IA: Accoglienza_Benvenuti!

-Buooongiooornooo! [da leggere con l’abituale cantilena mattutina e con il sottofondo di sedie che stridono sul pavimento 😉 ]

Buongiorno ragazzi!

E benvenuti in prima media e sul vostro blog! 😉 Eccoci qui, con il primo vostro post, che racconta…come ci siamo conosciuti 😉

A voi, ragazzi, le foto-ricordo; agli Arringolettori, l’attività di accoglienza svolta.

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Abbiamo cominciato a conoscerci attraverso…l’ALBERO DELLA CLASSE 😉

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L’albero aveva 4 rami: COSA SO FARE; COSA VORREI FARE; COSA MI DA’ PENSIERO, COSA DICONO DI ME.

L’astrazione richiesta per svolgere l’esercizio è stata mediata dal “COSA”: gli alunni hanno così oggettivizzato il carattere, le paure, le proprie aspettative.

Le foglie dell’albero sono state realizzate attraverso ricalco delle mani: su ciascun dito, una risposta alla domanda del ramo. Ogni “foglia” è stata realizzata all’interno di una attività mirata.

1) Prima di avviare l’attività sul COSA SO FARE, abbiamo letto “Il filo inutile“, di Bruno Ferrero (da I fiori semplicemente fioriscono):

C’era una volta un filo di cotone che si sentiva inutile. “Sono troppo debole per fare una corda” si lamentava. “E sono troppo corto per fare una maglietta. Sono troppo sgraziato per un arazzo e non servo neppure per un ricamo da quattro soldi. Sono scolorito e ho le doppie punte…Ah, se fossi un filo d’oro, ornerei una stola, starei sulle spalle di un prelato! Non servo proprio a niente! Nessuno ha bisogno di me. Non piaccio a nessuno, neanche a me stesso!”.
Si raggomitolava sulla sua poltrona, ascoltava musica triste e se ne stava sempre solo soletto.
Lo udì un giorno un mucchietto di cera e gli disse: “Non ti abbattere in questo modo, piccolo filo di cotone. Ho un’idea: facciamo qualcosa noi due, insieme! Certo non possiamo diventare un cero da altare o da salotto: tu sei troppo corto e io sono una quantità troppo scarsa. Possiamo diventare un lumino, e donare un pò di calore e un pò di luce. E’ meglio illuminare e scaldare un pò piuttosto che stare nel buio a brontolare”.
Il filo di cotone accettò di buon grado.
Unito alla cera divenne un lumino, brillò nell’oscurità ed emanò calore. E fu felice.

E’ seguita discussione e poi realizzazione e socializzazione della prima foglia.

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2) Per introdurre il COSA VORREI FARE, abbiamo letto un passo del celebre discorso di Martin Luther King, pronunciato 6 mesi prima di essere assassinato (inserisco solo un estratto di quello letto in classe):

Quando scoprirai quel che vuoi essere nella tua vita,
fa in modo di farlo come se l’Onnipotente t’avesse chiamato
in questo particolare momento della storia per farlo.
Non far soltanto in modo di fare un buon lavoro.
Fa in modo di fare un tale lavoro che i viventi, i trapassati
e i non ancora nati non possano far di meglio.

Se ti capita in sorte d’essere uno spazzino,
spazza le strade come Michelangelo dipingeva quadri,
spazza le strade come Beethoven componeva musica,
spazza le strade come Leontyne Price cantava all’opera,
spazza le strade come Shakespeare scriveva poemi.
Spazza le strade cosi’ bene che tutti in Paradiso e in terra
debbano fare una pausa e dire:
Qui visse un grande spazzino che fece davvero bene il suo lavoro.

<<Se non puoi essere un pino sulla cima della collina,
sii una saggina nella valle,
ma sii la migliore piccola saggina
sul crinale della collina.

Se non puoi essere un albero,
sii un cespuglio.
Se non puoi essere una via maestra
sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole,
sii una stella. >> (D. Mallok)

Perche’ non e’ per via delle dimensioni
che si ha successo o si fallisce.
Sii il meglio di qualsiasi cosa tu sia. (Martin Luther King, 1967)

E dopo commento del brano, i ragazzi hanno completato la seconda foglia.

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3) Per il ramo COSA MI DA’ PENSIERO, abbiamo letto “Ventosa la lumaca paurosa” di Ilaria Monaldo (qui il testo), tratto da Le fiabe per affrontare ansie e paure. Un aiuto per grandi e piccini, Franco Angelo Editore. Anche in questo caso, è seguita socializzazione delle ansie e dei timori e realizzazione della foglia.

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4) L’ultima foglia, quella riguardante il COSA DICONO DI ME, è stata svolta dai genitori a casa, in modo tale che i ragazzi confrontassero la propria idea di sé con quella data dai genitori, i quali erano chiamati a indicare 5 pregi del proprio figlio. Per qualche ragazzo è stato bello sentire lodi e non rimproveri 😉

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Abbiamo infine raccolto le preferenze di studio e le abbiamo organizzate in un istogramma: i ragazzi hanno completato il cartellone, esprimendo i “lati belli” e i “lati brutti” di ciascuna disciplina. Questo mi ha permesso di avere un’idea delle aspettative e delle paure legate allo studio della mia disciplina. Ecco il lavoro svolto:

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A presto!

La prof

 

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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2 risposte a IA: Accoglienza_Benvenuti!

  1. edy ha detto:

    Assolutamente grandioso!
    Fortunati ragazzi…approfittate della vostra proff e studiate per realizzare i VOSTRI sogni

  2. Pingback: IA: Accoglienza: Lo scrigno dei talenti | Arringo

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