Memoria e territorio: Interviste a Maria Teresa Sallusti

Memoria e territorio

A San Vito c’era l’officina di riparazione degli automezzi che venivano dal fronte“: inizia così la testimonianza di Maria Teresa Sallusti, raccolta dal nipote Filippo Pasquali.

Cosa racconta Maria Teresa del periodo della guerra? Ecco una trascrizione di alcune sue parole:

“I tedeschi venivano per San Vito. Chi era fisso e chi andava e veniva. Li conoscevamo bene. Poi un giorno accadde un fatto brutto. Uno di questi che era di stanza a San Vito fu ucciso…forse da un partigiano. Scendendo dal Monte di San Vito fu ucciso e prima di morire disse “Zivil, zivil”, denunciando che lo aveva ucciso appunto un civile. Ci fu quindi un rastrellamento di 10 persone di San Vito che dovevano essere fucilate, ma poi riuscirono a mettersi in salvo. […] Un giorno i tedeschi erano di ronda.  In corrispondenza della cappa della cucina del nostro albergo, c’era un faretto e la luce usciva dalla finestra che dava sulla strada, dove oggi c’è il campo di bocce. I tedeschi, vedendo la luce accesa e avendo detto che, per questioni di sicurezza, la luce doveva stare spenta, spararono. Mia nonna si salvò per miracolo. Il colpo le sfiorò la nuca e si conficcò nella cappa della stufa. Un altro episodio che ricordo è questo: c’erano dei tedeschi che stavano rientrando da Cassino e chiesero a mio padre da dormire. Mio padre disse che non aveva posto, perché c’era altra gente e gli indicò la caserma dei carabinieri [dove adesso sta la Fontana Nuova] e si offrì di accompagnarli. Arrivati sul luogo, invece di fermarsi, accelerarono e lo portarono per la strada di Genazzano. Mio padre temeva che gli sparassero. Cominciò a supplicarli, dicendo che aveva famiglia. Per fortuna lo lasciarono andare e, tornato a casa, ci raccontò tutto”.

Maria Teresa poi racconta anche alcuni episodi durante il periodo dello sfollamento in campagna: qualche tedesco cercava da mangiare, altri cercavano soldati italiani.  Ricorda poi anche quando, arrivati gli americani, cominciarono le rappresaglie contro i tedeschi ancora presenti sul nostro territorio, sparando dal campanile della Chiesa  di San Vito. Anche Maria Teresa, come altri “nonni”, ricorda l’uccisione dei cavalli a Villa Viscogliosi [all’entrata dei Via dei Martiri].

Maria Teresa, infine, racconta la vita quotidiana, che per la sua famiglia fu fortunata, perché avevano l’albergo e quindi la sua famiglia non ha mai patito la fame.

Grazie Maria Teresa e grazie Filippo.

Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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