IIIB: Webquest sulla rivoluzione francese

Lavori di approfondimento creativo sul periodo storico studiato. Scegliete uno dei tre argomenti, approfonditeli in modo molto personale e poi… sguinzagliate la creatività (presentazione e indicazioni anche su Classroom):

Webquest sulla rivoluzione francese

Buon lavoro!

La prof

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IA: Narrare secondo un preciso vissuto_Show, don’t tell

Continuiamo a narrare, riprendendo i testi letti a scuola, calcandone la struttura e le tecniche di scrittura. A scuola, ispirandoci ad una lettura del nostro libro, abbiamo progettato e poi verbalizzato in nostro primo giorno di scuola, concentrandoci su tre sequenze in particolare:

La mattina a casa: nervosismo, ansia
-La nostra nuova aula: stranezza, disagio
-I nostri nuovi prof: simpatia.

Abbiamo usato lo schema a caselle e abbozzati i dati da inserire.

Quindi abbiamo verbalizzato, usando il più possibile le parole nuove del nostro quaderno di scrittura e usando due “regole”:

  1. TIENI L’IDEA, SCARTA LA FORMA: questa “regola” la definiremo maggiormente quando ci addentreremo di più nel linguaggio poetico. Ogni volta che vogliamo scrivere qualcosa, le idee ci vengono alla mente nella forma più facile, scontata. Si tratta quindi di trattenere l’idea, la situazione richiamata alla mente, ma di scartare la forma con cui ci si è appalesato. Si tratta di cercare una forma originale, non scontata, densa di significati, affinché il lettore sia interessato;
  2. SHOW, DON’T TELL: ovvero “Mostra, non dire”. Si tratta di narrare i sentimenti, di descriverli senza nominarli, si tratta di far visualizzare la scena con quanti più dettagli, senza dire che emozione prova quel personaggio. Un po’ come il gioco del Taboo 🙂
    Ecco la scheda che ho realizzato per i ragazzi (ispirata a una chart inglese):

Abbiamo quindi cominciato a mettere tutto in partica, in modo più consapevole.
A partire da testi modelli.

Ho dato ai ragazzi questi miei due testi e li abbiamo analizzati secondo il metodo dello “Show, don’t tell”:

Se lo aspettava: sapeva che la prof lo avrebbe interrogato. Tuttavia, la tentazione di giocare aveva avuto il sopravvento il giorno prima sul dovere di studiare. Quindi ora avrebbe pagato oro per non andare alla lavagna. Sentiva su du sé tutti gli sguardi dei compagni e, mentre dall’ultimo banco avanzava avanti, si immaginava di vedersi dal di fuori: camminava goffamente, col corpo in avanti e la testa bassa, avanzando con passo incerto e nascondendo di tanto in tanto le mani nella manica della felpa. Cosa avrebbe pensato Luisa di lui? In quel momento nella sua testa non erano presenti neanche le addizioni, figuriamoci le espressioni! Era come se improvvisamente avesse dimenticato tutto.

Una volta alla lavagna, la prof esordì con una voce squillante:

-De Santis, parliamo delle potenze. Cosa è la potenza di un numero?

Sentiva la voce morirgli nella gola e la lingua diventare secca e pastosa. Quando provò a dire qualcosa, la voce che uscì era così stridula da sembrare femminile, il che fece scoppiare tutti in una fragorosa risata. Avrebbe voluto sprofondare.

  • E’….diciamo….è come quando io prendo un numero e…insomma…non mi vengono le parole, però lo so…- balbettò, rosso in viso.
  • -De Santis, non hai studiato, si vede benissimo!—
  • No…no, ho studiato…è che…-sussurrò con un fil di voce, mentre gli occhi si facevano lucidi di pianto – è che non ricordo.

In quel momento il suo viso divenne lo specchio di una moltitudine di emozioni: aveva il rossore di chi è stato rimproverato davanti a tutti e il cruccio languido di chi ha torto marcio e sta per scoppiare in un pianto dirotto.

Va bene, De Santis, farò finta di crederci. Adesso fila al posto e, la prossima volta, studia decisamente di più- tuonò l’insegnante.

————————————

L’ennesimo pomeriggio divano-letto, letto-divano. Fuori pioveva a secchi e uscire era davvero impensabile. Compiti da fare non ce ne erano e sua sorella era troppo impegnata a truccarsi in bagno per poter trascorrere del tempo con lui. Era in questi momenti che desiderava un fratello con tutto se stesso: avrebbe potuto parlargli di calcio, del più bravo attaccante della serie A, commentare la Formula Uno o anche le ragazze della scuola. E invece aveva una sorella impicciona e vanitosa. Non restava altro che accendere la play, selezionare Fifa, cambiare 2000 volte la divisa ai propri giocatori, passare da una squadra all’altra, sentire per l’ennesima volta quella stata telecronaca riecheggiare nella casa vuota prima di spegnere nuovamente la tv e prendersi uno spuntino dal frigo.

