IIA: Poesie di viaggio…ma non solo!

Da un po’ di tempo, sebbene le interruzioni scolastiche ci abbiano fatto perdere un po’ il filo , in IIA leggiamo poesie legate al viaggio, preparandoci alla prossima attività del progetto Bibliotake: le recensioni grafiche di poesie e romanzi.

  1. La prima poesia che abbiamo letto è Itaca di Kavafis, che qui vi metto in video (e vi chiedo di riascoltarla):

 

Abbiamo riflettuto insieme che questa poesia rappresenta il viaggio della vita e l’importanza di avere una meta a cui giungere, una meta che è importante soprattutto per il cammino che ci fa compiere per raggiungerla. Abbiamo ragionato su quale fosse la nostra meta (Vittorio vuole diventare calciatore, Azzurra una ballerina…) e quanto essa ci spinga ad andare avanti (andando agli allenamenti quando siamo stanchi, facendo esercizi anche quando non ci va…). Ecco allora che la meta non è poi più così importante: quello che conta di più è lo sforzo che noi facciamo per arrivarci, uno sforzo che ci fa crescere, maturare, lottare contro i nostri mostri interiori, in nostri Ciclopi e Lestrigoni.

Questa poesia assomiglia molto alla canzone di Cesare Cremonini, Buon viaggio:

 

Buon viaggio
Che sia un’andata o un ritorno
Che sia una vita o solo un giorno
Che sia per sempre o un secondo
L’incanto sarà godersi un po’ la strada
Amore mio comunque vada
Fai le valigie
E chiudi le luci di casa

Coraggio lasciare tutto indietro e andare
Partire per ricominciare
Non c’è niente di più vero
Di un miraggio
E per quanta strada ancora c’è da fare
Amerai il finale

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Chi ha detto
Che tutto quello che cerchiamo
Non è sul palmo di una mano
E che le stelle puoi guardarle
Solo da lontano

Ti aspetto
Dove la mia città scompare
E l’orizzonte è verticale
Ma nelle foto hai gli occhi rossi
E vieni male

Coraggio lasciare tutto indietro e andare
Partire per ricominciare
Che sei ci pensi siamo solo di passaggio
E per quanta strada ancora c’è da fare
Amerai il finale

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Share the love (x2)

In fondo è solo un mare di parole
E come un pesce puoi nuotare solamente
Quando le onde sono buone
E per quanto sia difficile spiegare
Non è importante dove
Conta solamente andare
Comunque vada
Per quanta strada ancora c’è da fare

2) La seconda poesia letta è quella di Antonio Machado, Tu che sei in viaggio, che avrei piacere di farvi sentire il lingua originale, per far apprezzare la musicalità che si perde in italiano:

da “Come un libro” Loesher

 

A riguardo, abbiamo riflettuto sul fatto che noi siamo la vita che abbiamo percorso, che se ci volgiamo indietro vediamo le nostre orme, quelle che ci hanno fatto arrivare fin dove siamo. Noi siamo le nostre scelte, i bivi che abbiamo percorso, le scelte giuste e quelle sbagliate.

Per questo, abbiamo ascoltato “Strada facendo” di Baglioni, che svolge un tema molto simile. Eccovi sia il video che il testo:

 

Io ed i miei occhi scuri siamo diventati grandi insieme

con l’anima smaniosa a chiedere di un posto che non c’è

tra mille mattini freschi di biciclette

mille e più tramonti dietro i fili del tram

ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me…

Io e i miei cassetti di ricordi e di indirizzi che ho perduto

ho visto visi e voci di chi ho amato prima o poi andar via

e ho respirato un mare sconosciuto nelle ore

larghe e vuote di un’estate di città

accanto alla mia ombra lunga di malinconia…

Io e le mie tante sere chiuse come chiudere un ombrello

col viso sopra il petto a leggermi i dolori ed i miei guai

ho camminato quelle vie che curvano seguendo il vento

e dentro un senso di inutilità

e fragile e violento mi son detto tu vedrai… vedrai… vedrai…

Strada Facendo vedrai

che non sei più da solo…

Strada Facendo troverai

un gancio in mezzo al cielo…

e sentirai la strada far battere il tuo cuore

vedrai più amore… vedrai...

Io troppo piccolo tra tutta questa gente che c’è al mondo

io che ho sognato sopra un treno che non è partito mai

e ho corso in mezzo a prati bianchi di luna

per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità

e giovane e invecchiato mi son detto tu vedrai… vedrai… vedrai…

Rit.

