IIA IIIA: “Stay Human”: Umanità e alterità_La Convenzione dei diritti del bambino

Diamo avvio al progetto e diamo la possibilità a due cantanti di introdurci alla riflessione…

La prima canzone che ascolteremo è del Boss 😉

Attività:

(to be continued)

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TUTTI: “Stay Human!” Progetto eTwinning 2018-19

E anche quest’anno è stato avviato un nuovo progetto eTwinning, dopo che tutti gli altri progetti fondati e realizzati sono stati premiati con i Quality Label nazionali e dopo che la nostra scuola è stata ufficialmente premiata come Scuola eTwinning (una delle 23 scuole del Lazio ad essere premiata).

Come gli anni scorsi, il nuovo progetto mirerà a consolidare e potenziare le competenze di base in ambito linguistico, nonché a sviluppare le competenze sociali, civiche e digitali.

L’argomento del nuovo progetto saranno i DIRITTI UMANI, QUELLI DEL BAMBINO E QUELLI DEI MIGRANTI.

Qui la descrizione del progetto:

Al progetto hanno aderito molte scuole italiane e straniere:


Siamo già al lavoro per le prime attività…stay tuned…STAY HUMAN!

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IIA: Cantico delle creature_Tra musica e parole, a lezione di meraviglia

Altre lezioni ed attività sul Cantico


Come tante altre volte, eccoci di nuovo ad analizzare il Cantico delle Creature (Cantico delle creature, materiale semplificato), a cui sono da sempre molto legata.

Abbiamo parlato tanto in classe di questo testo e tante cose ci hanno colpito:

  • la gratitudine per tutto, anche per quello che è (o meglio, *appare) scontato;
  • la semplicità;
  • la gratitudine anche per le esperienze negative;
  • lo “sguardo nuovo” di Francesco, dopo l’esperienza di dolore.

Questi aspetti possono sembrarci lontani nel tempo….eppure…

Sentite queste canzoni (LINK: MUSICA E PAROLE PER DIRE GRAZIE)

e poi commentate i testi e svolgete le attività:

Da ultimo, per riflettere ancora su quanto sia importante imparare a guardare la vita con occhi nuovi (se vi va, leggete QUESTO articolo), vi vorrei lasciare con una serie di brani, tratti da “Mio fratello rincorre i dinosauri” di Gianluca Mazzariol. Si tratta della storia, vera di Gianluca e di suo fratello…un po’ speciale, che impara a capire ed amare:

A mamma piace leggere. Per casa ci sono libri ovunque: sul tavolino del salotto, in cucina, sui davanzali. Persino in bagno. Ma è di solito il comodino quello che rischia di crollare sotto il peso delle storie che ci accumula (…) Sono sempre stato attratto dai libri. Credo che l’amore per i libri si trasmetta da genitore a figlio nell’aria e nel cibo, oltre che con l’esempio. Insomma mi capitava spesso di prendere in mano uno dei libri che mamma lasciava in giro, giusto per balbettarne il titolo, passare un dito sulla carta, o a volte annusarne l’odore. Per questo motivo mi accorsi di quello (…) Lessi l’autore, uno straniero, e il titolo, che conteneva anch’esso una parola straniera, e che quella parola era straniera lo sapevo perché c’era la lettera w (…) La parola era Down (…) Prima di quella c’era la parola sindrome. Non sapevo cosa volesse dire sindrome, non sapevo cosa volesse dire Down. Lo aprii e, come accade quando ci sono delle pagine più spesse, il libro si spalancò su una fotografia. Sgranai gli occhi. E’ Giovanni, pensai.