-Non c’è neanche nulla da mangiare- pensò tra sé aprendo – Ti pare che mia sorella compri mai un po’ di Nutella o marmellata. Solo schifezze dietetiche.

E così finiva per consolarsi in uno yogurt magro e insipido, mangiato senza voglia.

-Non sa di niente…Ha lo stesso sapore insignificante dei miei pomeriggi-.

Tornando al divano, si rese conto che la seduta aveva ormai l’impronta del suo corpo: era stato seduto così a lungo da avvallare l’imbottitura.

-Forse è meglio che faccia altro- rifletté silenziosamente.

Accese lo stereo, provò a dondolarsi a ritmo di musica per vedere se non nascesse in lui la voglia di ballare o far qualcosa. Ma niente. Dopo due minuti, si accasciò stufo sul divano, mentre lo yogurt gli risaliva su dallo stomaco.

Nel primo testo abbiamo analizzato come l’emozione della PAURA sia stata resa in tanti modi diversi, come pure la NOIA nel secondo testo.


Quindi….gas alle penne e…ai ragazzi la parola, con la scrittura di due testi sulla falsariga di questi, usando le due regole usate a scuola: Quella volta che ho avuto paura/ Quella volta che mi sono annoiato 😉

Buona scrittura!

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IA: Accoglienza attraverso le letture: Noi e la felicità_Il nostro autoritratto in poesia

Continua il percorso di accoglienza in IA.

Abbiamo letto “Il soprannome di vecchio” (da Un uomo finito, A. Mondadori, Milano, rid.), un breve brano che ci parla di un ragazzo timido, introverso, con un carattere taciturno che ama condurre una vita in silenzio, diversamente dai suoi compagni.

Abbiamo quindi analizzato insieme i nostri caratteri, chiedendoci quale fosse la nostra indole, se più taciturna o estroversa e, mentre si leggeva o si discuteva, abbiamo avviato anche il quaderno delle parole nuove e delle riflessioni, su cui abbiamo trascritto espressioni inconsuete o appuntato semi di scrittura.

Quindi abbiamo letto questa filastrocca sulla Felicità:

Filastrocca della felicità

Basta poco per esser felici
un gattino, un gioco, gli amici
un gelato, o un giro in bici.

La merenda nello zainetto
i nonni, i colori nel cassetto
la TV, la palla sotto il letto.

Anche quando non è tutto bello
per esser contenti basta volerlo
e col sorriso di mamma e papà
subito torna la felicità!

(dal web)

Letta la filastrocca, abbiamo compilato, come la volta scorsa, una lista veloce delle cose che ci rendevano felici. Quindi abbiamo analizzato le rime della filastrocca e introdotto il concetto di rima baciata.
Infine abbiamo scritto delle nostre filastrocche sul nostro carattere e sulle cose che ci rendono felici, usando la rima baciata. Diversi ragazzi hanno dimostrato molta originalità! Bravi!

—–

Acquisito bene il concetto di rima, abbiamo alzato decisamente il tiro e ci siamo confrontati addirittura con un sonetto ottocentesco: abbiamo infatti analizzato “Autoritratto” di Alessando Manzoni.

Autoritratto” di Alessando Manzoni.

Capel bruno, alta fronte: occhio loquace,

naso non grande e non soverchio umile,

tonda la gota e di color vivace,

stretto labbro e vermiglio,

 e bocca esile: Lingua or spedita or tarda,

 e non mai vile,Che il ver favella apertamente, o tace.

Giovin d’anni e di senno; non audace,

duro di modi, ma di cor gentile.

La gloria amo e le selve e il biondo iddio:

 Spregio, non odio mai,

 m’attristo spesso:

buono al buon, buono al tristo, a me sol rio.

 A l’ira presto, e più presto al perdono;

poco noto ad altrui, poco a me stesso:

gli uomini e gli anni mi diran chi sono.



Il sonetto è stata una bella sfida e un ottimo materiale per l’arricchimento lessicale: molte parole, ancora in uso ma lontane dal lessico giovanile, sono state oggetto di spiegazione e riuso in esercizi di arricchimento lessicale che i ragazzi, devo dire, hanno svolto in modo molto appropriato, facendo proprie le parole nuove.

Quindi abbiamo studiato la forma del sonetto, i vari tipi di strofa, le rime alternate, incrociate e incatenate, le assonanze e, per compito, i ragazzi hanno composto dei sonetti  di autoritratto con la medesima struttura metrica, alcuni riusando anche le parole manzoniane.

