BOOKS, NO BULLIES: riconoscimento nazionale

Il progetto eTwinning BOOKS, NO BULLIES dello scorso anno ha ricevuto il QUALITY LABEL  nazionale, quale riconoscimento della valenza didattica e formativa. I ceritficati saranno consegnati quanto prima agli alunni partecipanti e anche agli ex alunni 🙂

Per chi volesse vedere (parte) del progetto svolto e premiato, ecco qui la sezione pubblica dei lavori svolti!

LINK AL TWINSPACE (MODALITA’ PUBBLICA)

Buona navigazione! 🙂

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Tutte: FESTA DEL LIBRO_San Vito Romano 10-12 ottobre 2018

Quest’anno  San Vito e la nostra scuola saranno coinvolti ne “La Festa del Libro“, a cura del Sistema Bibliotecario dei Monti Prenestini,  dal 10 al 12 ottobre prossimi.

[foto locandina e programma da inserire]

Tutta la scuola è invitata a partecipare, dalla prima classe della scuola primaria alla terza media. I ragazzi dovranno animare la lettura de “Il barone rampante” di I. Calvino, che si svolgerà in modo itinerante nella parte antica del paese. Ogni classe leggerà, animerà, drammatizzerà due capitoli del romanzo calviniano, alla presenza di quanti parteciperanno alle mattinate di lettura 😉 Nei pomeriggi, potranno poi partecipare alla presentazione dei libri di Irene Quaresima sulla storia di San Vito, nella biblioteca Comunale.

Venerdi pomeriggio, la lettura del romanzo sarà terminata da attori e personalità locali e, contestualmente, ai ragazzi sarà consegnata la tessera per il prestito di libri presso la nostra biblioteca comunale 😉

I ragazzi si stanno preparando affrontando la lettura del romanzo attraverso l’audiolibro e attività di riflessione e scrittura libera/guidata dell’intero romanzo (in avvio). Ciascuna classe sta ideando una propria revisione creativa della lettura ad alta voce 😉

Qui i link dell’audio libro;)


 LINK PER LA LETTURA DEI CAPITOLI

(IIA CAPP 13 E 14, IIIA CAP 19 E 20)

DIVISIONE IN CAPITOLI PER 12 CLASSI

10 OTTOBRE

ORE 9 – VA – CAP. I – CAP.II

ORE 10 – VB – CAP III – CAP IV

ORE 11 – IV B – CAP V – CAP VI

ORE 14.30 IIIA+IIIB – CAP VII- CAP VIII

11 OTTOBRE

ORE 9.30 I A (MEDIE) – CAP. IX – CAP. X

ORE 10.30 I B (MEDIE) – CAP XI – CAP XII

ORE 11.30 II A (MEDIE) – CAP.XIII – CAP XIV

ORE 14.30 IV A – CAP XV – CAP XVI

12 OTTOBRE

ORE 9.30 II B (MEDIE) CAP XVII – CAP XVIII

ORE 10.30 III A (MEDIE) CAP XIX – CAP XX

ORE 11.30 IIIB (MEDIE) CAP XXI – CAP XXII

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Inseriremo qui di seguito foto e materiali prodotti per l’occasione! STAY TUNED 😉

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IIA IIIA Scrivere con i grandi_Integrazione poetica_Spunti per poesie

Scrivere con i grandi


Iniziamo ad ampliare il percorso e, dopo aver visto come trovare idee per una storia, vediamo come trovare idee per una poesia.

