IIA: Persone e popoli in viaggio_Nausicaa e Odisseo: il dovere di ospitare lo straniero

Persone e popoli in viaggio

Continua il percorso di lettura dell’Odissea, come pre-testo di lettura dell’attualità. Da un po’ in IIA abbiamo fatto anche noi…l’incontro con Nausicaa: siamo sbarcati anche noi, come Odisseo, nell’isola dei Feaci. Odisseo, dopo la tempesta che lo ha colto lungo il tragitto, arriva all’isola completamente nudo: la scena, censurata nelle Odissee degli anni ’40, in realtà, non ha nulla di imbarazzante. Omero non vuole aggiungere nulla di piccante al racconto, anzi, vuole stimolare una riflessione profonda, usando un’immagine forte. Odisseo è nudo perché ha bisogno di tutto: non ha nulla neanche per coprirsi, è in terra straniera, non conosce nessuno, non sa di cosa nutrirsi. La sua è una nudità totale, un estremo bisogno di tutto. Odisseo è lo straniero bisognoso. Le fanciulle, a vedere un uomo nudo, e per giunta conciato male, uscire da dietro un cespuglio, scappano intimorite: esse rappresentano la reazione immediata di fronte allo straniero (strano, extraneo, che è diverso, che viene da fuori), la paura. Solo Nausicaa, confortata da Atena, resta, sebbene a distanza preventiva, ad ascoltare lo straniero. Lei diviene l’immagine dell’ospitalità, del dovere dell’accoglienza, dell’aiuto affatto irrazionali: lei attende, conosce, misura parole e gesti, dopo di che dispone il soccorso verso quell’uomo bisognoso:

Ma perché è importante leggere Nausicaa e Odisseo Oggi? Cosa possono insegnarci? Hanno qualcosa da dirci, oggi che persone e popoli sono in viaggio?

Abbiamo iniziato la riflessione attraverso l’ascolto e il commento del testo di questa canzone, facendo il confronto con il testo omerico:
http://www.arcoiris.tv/embed.php?l=1&st=it&lid=12622

In ogni posto sei uno straniero
se non lo senti nelle gambe che appartieni al
mondo intero
ed ogni posto è la tua casa
se quel che lasci indietro è poca cosa
se nella tua valigia metti poco il viaggio
sembrerà un po’ più leggero, ma…
la mia valigia non può essere leggera,
perché dentro c’è la mia vita intera

Qualcuno ha detto che la meta si fa
viaggiando
ma in questa barca, per questo mare scuro
io so già, dove sto andando
tra facce sconosciute e ostili
a mendicare un posto in purgatorio
senza sapere se quel che cerco
è un po’ di meno di quello che trovo

Viaggiatore senza meta
la meta si fa viaggiando
ma in questa barca, per questo mare scuro
io so già dove sto andando
viaggiatore senza meta
la meta si fa viaggiando
ma in questa barca, per questo mare scuro
io so già dove sto andando

Abbiamo poi aggiunto queste poesie alla nostra riflessione, cercando sempre punti di contatto o differenze con l’Odissea:

GIANNI RODARI – IL TRENO DEGLI EMIGRANTI
Non è grossa, non è pesante
la valigia dell’emigrante…
C’è un po’ di terra del mio villaggio,
per non restar solo in viaggio…
un vestito, un pane, un frutto
e questo è tutto.
Ma il cuore no, non l’ho portato:
nella valigia non c’è entrato.
Troppa pena aveva a partire,
oltre il mare non vuole venire.
Lui resta, fedele come un cane.
nella terra che non mi dà pane:
un piccolo campo, proprio lassù…
Ma il treno corre: non si vede più.

GIROVAGO, GIUSEPPE UNGARETTI

In nessuna
parte
di terra
mi posso
accasare

A ogni
nuovo
clima
che incontro
mi trovo
languente
che
una volta
già gli ero stato
assuefatto

E me ne stacco sempre
straniero

Nascendo
tornato da epoche troppo
vissute

Godere un solo
minuto di vita
iniziale

Cerco un paese
innocente

SILENZIO, GIUSEPPE UNGARETTI
Conosco una città
che ogni giorno s’empie di sole
e tutto è rapito in quel momento

Me ne sono andato una sera

Nel cuore durava il limio
delle cicale

Dal bastimento
verniciato di bianco
ho visto
la mia città sparire
lasciando
un poco
un abbraccio di lumi nell’aria torbida
sospesi

 

ATTUALIZZAZIONE: E dopo aver riflettuto insieme sull’etimologia di straniero, ogni ragazzo…ha adottato una storia vera di uno straniero dei nostri giorni (da Storie di giovani migranti): Mattia, Daniel, Faiza, Subana…sono stati adottati da ciascun alunno della classe, che ne ha letto la storia ed estratto le caratteristiche salienti.

Quello che ne è venuto fuori è una sorta di identikit dello straniero di tutti i tempi: è mosso dal bisogno, lascia il cuore nella sua terra, non si sente mai a casa, si sente sempre estraneo e fuori luogo, la sua vita dipende da chi lo accoglierà o rifiuterà.

[inserire lavori di scrittura creativa]

Vi lascio con alcuni materiali per approfondire ulteriormente:

Breve quadro storicoL’immigrazione in Italia e Europa

 

Fotografiamo i flussi migratori attualiMappa interattiva delle migrazioni

La prof

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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