fisiche e materiali. C’era un subbuglio di idee diverse. I tedeschi inoltre erano ancora più arrabbiati, perchè ormai avevano perso la guerra. L’America con le forze alleate tra cui Inghilterra, Francia ed altre nazioni ”braccarono” i tedeschi,che dovevano per forza cedere i terreni in base a dove si trovavano.”

Roberta:-”lo sbarco di Anzio è stato significativo per S.Vito?”

Alberto:-”Certo. Se non era per lo sbarco, S.Vito era diventato un cimitero, perchè qua c’era il fronte tedesco,che si trovava in una linea chiamata ”Valle della Morte”. Quindi gli Americani hanno riportato la luce, costringendo i tedeschi alla fuga. Ma questo sbarco fu significativo non solo per S.Vito,ma per tutta l’Italia in generale. Fu una svolta significativa,una vera fortuna, altrimenti noi Italiani avremmo subito delle conseguenze fisiche importanti, ci avrebbero menato di sicuro, ”ci ficeno come lo sapone”.

Roberta:-”Parla dei tedeschi in ritirata dopo lo sbarco a S.Vito”.

Alberto:-”Ma lo sbarco lo hanno fatto ad Anzio, e i tedeschi stavano nell’entroterra e furono come pedinati dagli Americani, e dato che non c’era più nessuna via di scampo e avendo perso una Guerra Mondiale, non poterono fare altro che scappare. Quindi i soldati Americani si sono concentrati soprattutto a Roma, qui a S.vito non potevano arrivarci, perchè sia i tedeschi in ritirata, sia gli Americani per liberare, avevano distrutto tutte le strade. Giusto dopo la liberazione, qualcuno riuscì ad arrivare qui.”

Roberta:-”Quindi a S.Vito era bombardato?”

Alberto:-”Si,specialmente le strade. Era un continuo bombardare, notte e giorno.”

Roberta:-”Dove avvenivano questi bombardamenti?”

Alberto:-”Specialmente dalla parte di Bellegra, sulla Via Romana. A Bellegra c’era un fronte ed era sempre pieno di bombe che scoppiavano. Poi la notte era bello,era tutto illuminato,perchè gli Americani lanciavano dei razzi nel cielo, come quando si spara di notte nel mare per far vedere il pericolo. In cielo era sempre giorno, come la mattina, si vedeva come se ci stesse il sole. Gli Americani appunto, per scacciare via i Tedeschi che occuparono il territorio Italiano, fecero più danni dei Tedeschi stessi.”

Roberta:-”E cosa hanno fatto?”

Alberto:-”Oltre alla guerra normale, a terra, gli Americani fecero moltissimi bombardamenti aerei. Infatti non avevano un obbiettivo preciso e quindi bombardavano a caso, basta che vedevano una baracca, una casetta in campagna e buttavano bombe di oltre 300 quintali di tritolo.”

Roberta:-”Quindi anche se era una casetta di Italiani?”

Alberto:-”Qualsiasi. Ci poteva essere chiunque. Hanno ucciso anche la nonna di Alberto. Lei stava in una baracca di campagna a Morano a lavare i panni, passarono degli apparecchi zeppi di tritolo e buttarono giù una bomba di 400 chili. Avevano sbagliato la linea, non avendo un obbiettivo, e tirarono giù bombe “a chi coglio coglio. Cioè è un conto se ho un obbiettivo e miro ad esso, un conto se al contrario, come gli Americani tiravano a caso.

Roberta:-”E voi durante la ritirata e i bombardamenti dove stavate nascosti?”

Alberto:-”Eh, sotto alle spine, dei cespugli un pò più nascosti, sotto alle pietre, sotto a delle specie di ricoveri fatti a mano.”

Roberta:-” In mezzo alle campagne quindi, non stavate al paese?”

Alberto:-”Se, al paese. E come facevi? Primo te ammazzavano i Tedeschi, pieni di vendetta, e poi gli Americani, perchè avevano sbagliato linea e l’avevano presa alla rovescio, bombardando la zona sbagliata.”

Roberta:-”E come facevate a stare li, chi ve lo portava il cibo?”

Alberto:-”Non avevamo niente! E chi te lo dava il cibo? Dovevi stare zitto. Se per terra trovavamo per terra qualche erba commestibile,dovevamo ritenerci fortunati!”

Roberta:-”Avevate il terrore che i Tedeschi in fuga sarebbero venuti nelle campagne e avessero scovato il vostro nascondiglio?”

Alberto:-”No, non avevamo paura perche non avevano tempo per venire là. Erano troppo impegnati a scappare. Io personalmente non sono stato scovato perché dove ero io non sono passati e non posso dire con esattezza le conseguenze di quelli scoperti. Però è stata una guerra massacrante. Il danno più forte è stato degli Americani.”

Roberta:-”Hanno fatto più danni gli Americani per liberare,perciò?”

Alberto:-”Esatto,con i bombardamenti.”

Roberta:-”Quindi la Liberazione è stata positiva ma con qualche sfumature in negativo?”

Alberto:-”Si,è stato un aiuto e una perdita, perchè quando cadevano le bombe portavano distruzione ovunque. Una bomba lanciata e non esplosa dovrebbe stare ancora su a Pentima. Erano alte quasi metà di un uomo normale e potevano contenere fino a 500\600 chili di tritolo.”

Roberta:-”Quindi,in conclusione, gli Americani,fisicamente, a S.Vito non ci sono stati?

Alberto:-”No. Sono arrivati dopo essere stati a Roma e dopo averla liberata si sono allargati nei dintorni. Erano presenti soprattutto con gli aerei. Mi ricordo quando ero ragazzo che il cielo era sempre coperto di aerei, sembravano stormi di uccelli. Ne sbucavano 30 di là, 40 di là, invadevano il cielo praticamente. Ce ne erano tantissimi, perchè gli Stati Uniti non erano teatro di guerra, quindi l’America poteva mandare oltre 2000 apparecchi ogni secondo.

La liberazione quindi ha si liberato l’Italia dall’invasione tedesca, ma ne ha distrutta tantissima. Il danno degli Americani è stato un danno anche forse superiore a quello fatto dai tedeschi.”

 

A cura di Roberta Gentili.

 

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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