Leggiamo:

Possibilità
Possibilities
di Wislawa Szymborska

Preferisco il cinema.
Preferisco i gatti.
Preferisco le querce sul fiume Warta.
Preferisco Dickens a Dostoevskij.
Preferisco me che vuol bene alla gente, a me che ama l’umanità.
Preferisco avere sottomano ago e filo.
Preferisco il colore verde.
Preferisco non affermare che l’intelletto ha la colpa di tutto.
Preferisco le eccezioni.
Preferisco uscire prima.
Preferisco parlar d’altro coi medici.
Preferisco le vecchie illustrazioni a tratteggio.
Preferisco il ridicolo di scrivere poesie, al ridicolo di non scriverne.
Preferisco in amore gli anniversari non tondi, da festeggiare ogni giorno.
Preferisco i moralisti che non promettono nulla.
Preferisco una bontà avveduta a una credulona.
Preferisco la terra in borghese.
Preferisco i paesi conquistati a quelli conquistatori.
Preferisco avere delle riserve.
Preferisco l’inferno del caos all’inferno dell’ordine.
Preferisco le favole dei Grimm alle prime pagine.
Preferisco foglie senza fiori che fiori senza foglie.
Preferisco i cani con la coda non tagliata.
Preferisco gli occhi chiari perché li ho scuri.
Preferisco i cassetti.
Preferisco molte cose che qui non ho menzionato
a molte pure qui non menzionate.
Preferisco gli zeri alla rinfusa che non allineati in una cifra.
Preferisco il tempo degli insetti a quello siderale.
Preferisco toccar ferro.
Preferisco non chiedere per quanto ancora e quando.
Preferisco considerare persino la possibilità
che l’essere abbia una sua ragione.

Si tratta di una poesia sul sé, sui propri gusti, sui propri desideri, elencati in modo particolare. Notiamo la tecnica che usa la poetessa: è una ripetizione sistematica, ad inizio verso della stessa parola (anafora).

La poetessa descrive sé stessa usando un elenco. Usa l’elenco per rispondere alla domanda “Cosa amo di più?”.

L’elenco è molto utile per riflettere di sé, degli altri, del mondo. E’ molto usata da poeti e anche da cantanti.

I GIUSTI di Jorge Luis Borges

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

In quest’altra poesia, il poeta usa l’elenco per specificare le categorie di persone che secondo lui sono più importanti al mondo. Borges usa l’elenco per rispondere alla domanda “Cosa è importante per me?”.

Anche i cantanti usano questa tecnica, per trovare ispirazione per le loro canzoni, per parlare di sé o del mondo. Ascoltiamone una 😉

Ho messo tra le cose da salvare

I quadri di Picasso e di Van Gogh

Cent’anni di solitudine, Il vecchio e il mare

La voce di Frank Sinatra e Nat King Cole

Le note di Michelle e Yesterday

I pugni che tirava Cassisu Clay

E quella notte davanti alla TV

Un’astronave e un uomo che scendeva giù.

Ho messo tra le cose da salvare

I goal in bianco e nero di Pelé

L’Italia del 25 aprile

Benigni che tiene in braccio Berlinguer

L’armonica di Blowin’ in the wind

Il sogno di Martin Luter King

Ho messo tra le cose da salvare

Un vecchio giradischi che non va

Una valigia di parole nuove

La nostra voglia la nostra voglia di libertà

Di libertà

Il cantante Barbarossa ha fatto l’elenco delle cose per lui importanti, ed ha usato la stessa tecnica della Szymborska o di Borges…

Ora tocca a voi! Inchiostro alle penne ed emulando i poeti e i cantanti provate a scrivere i…vostri elenchi poetici!

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IIA IIIA: Scrivere con i grandi_Presentazione e “COME TROVARE UNA STORIA”

Scrivere con i grandi


Eccoci di nuovo ai blocchi di partenza, ragazzi! 😉

Si ricomincia, con impegno, riflessione e creatività ( va bene, anche con il sonno la mattina 😉 ).

Quest’anno, sia voi di IIA che voi di IIIA, sarete impegnati nella medesima attività di scrittura (accanto a percorsi comunque individuali e diversi per classi). Impareremo a “scrivere come i grandi”.

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Faremo nostro il percorso proposto dal prof. Conti, lo cambieremo, lo inframmezzeremo con altri materiali, ne aggiungeremo altri dalle nostre letture personali! E allora…inchiostro alle penne e…via!


PRIMA LEZIONE: COME TROVARE UNA STORIA

Abbiamo letto “Il guaritore” di Bulgakov e abbiamo conosciuto la storia di questo medico che tutto voleva fare meno che il medico (e così diventa scrittore;) ).