[presto l’inserimento di qualche testo]

Avanti tutta ragazzi!


La prof

 

 

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IA: Accoglienza attraverso le letture_Noi e le nostre paure

Proseguiamo il percorso di conoscenza, attraverso le letture e le nostre scritture.

Questa volta affrontiamo…le nostre paure: quali sono le cose cose che ci fanno paura? Come ci comportiamo quando siamo impauriti?

  1. Leggiamo questa lettura: La fine del mondo Johanna Marin Coles e Lydia Marin Ross ((da Storie dal cuore del mondo, trad. M. Vidale, Edizioni EL, Trieste, 2002)

Entriamo nel testo e cominciamo a farci delle domande che ci aiutino sia a capire il testo, sia a riflettere su di noi:

  1. Che cosa ci insegna questo racconto?
  2. Quale animale ti ha più colpito? Perché?
  3. Perché il leone rimprovera gli animali? Trovi sia una cosa giusta? Perché?
  4. Ti sei mai trovato…nei panni del coniglietto? Quando hai avuto una paura immotivata? Rifletti e racconta (a voce o per iscritto)

2) E, esattamente come la volta scorsa, esercitiamoci allo stesso modo anche in poesia.
Prima di iniziare però, prendiamoci 5 minuti: in silenzio, scriviamo su un foglio o sul quaderno, un elenco di almeno 10 cose che ci fanno più paura (e chiediamoci anche perché).

3) Leggiamo quindi questa filastrocca:

Mamma mia che spavento!
Sto tremando come il vento,
sono pallido e son bianco
sono proprio molto stanco.

Ho sentito un gran baccano
e son saltato sul divano.

Chissà cosa mai sarà
quel frastuono che è di là?!
Un fantasma, un mostro blu
o un ragno che vien giù?
Un tremendo temporale
o un alieno che fa male?
Che paura! Che terrore,
sto piangendo per l’orrore.
Non ho voce per parlare
e nemmeno per urlare.

Ma che sbaglio madornale!
Che abbaglio micidiale:
né un fantasma né un ragnetto
né un mostro poveretto.

Solo un vaso tutto rotto
ed un grande quarantotto:
alla mia mamma dalla mano
è scivolato piano piano,
quel bel vaso arancione
in frantumi sul balcone.

Non dovevo aver paura
la mia casa è ben sicura.

Nessun mostro o fantasma
ci viene a far la nanna:
loro abitan lontano
e a quest’ora russan piano,
coricati nei lettini
sognando topolini.

Ogni mamma sta cullando
e il suo bimbo rassicurando:
che sia mostro, alieno o umano
un ragnetto o un marziano!

(Fonte: web)

Analizziamo il testo e…scopriamo la rima (definizione e giochi ed esercizi di consolidamento sulla rima).

5) A questo punto siamo pronti: trasformiamo il nostro elenco in filastrocca, ispirandoci al testo letto!

Buon lavoro!

PS: MA LA PAURA….E’ SEMPRE UNA COSA NEGATIVA? VI LASCIO CON QUESTO CORTO 😉

 

La prof

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Benvenuta IA! Percorso di accoglienza: conoscersi attraverso le letture

Ed eccoci qui, ragazzi, all’avvio di questa avventura insieme! Benvenuti!
Impareremo a conoscerci…leggendo e scrivendo!

1° STEP: LA PRESENTAZIONE, IN PROSA E IN POESIA

a) Presentazione in prosa

  • Partiamo dalla lettura di “Questa sono io”, di Jacqueline Wilson (LINK): si tratta di un modo comico, buffo e strampalato di presentarsi, costruendo una carta di identità personale che, accanto agli aspetti fisici, faccia riflettere su quelli caratteriali.
  • Proviamo quindi a creare la “nostra carta di identità” comica e buffa, cominciando ad imitare le tecniche di scrittura dei grandi scrittori. Presentiamoci anche noi, scrivendo un testo comico, un po’ surreale, che ci riguardi.
  • Scrittura, lettura libera e condivisione
  • Tracy si diverte a fare ipotesi assurde su di sé, usando la tecnica del “se fossi” per spiegare il suo carattere. Proviamo anche noi a fare come lei, ad inventare dei “Se fossi” che ci riguardino, o imitando quelli di Tracy: Se fossi più grande…., Se fossi un poliziotto…., Se fossi preso a male parole…., Se fossi invisibile…., Se fossi un animale sarei….perché….
  • Scrittura, lettura libera e condivisione (e riflessione su quanto, un paragone anche assurdo, ci permetta di comunicare molte informazioni in più su di noi, rispetto ad una normale presentazione di sé).

b) Presentazione in poesia:

Ma la prosa non è il solo modo per parlare di sé. Leggiamo questa poesia di Mariella Bucci, Autoritratto:

AUTORITRATTO IN RIMA

Il mio autoritratto è un po’ strano

Non mi farò prender la mano,

ma il desiderio di parlare di me è più forte della paura che c’è.

