IIA: Cantico delle Creature: inno alla vita…con lo sguardo di un ladro

Altre lezioni sul Cantico

Ci avviamo, ragazzi, ad iniziare il viaggio nella nostra letteratura attraverso quello che si può definire l’atto di nascita dei componimenti poetici in lingua volgare: il Cantico delle Creature.

Abbiamo letto e riflettuto su quanto questo Cantico nasconda sofferenza e senso di ribellione al dolore, voglia di vivere che nasce dal desiderio di vincere sul male, desiderio di vedere il bello in ciò che ci circonda e a cui siamo abituati, al punto tale che più non lo apprezziamo. Dopo aver trascorso una notte di grandi sofferenze per il dolore delle piaghe e per il dolore agli occhi, Francesco, che chiede a Dio di morire, capisce che la vita NON E’ ASSENZA DI DOLORE ( e facile ci è venuto il parallelismo con Calipso), ma PARTECIPAZIONE AL CREATO, ALLE SORTI DEL CREATO: come una foglia nasce, cresce e poi si secca, così anche l’uomo, che è fratello del Creato avrà la stessa sorte alla quale nullu homo può skappare. Non è fatalismo, non è rassegnazione razionale, ma com-partecipazione al Creato, il sentirsi tutt’uno con quanto ci circonda CHE CI E’ STATO DONATO AFFINCHE’ NE DISPONESSIMO PER ESSERNE FELICI. La natura del Cantico non è quella falsa e plastificata di Ogigia, ma contempla serenamente TUTTE LE FASI, anche quella del dolore e della sofferenza (si vedano gli ossimori per aere et nubilo et sereno et onne tempo) come fasi di naturale passaggio. Francesco, svegliandosi dalla notte di dolore, non ha affatto dimenticato il dolore, ma HA GUADAGNATO UNO SGUARDO NUOVO SULLE COSE, NE HA COLTO IL SENSO DI DONO E DI BELLEZZA INSITO NELLE PICCOLE GRANDI COSE, IN UN TUTT’UNO CON DIO (tra i tanto materiali citati nelle altre lezioni riportate in alto, vale la pena qui ricordare la canzone Meraviglioso di Modugno).

Nessun uomo ha veramente misurato la vastità del debito verso quel qualsiasi essere che l’ha creato e che lo ha reso capace di chiamarsi qualcosa. Dietro il nostro cervello, per così dire, v’era una vampa o uno scoppio di sorpresa per la nostra stessa esistenza: scopo della vita artistica e spirituale era di scavare questa sommersa alba di meraviglia, cosicché un uomo seduto su una sedia potesse comprendere all’improvviso di essere veramente vivo, ed essere felice. (G.K. Chesterton, Autobiografia).

Chesterton scriveva che l’uomo è vivo solo quando ha la capacità di meravigliarsi in continuazione di quello che ha attorno: scriveva che, per non cadere nella tentazione di dare tutto per scontato e abitudinario occorreva guardare la propria casa e la propria vita con gli occhi …di un ladro bramoso, che spia all’interno e si stupisce della bellezza del mobilio e delle persone. Ecco, QUESTO E’ LO SGUARDO DI FRANCESCO: quello di un uomo, VIVO DI NUOVO, che guarda con sguardo bramoso quello che ha attorno, sollevando il velo e scoprendone la bellezza e l’appartenenza.

Qui di seguito, ragazzi, altri materiali di approfondimento. In primis, il bellissimo approfondimento artistico-letterario svolto dalla prof. Romina Salvati, che permette di cogliere quanto Giotto e Francesco si sentissero parte di un UNO che vive e si manifesta INSIEME al Creato:

Seguono altri spunti. Il primo è recentissimo:

Ezio Bosso, nel recentissimo San Remo

Veniamo ai film. Il primo spezzone è tratto dal film Risvegli, bellissimo film che tratta il delicatissimo tema della dignità della vita e della sofferenza (che vi consiglio di vedere): un malato, ritenuto inguaribile, si risveglia dalla malattia e…:

…O si può citare “Totò e Carolina”, in cui un Totò finanziere si trova a dover distogliere una ragazza dall’idea di farla finita (e lo farà…a modo suo 🙂 ascoltate bene le parole):

…o lo sguardo da ladra di Etty Hillesum, internata nei campi di concentramento!

…o la canzone di Cocciante (o la cover della Pausini), dove tutto ciò che è solito e abitudinario viene visto con sguardo nuovo:

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Prima di avviarci alla scrittura, vi lascio un ultimo materiale, che vorrei che guardaste e sul quale rifletteste (riflettessimo) MOLTO:

Buona riflessione…ragazzi vivi.
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Qui di seguito tutto il percorso di riflessione e scrittura, frutto di questa attività:

CONSEGNA DEI LAVORI QUI.

La prof

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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