Abbiamo poi analizzato il testo e abbiamo notato:
-l’autore usa delle strategie per far ridere:

a) il contrasto tra il titolo e il contenuto del racconto;

b)la caratterizzazione del dottore, che contraddice le nostre aspettative. Il dottore è cinico, superficiale, impreparato, frettoloso;

-abbiamo notato le tecniche narrative, in particolare:

a) l’incipit in medias res, veloce, con verbi e senza aggettivi;

b) ritardo nella presentazione del protagonista, che viene presentato attraverso indizi (camice, battuta “Avanti il prossimo” etc…);

c) dialogo rapido, senza verbi del dire, che serve a sottolineare il carattere dei personaggi (la frettolosità del dottore, l’apprensione del malato).

[inserire foto cartellone]

Ognuno dei ragazzi ha poi cercato un articolo di giornale, in cui si narrasse un evento curioso/interessante,  da cui poi estrapolare una storia.

I ragazzi hanno scelto gli articoli più strampalati e diversi: alcuni si prestavano ad una narrazione grottesca, altri seria/seriosa (il camionista che si ferma poco prima del crollo del ponte di Genova/ il veterinario a cui viene portato un Labrador verde da vaccinare/ la storia di Marco Fenati, motociclista accusato di tentato omicidio/ l’anniversario del crollo delle torri gemelle/ una madre che ritrova la figlia creduta morta dopo 45 anni/ i bambini che colpiscono una nonna con il pallone, provocandone purtroppo la morte/ la legge sul copyright/ lo schiaffo del rapper Jamil ad un suo fan durante un concerto…).

Ai ragazzi è stato chiesto di emulare il racconto di Bulgakov, scrivendo una storia a partire dai loro articoli, usando la tecnica dell’incipit in medias res, la presentazione del protagonista per indizi, il discorso diretto senza verbi del dire. Si è deciso di far scegliere ai ragazzi se tentare una narrazione comico-grottesca oppure realistica.

I ragazzi hanno preferito di più il tono serio-realistico, ma hanno da subito fatto proprie le tecniche del racconto! Complimenti!

Qui di seguito verranno pubblicati alcuni dei racconti, già consegnati dai ragazzi!

Alla prossima 😉

La prof

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BOOKS, NO BULLIES: Non bullARTI di me!

Books, no bullies


A partire dal mese di maggio fino al 4 giugno, gli alunni delle classi prime e terze della scuola secondaria hanno partecipato, nell’ambito del progetto eTwinning “Books, no bullies”, alle attività di “Non bullARTI di me!“.

Si è trattato di un ciclo di tre incontri condotti da Federica Coni (laureata in Pedagogia e Formatrice nelle scuole per l’area “Inclusione e prevenzione del disagio”) e Noemi Bruschini (laureanda all’Accademia delle belle arti). Il progetto è iniziato con una lezione introduttiva su cosa sia il bullismo, quali siano le sue dinamiche, sia dal punto di vista del bullo che della vittima. 

In seguito, nell’incontro successivo, Noemi ha incontrato i ragazzi e ha chiesto loro di realizzare un lavoro creativo sull’argomento che richiedesse particolari attenzioni all’aspetto manipolativo: dal semplice cartellone, al libro in fascicola rilegati con filo refe e foderati con carta decorativa, dal fumetto al video, da un manifesto pubblicitario alla storia.

Nell’ultimo incontro, svoltosi il 4 giugno, Noemi e Federica hanno analizzato i prodotti realizzati dai ragazzi che sono stati davvero vari e molto creativi.

QUI potete vedere tutti gli elaborati.

Grazie Noemi e Federica! Complimenti ragazzi!

La prof

 

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Incontro con Sami Modiano, Teatro Caesar, San Vito Romano

Books, no bullies

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Scrivo questo post dopo giorni da un evento a cui tenevo particolarmente e che, dopo anni, finalmente si è realizzato.