[…]

Scoprimmo che per farlo addormentare bisognava lasciare che ti grattasse le dita finchè non formava, attorno alle unghie, delle pellicine con cui giocare. Che era capace di farsi male, tantissimo male, ma se anche si era rotto un braccio bastava che tu gli dessi un bacio e tutto era risolto. Che avrebbe imparato a camminare molto tardi rispetto agli altri bambini, ma che in fondo chissenefrega, perchè al posto di camminare gattonava, e gattonava come il re dei gattonatori, in un modo strano, tipo Mowgli, con il culo alto, ed era quasi più veloce di adesso. E che quando non gattonava strisciava, come un bruco, ed era veloce pure così

[…]

Alle medie era diventato un problema . Giò non era più il mio fratellino con i poteri speciali; tutto d’un tratto era diventato un alieno, qualcuno il cui comportamento era fonte di imbarazzo, qualcuno di incomprensibile e di cui giustificarsi

[…]

Ma intanto c’era un sacco di vita davanti. Mia, sua, insieme. Soprattutto insieme. Andare in giro con Giovanni era la cosa che più mi rendeva felice, era come camminare con una giornata di sole in tasca. Non avevo più paura del giudizio di nessuno e stavo imparando a non giudicare troppo in fretta.

Guardare la vita con occhi nuovi.

Un invito che da Francesco, arriva a Gianluca Mazzariol, passando per i cantanti e infine a noi ❤

La prof

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IIIA: Globalizzazione: meccanismi economici ed umani

Posto qui dei materiali per una prima introduzione alla tematica:

Per approfondire (leggere uno/due argomenti a scelta)

  • Cosa c’è dietro…

To be continued

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IIA: L’Umanesimo_L’uomo che crede unicamente nella sua forza

Siamo arrivati a quei secoli che, nella storia, nella letteratura e nell’arte prendono il nome di Umanesimo.

Qui una breve sintesi, semplificata. (UMANESIMO )

In classe abbiamo parlato di quanto questa visione dell’uomo che confida unicamente in se stesso trapeli nell’arte del periodo: corpi muscolosi, masculini, vigorosi, da fare invidia agli uomini più palestrati di oggi!

Perché questo? Perché questo protagonismo del corpo?

Da un lato il ritorno alla perfezione del corpo greco (simbolo della perfezione della cultura greca tutta), da un lato il sottolineare che l’uomo, con la sua forza, può da solo dominare la sua vita e il suo mondo.

(Sulla sinistra una statua greca; sulla destra il David di Michelangelo, scultore-pittore umanista che riprende i modelli greci)

Risultati immagini per david michelangelo

 

In classe, abbiamo commentato, a questo proposito, i corpi tridimensionali, energici del Michelangelo della Cappella Sistina.

Qui di seguito, alcuni video per approfondire, se volete:

  1. Due video, di panoramica:

2) qui di seguito, l’inarrivabile Alberto Angela ( l’Alberto del mio cor…<3 😉 )

Vedete quanto l’umanesimo traspaia dalle pitture di Michelangelo?

Un’altra opera che vi può aiutare a memorizzare i concetti di Umanesimo è, tra le tante, il celeberrimo “Uomo vitruviano” di Leonardo da Vinci.

Risultati immagini per uomo vitruviano

Leonardo da Vinci fu un artista davvero completo, poliedrico: fu pittore, architetto, matematico, scienziato. Studiando l’architetto latino Vitruvio che aveva studiato le proporzioni del corpo umano in relazione all’architettura, Lenoardo studiò anch’egli le proporzioni del corpo umano per poi applicarle alla pittura e dipingere il più realisticamente possibile. Dal disegno che vedete sopra, emerge lo studio matematico che Leonardo fece dei rapporti, ad esempio, tra la testa e il corpo (la testa è 1/7 del corpo), tra l’apertura delle braccia e l’altezza (sono uguali) e tra tanti altri elementi del corpo. Nello studiare queste proporzioni, Leonardo intuì che un corpo umano poteva essere inscritto sia in un quadrato (simbolo della vita terrena), sia in un cerchio (simbolo del divino). Il disegno, dunque, non è solo uno studio geometrico-anatomico, ma anche un manifesto dell’Umanesimo: l’Uomo è al centro di tutto, vita terrena e vita divina.

Ma sarà davvero così?

