TUTTI: Incontro con SILVIA GOLFERA, autrice di C’E’ POSTO PER TUTTI

Oggi, i ragazzi della scuola media hanno incontrato Silvia Golfera, scrittrice e insegnante, autrice di 5608740_222816“C’è posto per tutti”, il libro che i ragazzi hanno letto in classe e a casa. Il libro tratta le storie di una ventina di adolescenti, che frequentano una verosimile IIC. La vita della classe, già complessa per le dinamiche e le storie dei ragazzi, è “sconvolta” da dei furti di materiale scolastico, che innescano dinamiche fino ad allora sotterranee, ma pericolose: la discriminazione e colpevolizzazione degli stranieri, l’esclusione di altri, le accuse gratuite. I ragazzi della IIC raccontano uno spaccato della nostra società, calato nella quotidianità scolastica: un microcosmo dove la colpa è dello straniero perché è straniero e quindi ladro, dove la bambina di colore è una sporca negra, dove i genitori non vogliono che il loro figlio vada in quella classe, dove se si è “normali” si finisce comunque per essere nell’ombra, dove capita che il più forte o l’adulto malmeni il piccolo.

Silvia, da brava insegnante, si è subito resa disponibile al dialogo e al confronto coi ragazzi, rispondendo alle loro domande e alle loro curiosità sul libro, che li ha interessati e incuriositi. Tra le domande:

Come mai hai scritto usando anche parolacce? (questa domanda attanagliava i ragazzi, felici e sconvolti di vederle scritte e non solo dette o sentite :))

Sono storie vere?

A quale personaggio lei è più affezionata?

La storia di Jennifer è vera?

E’ difficile scrivere per ragazzi?

L’autrice ha risposto, raccontando che le storie sono in gran parte vere, tratte dalla sua quotidianità di insegnante, con la sola accortezza di cambiare il nome o qualche aspetto della storia: così Khalid è davvero un bambino a volte aggressivo, con una famiglia violenta alle spalle; Gilfrida è davvero una bambina di colore esclusa ed emarginata per il razzismo soprattutto dei grandi; Jennifer è la trasposizione di un bambino picchiato ed abusato realmente dai suoi familiari. Le storie raccontate sono state tutte molto toccanti e hanno via via suscitato il riso (quando ha raccontato che il vero Khalid ha buttato il registro di classe nel secchione strappando le pagine delle sue note e di fatto incolpandosi facilmente del furto🙂 ) o l’amarezza e la tristezza (quando ha raccontato del bambino picchiato a casa e che a scuola mentiva pur di coprire e giustificare i propri familiari).

I ragazzi hanno partecipato molto attivamente all’incontro con grande curiosità e partecipazione emotiva nei confronti delle storie. Hanno anche prodotto dei lavori che sono stati consegnati all’autrice. Tutte le classi hanno, sebbene in modo diverso, svolto lavori molto simili che ruotavano intorno a due attività: ADOTTO IL PERSONAGGIO e RIFLETTO SUL PERSONAGGIO.

La prima attività aveva lo scopo di far ripercorrere all’alunno la storia del personaggio scelto, fargli sfogliare il capitolo del romanzo dedicato al personaggio scelto, fargli notare le cause del suo comportamento giusto o sbagliato, entrare nella storia e nella psicologia del personaggio. Nella scheda “Adotto il personaggio” sono state poste queste domande:

  • Chi è? Quale è in breve la sua storia?
  • Come è fisicamente? (se determinante per la sua storia)
  • Come è caratterialmente?
  • Come si comporta con gli altri e come gli altri si comportano con lui/lei?
  • Scegli un passo significativo del capitolo dedicato a questo personaggio.

La seconda attività è stata quella di (meta)riflessione: ai ragazzi è stato chiesto di riflettere sul quel personaggio, capirne le azioni, rispecchiarsi in lui/lei sia in positivo che in negativo, estrapolare un insegnamento per sé. Lo scopo di questa seconda attività era quella di far riflettere in realtà su di essi attraverso il pre-testo del personaggio, individuando in loro stessi gli aspetti positivi o critici della propria personalità attraverso la riflessione su una persona-altra. Le domande poste sono state:

  • Come giudichi il suo comportamento? Perché?
  • Mi somiglia un po’? Perché?
  • Vorrei essere come lui/lei? Perché?

Alcuni ragazzi hanno anche…riscritto a modo loro i finali delle varie storie. Hanno adottato anche loro un singolo personaggio ed hanno proseguito la storia, inventando, in base al proprio sentire, un finale o prosieguo diverso.

Come era facile prevedere, gli alunni hanno scelto il personaggio nel quale, per somiglianza, autostima o contrasto, si sentono più vicini e nella fase di riflessione hanno scritto in realtà di loro stessi.  Leggendo i loro elaborati, alcune frasi in particolari hanno permesso di leggere come i miei alunni percepiscono loro stessi, come si sentono “giudicati” dagli altri, quale rapporto hanno col mondo degli adulti. I loro elaborati hanno permesso di LEGGERE i loro pensieri più profondi su se stessi e sugli altri.

I ragazzi di IIIA hanno anche prodotto un cartellone simbolico contro il bullismo e Giorgia Bruschini lo ha trasformato in una video-riflessione:

Silvia Golfera ha rivolto a tutti i suoi complimenti per i lavori svolti, prendendosi l’impegno di leggerli, farci sapere le sue impressioni e riusare i materiali nei prossimi incontri coi ragazzi.

Grazie Silvia per questa opportunità e grazie ragazzi!

La prof

Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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