E’ stato un grande onore ospitare, il 10 Maggio scorso, Sami Modiano a San Vito Romano e permettere ai ragazzi delle scuole di poter…leggere la Storia direttamente dal volto di un protagonista (QUI il primo incontro del 2012, con la sua storia; QUI un nuovo incontro nel 2013).
Sami oggi è un uomo, distinto, elegante, che non dimostra affatto i suoi 88 anni. Un uomo apparentemente come altri, se la Storia non lo avesse trascinato con sé tra le pagine più brutte. Infatti Sami è un ragazzo ebreo di Rodi, che ha conosciuto prima la violenza delle leggi razziali, poi l’espulsione dalla scuola in quanto ebreo, infine la deportazione animalesca verso Auschwitz e l’inferno del campo. Sami è un ragazzo di 14 anni che in poco tempo ha visto sparire dai suoi occhi e dal suo animo, l’innocenza, il pudore, l’affetto, ogni semplice relazione umana incentrata sul rispetto e le emozioni. Sami è un ragazzo di 14 anni che nella deportazione da Rodi alla Grecia vede ciò che nessun ragazzo dovrebbe mai vedere e, dalla Grecia alla Polonia, capisce che anche per lui i giorni sicuramente scorreranno più velocemente che per altri. Sami è un ragazzo di 14 anni che alla Juden Rampe assiste alla violenza sul padre, costretto a lasciare andare la figlia Lucia a suon di manganellate. Sami è un ragazzi di 14 anni, a cui marchiano a fuoco il numero successivo a quello di Jacob suo padre, che indossa un maledetto pigiama a righe che non ripara dal freddo, che ha gli occhi che gli bruciano per il disinfettante passato brutalmente sui capelli rasati, sul volto e sul corpo. Sami è un ragazzo  di 14 anni che vede scomparire la sorella e dissolversi il padre prima nell’ambulatorio e poi in chissà quale destino atroce. Sami è un ragazzo di 14 anni che “Lui non ha voluto più volte” e che 74 anni dopo ci racconta la sua vita. Ferma a 74 anni fa. A 14 anni e 25 kg.

Parlare di Sami e della sua storia non è facile. Di lui colpisce il grande equilibrio, la compostezza, il pudore del linguaggio, l’amore per gli affetti e le persone, il rispetto profondo per ciascuna persona, l’educazione e la straordinaria gentilezza. Mai un accenno d’odio, mai un desiderio di vendetta: un rispetto desideroso sì di giustizia, ma mai di sangue.

Sami ha raccontato la sua storia a 300 ragazzi che hanno ascoltato in silenzio religioso il suo racconto e tanto altro avrebbe raccontato, così come tanto altro avrebbero ascoltato i ragazzi: i nostri studenti non potevano restare indifferenti alla vibrante lezione di Vita, forse più che di Storia, che ha dato Sami. Di una Vita che vince oltre la morte, che si fa comunque strada nella depressione seguita al ritorno e alla scoperta di essere ormai solo al mondo, agli incubi che ancora tempestano le sue notti. 

Sami, quel ragazzo di 14 anni e 74 di ricordi, ha non solo raccontato una delle pagine più brutte della Storia, quella fatta di desiderio di primato e sopraffazione, avidità e superbia: Sami, dall’alto dei suoi 14 anni cristallizzati ci ha raccontato la faticosa bellezza della memoria e del ricominciare ogni volta, ogni giorno, anche oltre il dolore più grande.

Una persona stupenda, da commuovere fino ai brividi.

Sono infinitamente riconoscente a chi ha fatto sì che Sami accettasse il nostro invito e a quanti si sono prodigati perché l’evento riuscisse. Un incontro come questo vale più di 1000 anni di scuola e resterà indelebile nei ricordi e nei cuori di tutti. Ma più di tutti ringrazio i ragazzi della nostra scuola, quelli di Cave, quelli delle superiori di San Vito, Genazzano e Olevano che hanno partecipato con i loro prof. Perché oggi SAMI VIVE PER LORO.

Un abbraccio, caloroso, commosso e pieno di stima e riconoscenza va a Sami e alla moglie Selma, persone stupende da cui non si ha altro che da imparare, per l’amore che li unisce, tra loro e con la Vita.