Lo scopriremo nelle prossime puntate! 😉

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IIA IIIA: Scrivere con i grandi_Il punto di vista

Scrivere con i grandi

Prosegue il lavoro di scrittura ad emulazione dei grandi della letteratura. In entrambe le classi, oggi abbiamo letto (parte del) “La tana” di Franz Kafka. Chi vuole, può ascoltare il racconto letto dalla stupenda voce di Valter Zanardi, oppure lo può riscaricare e rileggere QUI

Kafka, come fa ne “Le metamorfosi”, inventa un insolito punto di vista: Samsa, nel romanzo, un giorno si sveglierà scarafaggio e l’intero romanzo sarà narrato…dal basso:

Gregor Samsa, destandosi un mattino da sogni agitati, si trovò trasformato nel suo letto in un enorme insetto immondo. Riposava sulla schiena, dura come una corazza, e sollevando un poco il capo scorse il suo ventre arcuato, bruno e diviso in tanti segmenti ricurvi, in cima a cui la coperta del letto, ormai prossima a scivolar giù tutta, si manteneva a fatica. Le gambe, numerose e sottili da far pietà rispetto alla sua normale corporatura, tremolavano senza tregua in un confuso luccichio dinnanzi ai suoi occhi.

Che cosa mi è capitato? pensò. Non era un sogno. La sua camera, una stanzetta di giuste proporzioni, soltanto po’ piccola, se ne stava tranquilla, fra le quattro ben note pareti. Sulla tavola un campionario disfatto di tessuti – Samsa era commesso viaggiatore – e sopra, appeso alla parete, un  ritratto, ritagliato da lui – non era molto – da una rivista illustrata e messo dentro una bella cornice dorata: raffigurava una donna seduta, ma ben dritta sul busto, con un cappello e un boa di pelliccia; essa levava incontro a chi guardava un pesante manicotto, in cui scompariva tutto l’avambraccio.

Lo sguardo di Gregor si rivolse allora verso la finestra, e il cielo fosco (si sentivano le gocce di pioggia battere sullo zinco della finestra) lo immalinconì completamente. Che accadrebbe se io dormissi ancora un poco e dimenticassi ogni pazzia? Pensò; ma ciò era assolutamente impossibile, perché Gregor era abituato a dormire sulla destra, ma non poteva, nelle attuali condizioni, mettersi in quella posizione. Per quanto si gettasse con tutta la sua forza da quella parte, tornava sempre oscillando sul dorso: provò per cento volte, chiuse gli occhi per non vedere le sue zampinette dimenanti, e rinunciò solo quando cominciò a sentire al fianco un dolore sottile e sordo, ancora non mai provato.
O dio, pensava, che professione faticosa ho scelto! Ogni giorno su e giù in treno. L’affanno per gli affari è molto più intenso che in un vero e proprio ufficio, e v’è per giunta quella piaga del viaggiare, la preoccupazione per le coincidenze dei treni, la nutrizione irregolare e cattiva; le relazioni con gli uomini poi cambiano ad ogni momento, e non possono mai diventare durature né cordiali. Al diavolo ogni cosa! (…)

Ho citato più volte questo celeberrimo incipit: un uomo che si sveglia e si trova trasformato in quanto di più impensabile, piccolo, orrendo si possa immaginare. Un nuovo ed insolito punto di vista, piccolo, basso, in perenne pericolo. Una telecamera che cammina rasente il terreno.

Ne “La tana”, di cui vi ho letto qualche passaggio in classe, il protagonista è una talpa, piccola, che ha appena finito di costruire la sua tana, che la tiene al sicuro, a differenza di altri animali della superficie. E’ in realtà un racconto allegorico, ma al di là di questo, quello che interessa è nuovamente l’insolito punto di vista.

Quello che, al momento, ci interessa è capire la focalizzazione, il punto di vista, appunto.

Abbiamo detto che la narrazione in prima persona, in cui narratore e protagonista coincidono, potrebbe paragonarsi al selfie, in cui fotografo regista e soggetto coincidono:

Narrazione in prima persona come un selfie

Nella narrazione in prima persona, il narratore-regista decide lui stesso l’angolazione, la luce, il taglio della foto-narrazione, inquadrandosi di volta in volta nel modo a lui più congeniale.

