IIIA: La giovinezza e la primavera: Leopardi, Lorenzo de’ Medici, Eliott, Merini, Botticelli, Manfredi, Klimt

Parlare di Giacomo Leopardi mi emoziona sempre tanto: entrare, raccontare la sua vita tormentata e implosa quasi mi commuove. Si entra in punta di piedi in un animo così grande.

Peri aiutarvi ad entrare nel mondo di Giacomo, a respirare il suo respiro e vivere al sua vita, vi indico qui alcuni materiali, oltre quelli visti a scuola.

La sua casa, i suoi scritti, i suoi giocattoli (riconoscerete Piazza Sabato del Villaggio):

La discendente Olimpia Leopardi ci mostra l’interno della casa e ci parla di lui (ricordo con grande emozione quando visitai quelle stanze con tutti quei libri…Nel video si vedono sullo sfondo):

Chi era Leopardi:

Qui un video sui genitori di Giacomo e sul rapporto che il poeta ebbe con loro:

La lettura della poesia “Il sabato del villaggio” ci permette di addentrarci così nella vita di questo giovane poeta, che vede, quasi letteralmente scorrere la vita dalla finestra:

Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia […]

Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.

Un invito amoroso e accorato al garzoncello (e ancor più a se stesso) a non sciupare inutilmente la stagione più bella, un invito misurato a gioire il giusto della spensieratezza, del futuro che lui stesso non riesce a vedere per sé. Una poesia impressionistica, fatta di pennellate affettuose (donzelletta, vecchierella, garzoncel ), di quadretti paesani così familiari anche a noi: la vita quotidiana raccontata con brevi colpi di pennello…Come ha detto il mio alunno Leonardo Cianfriglia dopo l’analisi della poesia, parafrasando Monet, “Il sabato del villaggio” potrebbe chiamarsi  tranquillamente “Impressioni al tramontar del sole”: null’affanno, solo una velata malinconia qua e là, come ad ogni tramonto, che non mina comunque la serenità del quadro.

Eppure sentiamo già la sofferenza implosa di un giovane Leopardi che vede vivere la vita, senza riuscire a prenderne parte…

La Primavera, da sempre, è stata vista da poeti e artisti come metafora di giovinezza, spensieratezza, allegria, giovinezza, come personificazione di un invito a cogliere i più bei fiori della vita, prima che l’estate li cominci a portar via.

Leggete e guardate un po’:

Attività:

-dopo il commento al testo leopardiano, elaborare una tabella a più entrate e individuare somiglianze e differenze tra “Il sabato del villaggio” e i testi e i quadri proposti.

Buon lavoro, giacomini miei 😉

La prof

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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3 risposte a IIIA: La giovinezza e la primavera: Leopardi, Lorenzo de’ Medici, Eliott, Merini, Botticelli, Manfredi, Klimt

  1. Mimmo ha detto:

    Ogni volta che leggo qualcosa pubblicata dalla prof.ssa Cristina Galizia sul blog di Arringo, più penso a voi ragazzi suoi alunni, ai vostri genitori ed alla grande fortuna che avete avuto.
    Non avete davanti solamente una brava insegnante, ma anche una persona – che amando il suo lavoro – vi trasmette non solo semplici conoscenze e competenze, ma anche e soprattutto quell’amore per questo mestiere che è “l’insegnante”.
    Fatene tesoro, non solo per questo tempo che vi vede seduti tra i banchi della vostra classe, quanto e soprattutto per il resto della vostra vita.
    Buon lavoro.

    • Cristina Galizia ha detto:

      Mimmo…sono davvero e sinceramente senza parole! Ti ringrazio immensamente per queste bellissime parole, anche se a loro confronto mi sento davvero piccola…Spero solo che ai miei alunni resti il piacere della conoscenza e la curiosità: sarebbe una ricompensa infinita vederli appassionati nel tempo. A me il compito di seminare: possano veder loro i frutti.
      Un abbraccio, grande e generoso Mimmo!

  2. soudaz ha detto:

    L’ha ribloggato su Il Blog di Tino Soudaz 2.0 ( un pochino)e ha commentato:
    Un bel lavoro su Giacomo Leopardi

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