IA: Percorso di scrittura_1

Il lavoro di scrittura in IA prosegue ed ormai è entrato nel vivo.

  1. INTRODUZIONE AL LINGUAGGIO FIGURATO

Dopo aver imparato a progettare un testo con lo schema a caselle o con lo schema a ventaglio a seconda delle necessità di scrittura, i ragazzi hanno imparato ad impostare e ad usare le similitudini, quando vogliono far “figurare” il lettore (QUI alcune delle attività riproposte). I ragazzi hanno prodotto tantissime descrizioni, ora loro, ora del compagno, ora di un parente, usando i vari tipi di similitudini e rappresentando poi visivamente i loro Arcimboldo:

2) LE DESCRIZIONI FINALIZZATE

Una volta acquisito lo schema a ventaglio e l’uso della similitudine, siamo passati a finalizzare le descrizioni secondo un preciso “vissuto”/sentimento. Abbiamo “inquadrato” con la nostra “macchina fotografica” una persona arrabbiata e abbiamo visto che descrivere solo l’aspetto fisico non bastava, ma era necessario:

  • descrivere solo alcuni tratti fisici;
  • aggiungerci le azioni.

Qui di seguito una descrizione finalizzata: un papà arrabbiato, visto dal proprio figlio… 😉

Il mio papà, quando si arrabbia, mi spaventa e mi fa sentire come un agnellino indifeso. Il suo sguardo è minaccioso alla stregua di un cielo coperto da nuvoloni grigi e cupo al pari del petrolio. La sua fronte diventa raggrinzita come la carta pesta che si usa per il presepe, per non parlare delle sue sopracciglia, che si curvano a tal punto da sembrare due archi costruiti dagli antichi romani che stanno per crollare. Le sue labbra diventano rigide e serrate a mo’ di una morsa. Sbatte i suoi piedi per terra, come due bacchette del tamburo, impazzite, e alza in alto il suo pugno chiuso quasi come un pugile che sta per sferrare un destro micidiale. Comincia a camminare avanti e indietro, lanciando tutto ciò che gli capita a tiro, come se crollasse la casa e urla a tal punto da far pensare ad una sirena impazzita. Poi accende una sigaretta e espira il fumo, come un vulcano in attività. (A. D.P.)

Per consolidare la tecnica, sono seguiti capovolgimenti di finalizzazione: un papà arrabbiato doveva diventare un papà allegro; una mamma calma, una indaffarata e così via.

3) LE METAFORE

Consolidate le similitudini, abbiamo estremizzato il linguaggio figurato, attraverso la metafora (QUI l’attività riproposta).

Una delle tante attività date

Attraverso i quadri di Rob Gonsalves, i ragazzi hanno acquisito bene l’uso delle metafora ed abbiamo cominciato ad estendere il linguaggio figurato, oltre che alla descrizione delle persone, a quella dei luoghi e degli oggetti, anche attraverso le poesie. I ragazzi hanno prodotto dei testi davvero ben finalizzati. Ne pubblico qui qualcuno:

La sabbia della spiaggia è un tappeto soffice. Le onde sono volti piangenti che dondolano sul bagnasciuga. Le nuvole sono cubetti di ghiaccio che ci rinfrescano. Il sole è un pallone da pallavolo, lanciato troppo in alto per la contentezza.

 

L’albero,

un signore che ci fa ombra

una macchina che produce frutto

un bimbo che vuole stare al sole,

una casa per tanti animali. (E. G.)

 

La nuvola,

Una montagna di ovatta

un bastoncino di zucchero filato

un mimo che cambia aspetto

un iceberg nel blu del cielo. (A. P.)

 

L’acqua

una coperta

di trasparenza.

Nel blu del cielo

teli infiniti

sull’infinito in sé

di mille

e mille

significati (N. P.)

 

L’arcobaleno

Mille colori nel cielo

dormono su mille nuvole

colori intensi

tele per dipingere colorate

colori splendenti (E. P.)

 

Il sole

un girasole

di un giallo cocente

raggi che scottano

nel giallo

fuoco rosso

nello splendido tramonto.

Guardo il cielo di molti

mille colori (N. F.)

 

La luna

una palla

al centro del cielo:

una lampadina

in un frammento di roccia (B.R.)

Alcuni di loro, spontaneamente, hanno riprodotto dei quadri di Gonsalves! Bravissimi!

La prof

 

 

 

 

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Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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