Memoria e Territorio: Interviste a Flaminia Testa

Memoria e territorio

Riprende quest’anno un progetto già iniziato negli anni addietro: in diverse persone mi hanno sollecitato a riprendere la raccolta delle testimonianze passate del nostro paese, prima che il tempo cancelli le ultime tracce. E’ importante mantenere viva la memoria di un territorio e di una famiglia: rinsalda le conoscenze e i rapporti umani. Quest’anno, inoltre, raccoglieremo anche  file audio di stornelli e canzoni, per creare anche una piccolo archivio sonoro della zona.

Ripartiamo con le interviste a Flaminia Testa, realizzate da Andrea Di Pietro:

Flaminia ricorda la distruzione dei palazzi di Piazza Roma e la fuga della sua famiglia, nonché delle altre famiglie. Flaminia ricorda l’ospitalità data da chi era generoso e la fraternizzazione durante quei momenti difficili.

Dice Flaminia che due palazzi di Piazza Roma furono distrutti: quello dove ancora abita adesso, al civico 9, che fu minato negli ultimi giorni della ritirata, e parzialmente quello a fianco. Ricorda poi gli eventi di “Via dei Martiri“, dove “furono uccisi sia delle persone che dei cavalli, per questo si chiama Via dei Martiri“. Il quartiere generale dei tedeschi era nel palazzo Viscogliosi e alla Villetta Rossa. Flaminia prosegue poi ricordando che durante la guerra c’era molta solidarietà tra le persone: chi aveva più bambini veniva aiutato, chi sapeva cucire, come la mamma di Flaminia, si metteva a disposizione per cucire e rammendare. Flaminia, come altri nonni, ricorda anche la solidarietà con i tedeschi prima dell’8 settembre 1943: la mamma di Flaminia ricorda di aver cucito una mantellina per la figlia di un soldato e di avergli dato una carezza pensando “Chissà [questo ragazzo ] quello che sta passando [lontano dalla sua famiglia]” e al fratello di Flaminia spesso i soldati riempivano il secchiello di zucchero. Durante la guerra e alla fine, gli scambi coi paesi a fianco, con Pisoniano, erano frequenti: nessuno aveva la dispensa piena.

Flaminia conclude ricordando gli insegnamenti positivi che comunque la guerra le ha lasciato: la solidarietà, il senso del risparmio, l’importanza di non sprecare e di riciclare.

 

Grazie Flaminia, grazie Andrea.

 

 

Informazioni su Cristina Galizia

Docente di lettere nella Scuola secondaria di I grado IC San Vito Romano (Rm)
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