E’ ben diversa, dunque, da una narrazione in terza persona, che, continuando la metafora, potremmo paragonare ad una foto ad altri, a terzi, appunto:

Narrazione in terza persona come foto a terzi

Quindi ci siamo chiesti i vantaggi e gli svantaggi della narrazione-selfie, quella in prima persona. Questi gli appunti presi alla lavagna:

Riassumendo:

VANTAGGI E SVANTAGGI DELLA NARRAZIONE IN PRIMA PERSONA

VANTAGGI

SVANTAGGI

Il narratore è anche protagonista

Il narratore sono io— > decido io il corso della storia

Viene presentato un unico punto di vista—>

–>potrebbe esserci il rischio della noia e monotonia

Si possono raccontare meglio le proprie emozioni, i propri sentimenti Rischio di minore attenzione agli altri personaggi
Le descrizioni sono soggettive e evidenziano stati d’animo Si possono descrivere un ridotto numero di personaggi e luoghi
Potrebbe essere troppo vincolante per un racconto lungo o un romanzo

Attività:

ai ragazzi di IIA è stato chiesto…di cambiare il proprio punto di vista, trovandone uno insolito e verificando, quindi, quanto può cambiare il modo di raccontare (abbiamo letto “Diario di una penna”). Lavoro di gruppo.

ai ragazzi di IIIA è stato chiesto di riconvertire in prima persona un brano di Oliver Twist di Dickens e uno di Jane Eyre di Bronte, vedendo, di conseguenza, quanto della narrazione in terza persona rimanesse fuori dalla riscrittura, soprattutto nella descrizione e nella pluralità di voci narranti, e quanto la prima persona di contro permettesse di indagare i sentimenti del protagonista, con una libertà di riscrittura piuttosto amplia.

A presto, coi lavori dei ragazzi!

La prof

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IIIA: “Vorrei, ma non torno”_J-Ax & Fedez feat Ugo Foscolo

Allora.

Succede che io spieghi Foscolo.

Il Trattato di Campoformio, il tradimento di Napoleone, la fuga di Foscolo da Zacinto.

Succede che ne facciamo una serissima analisi del testo, ne estrapoliamo temi significativi, scandagliamo il dilemma umano tra gli ideali e gli affetti, ne cogliamo la vicinanza ai nostri dilemmi quotidiani.

Poi succede che, al solito, una battuta tira l’altra, ci si scherza un po’ su…

-Foscolo dice che voleva tornare, ma non poteva…Insomma, prof, un po’ come J-Ax e Fedez “Vorrei, ma non torno”.

Risata generale.

-Ok, ragazzi, per la prossima volta, riscrittura della canzone in chiave foscoliana :DDDD

Ed ecco cosa mi hanno portato due ragazzi, che hanno accettato la sfida! 😉

VORREI, MA NON TORNO

J-AX & FEDEZ FEAT UGO FOSCOLO

 

Io vi chiedo pardon

Ma odio Napoleon

E’ che a Zante ho lasciato il mio nuovo I-Phone

Il cavallo di Bonaparte ha il papillon di Vuitton

Ed una sella con più glitter di una giacca di Elton John

 

Manzoni sul suo blog ha scritto un’ode

Dice che tutto il mondo tace quando muore

Ma io lo odio e anche un po’ troppo festeggio

con i fuochi d’artificio

 

Rit. E poi lo sai non c’è un senso a Campoformio che

non ha un equilibrio

E Zante per me ormai è un ricordo

Così triste da non condividere, e allora penso che

Vorrei, ma non torno

E ancora Napoleone passerà!

E ci cascheremo, noi poveri abitanti di Venezia

Io non vedo più il mare

Per colpa de sto generale

ma la voglia di tornare tanto non ci passerà

 

E come farà mia mamma a prendermi sul serio

Con gli insulti a Napoleone che ho scritto su facebook

Papà ci ha lasciati non è affatto bello

ma nenanche mia mamma che parla con le ceneri di mio fratello

 

E Giovanni ha perso un patri-monio

Impazzito per il gioco, è da mani-comio

Non ho fatto una scelta di testa, ma di cuore

E infatti me ne pento, ho commesso un grande errore

 

Rit.

 

(Massimiliano Rocca e Pietro Ilari, IIIA)

Zio Ugo, perdonaci…ma ci siam troppo divertiti!!!

Succede! :DDDD

 

Continua a leggere

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