È una canzone e neanche questa potrà mai cambiar la vita

ma che cos’è che ci fa andare avanti e dire che non è finita

cos’è che ci spezza il cuore tra canzoni e amore

che ci fa cantare e amare sempre più

perché domani sia migliore… perché domani tu…

Abbiamo visto che la canzone di Baglioni assomiglia alla poesia di Machado: il cantante parla di una vita, fatta di errori, persone perse, senso di vuoto, insoddisfazione, ma che vivendo, camminando, “strada facendo” ha trovato poi la sua strada (la verace via, direbbe Dante 🙂 ), amore, sostegno e solo così si è sentito vivo (sentirai la strada far battere il tuo cuore).

3) Da ultimo abbiamo letto la poesia di Gozzano, La più bella, una poesia nella quale si immagina…un’isola Non-trovata, un’isola fatata che rappresenta la magia che noi tutti cerchiamo e speriamo di trovare nella nostra vita, la ricerca che noi tutti facciamo della felicità. Gozzano, che sarà colpito da tubercolosi e morirà a soli 33 anni, fa di questo tema il più forte di tutte le sue poesie.

Questa poesia poesia ha ispirato la famosissima canzone di Edoardo Bennato, “L’Isola che non c’è”:

Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
poi la strada la trovi da te,
porta all’isola che non c’è.

Forse questo ti sembrerà un strano,
ma la ragione ti ha un po’ preso la mano.
Ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un’isola che non c’è.

E a pensarci, che pazzia,
è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa:
non può esistere nella realtà!

Son d’accordo con voi,
non esiste una terra
dove non ci son santi né eroi
e se non ci son ladri,
e se non c’è mai la guerra,
forse è proprio l’isola che non c’è
… che non c’è.

E non è un’invenzione
e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perché
poi la strada la trovi da te.

Son d’accordo con voi,
niente ladri e gendarmi,
ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza,
né soldati, né armi,
forse è proprio l’isola che non c’è
… che non c’è.

Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
non ti puoi sbagliare perché
quella è l’isola che non c’è!

E ti prendono in giro
se continui a cercarla,
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te!

Nella canzone di Bennato, come nella poesia di Gozzano, in modo fantastico si cerca…qualcosa che non c’è: la felicità per Gozzano, un mondo senza guerre e soldati per Bennato. Entrambi sembrano pazzi ad immaginare quest’isola, eppure…come direbbe Kavafis, la meta della felicità e della pace, concederà a tutti un bellissimo viaggio!

—————-

ATTIVITA’:  Ora passiamo alla nostra produzione.

  1. Innanzitutto riflettete:

Cosa è per te il viaggio della vita? Un viaggio verso la meta (come Kavafis), la somma di tante scelte (come Machado), la ricerca della felicità (come Gozzano) o altro ancora? Scrivilo sul un foglio, nella prima colonna di una tabella come quella che vedi qui in basso. Nella seconda colonna, scrivi delle allegorie della tua idea di viaggio: ad esempio, io per la felicità, ho immaginato di concretizzarlo con un fiume, in una nuvola….Nella seconda colonna, inserite degli aggettivi riferiti alla vostra immagine allegorica e nell’ultima colonna inserite delle azioni “svolte” da questi elementi:

tabella di progettazione

tabella di progettazione

2) A questo punto potete cominciare con una prima stesura: cercate di dare forma a questi elementi, decidendo voi gli a capo, eventuali, rime, scegliendo inversioni e figure retoriche che interpretino al meglio il vostro sentire e che facciano immaginare il lettore. Questa è la mia prima bozza:

Prima bozza

Come vedete, ho inserito delle figure retoriche, degli a capo strategici.

3) Potete ora procedere al lavoro di limatura (i latini dicevano labor limae, lavoro di lima): tagliate, modificate, spostate le parti che non vi convincono, togliete le ripetizioni, cambiate le parole, concentrate immagini e parole. Questa è la mia rielaborazione:

Rielaborazione poesia

Rielaborazione

Come vedete, ho tolto le ripetizioni, snellito dei versi, aggiunto altre figure.

4) A questo punto, avete già una stesura definitiva (potreste rielaborarla ancora, modificare ancora qualche altro elemento, come ho fatto io). Ecco la poesia finale:

Poesia finale

Poesia finale

5) Per vedere se il vostro testo funziona, fate anche una vostra analisi del testo, tipo questa:

Analisi della poesia prodotta

Analisi del testo

Adesso…BUON LAVORO!!!

DATE IL MEGLIO!


Ecco i lavori dei ragazzi! Cliccate sulla foto:

Poesie in viaggio: i testi dei ragazzi

Le poesie dei ragazzi

La prof

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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4 risposte a IIA: Poesie di viaggio…ma non solo!

  1. soudaz ha detto:

    L’ha ribloggato su Il Blog di Tino Soudaz 2.0 ( un pochino)e ha commentato:
    Un gran bel lavoro! Complimenti!

  2. Silvia biselli ha detto:

    Lavoto molto interessante, complimenti!

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