GRAZIE SAMI, GRAZIE SELMA. CHE DIO VI BENEDICA E VI CUSTODISCA E VI RENDA GLORIA PER QUANTO FATE PER TUTTI NOI ❤ VI VOGLIAMO BENE, TUTTI.

A voi il video e foto dell’incontro, per i quali ringrazio Luigi Quaresima:

 

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La prof

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BOOKS NO BULLIES: Karate e sport come prevenzione ed educazione

Books, no bullies


Il 4 Maggio scorso i ragazzi delle classi prime e terze della Scuola Secondaria di san Vito hanno avuto un incontro molto importante nell’ambito del progetto “Books, no bullies”. Ad incontrare i ragazzi sono stati il Maestro di Karate Seishindo Angelo Giaccari e l’istruttrice Roberta Proietti, che da anni allena ragazzi.

L’incontro è stato voluto per parlare ai ragazzi della bellezza dello sport come arma di prevenzione al disagio e al bullismo. In particolare, il karate è stato scelto perché è una realtà sportiva che da anni coinvolge molti ragazzi di San Vito Romano, Pisoniano e paesi limitrofi.

Qui di seguito i contenuti che sono stati trattati (anche QUI):

Ad aprire l’incontro è stato il Maestro Giaccari che ha illustrato le caratteristiche del karate, incentrate sul rispetto di sé e dell’avversario: ha sottolineato che lo sport, il karate in particolare, sia una “lotta in primis con sé stesso”, un dominare i propri istinti, le proprie pulsioni, un autocontrollo finalizzato ad un obiettivo ben preciso. Ha spiegato ai ragazzi l’importanza dei kata, come esercizi non solo di coordinazione e potenziamento motorio, ma come dominio del corpo e della mente. A supporto, sono stati proiettati video di allenamenti e gare sostenute dai ragazzi sanvitesi che praticano il karate da anni e si sono commentati i momenti principali dei filmati.
Il Maestro ha quindi proseguito illustrando la valenza educativa dello sport e del karate: un semplice saluto prima di iniziare gli allenamenti, il silenzio necessario per lo svolgimento degli esercizi, la concentrazione richiesta formano il ragazzo, lo educano al rispetto degli altri e lo aiutano nel respingere atteggiamenti di prevaricazione fisica e psicologica. Il Maestro, parlando con i ragazzi, ha infine raccontato episodi personali della sua gioventù, sottolinenando quanto sia importante il rispetto tra compagni di scuola e quanto anche le parole possano lasciare segni indelebili in un animo sensibile.

Roberta Proietti ha proseguito raccontando l’esperienza che per alcuni anni ha svolto nei reparti di Oncoematologia Pediatrica, come istruttrice di karate per piccoli malati ospedalizzati. E’ stato molto toccante ascoltare la sua esperienza. Roberta ha raccontato quanto, ovviamente, sia difficile approcciare inizialmente con  questi piccoli atleti, che già lottano in una battaglia molto più grande di loro. Bambini fragili, deboli nella cui intimità si ha paura di entrare e ancor di più di commettere qualche errore. Superati i momenti iniziali necessari a creare un piccolo spazio empatico, Roberta ha raccontato come gli esercizi del karate abbiano aiutato i piccoli guerrieri ad imparare a respirare bene, alleviando anche i dolori delle pratiche mediche, a praticare una adeguata attività motoria, a creare una parentesi positiva nelle giornate, a migliorare a volte i parametri medici.

L’esperienza di Roberta, e di altri che come lei si dedicano allo sport in chiave volontaristica, insegna che il prendersi cura dell’altro è in realtà un prendersi cura di sé, un educarsi al rispetto, amando chi è meno fortunato di noi.

Ringrazio ancora una volta il Maestro Angelo Giaccari e Roberta Proietti per questa occasione di riflessione data ai nostri ragazzi (e a quelli di Matera -ins. Filomena Olivieri- e Polonia -ins. Petrina Bushi-, che hanno seguito la videoconferenza in diretta).

Qualche foto:

La prof

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