Paura di far brutta figura, tra opere d’arte, foto e pittura.

Mi presento, ho gli occhi verdi, a volte si illuminano, come dei dardi.

Son sognatrice, ma coi piedi per terra,

a volte sigillo il cuore, come in una serra.

Son nata a settembre, cinquant’anni orsono.

Lo zodiaco dice che son vergine: mi do un po’ di tono.

Tante caratteristiche non mi appartengono, ma ho un carattere

dolce, gentile, insomma buono.

L’organizzazione forse mi appartiene di più

anche se spesso il disordine arriva fino a Cefalù.

Piena di lati opposti e contraddizioni. Chi non ne ha?

Adoro fare dei doni.

Donare un pensiero, uno scritto, un oggetto

per capire che se anche non è un mondo perfetto

siam qui, tutti insieme, è meglio volersi bene.

Sono anche una mamma, nel DNA

La vita mi ha dato due figli, grande opportunità.

L’opportunità di essere genitore, di seminare idee, emozioni, sentimenti

come si farebbe in giardino con preziose sementi.

Sperando che sempre risplenda luce e sole in abbondanza

e che il vento ed il freddo si alternino buoni, in una mite danza.

Lavoro, mi impegno a vivere la mia vita

prima che a un tratto sia tutta finita.

Per me vivere è amore, curiosità, con gli occhi di bimbo guardare

il verde dei campi, la roccia, il cielo, il mare.

Mi sento anche molto fortunata, in molti momenti, specie a inizio giornata.

Scrivo anche ogni tanto. Racconti lunghi, corti, allegri, tristi

non ho l’energia che vorrei per questa passione, non come i veri artisti.

Ma un po’ artista mi sento anch’io, in molte cose che faccio.

Quando cucino, quando sogno, quando dono / ricevo un abbraccio.

L’abbraccio, che grande invenzione! Dovrebbe passarlo la mutua, senza eccezione.

Sono stata frivola ma voglio anche dire

che c’è un pensiero orribile che mi fa soffrire.

Il pensiero di questo pianeta con le risorse scarse

e di noi umani, un po’ predatori, attori di farse.

Son stata seria ma ritorno a giocare

mi piace leggere, cantare e sognare.

Un’ultima cosa vo voglio dire, senza farvi oltre impazzire.

Ho scritto questa bella storiella, il mio none è Bucci Mariella.

(Bucci Mariella)

 

  • Procediamo quindi con la stessa tecnica di prima, il ricalco, questa volta imitando (scoprendo e riflettendo) le tecniche poetiche di scrittura (rima, similitudini). Lasciamo le parti sottolineate e personalizziamo le altre.
  • Lettura libera e condivisione

 

(TO BE CONTINUED con gli step successivi :))

La prof

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CIAO IIIA!

Ragazzi cari

tutti noi avremmo voluto un anno diverso, un anno come al solito, a divertirci in classe, ad imparare tutti insieme, a chiacchierare tra i banchi. Tuttavia ci è stato dato un anno diverso, strano, impegnativo e forse un po’ troppo solitario.

Eppure, nonostante ci separasse lo schermo, abbiamo comunque mantenuto il clima sereno e gioioso della classe…con l’immancabile “Posso andare in bagno?” anche in videoconferenza! 🙂

Sono stati tre anni gioiosi con voi…nonostante i decibel di alcune lezioni e di alcuni miei “prediconi” 😉 Di voi ricordo la vivacità creativa, l’intuizione e il guizzo durante le mie spiegazioni, quando io spiegavo “A” e voi facevate collegamenti con “B” e finivamo a parlare di “Z” (anche in modo strategico per evitare le interrogazioni! 😉 ); di voi ricordo i bei testi, che a volte tutti noi stentavamo a credere fossero usciti dalle vostre penne, tanto ci facevano commuovere; di voi ricordo i lavori creativi fatti in più, a volte in sostituzione di quelli da me assegnati (…aho!…;) ); di voi ricordo quanto vi siete appassionati in storia o in letteratura nei tre anni, al punto che alcuni di voi hanno letto “mattoni” in modo del tutto autonomo, lasciandomi piacevolmente stupita…

Sorvolo, perché non fa chic ricordarli a fine anno, i vari

  • Prof, ho dimenticato i quaderni a casa dello zio del cugino di mio nonno austrialiano, però, giuro, i compiti l’ho fatti!”;
  • “Prof, ma sempre me chiami_Chiama col libro_Ma pure col libro esco io_Non è giusto_Vengo la prossima volta”;
  • “Prof non l’ho fatto io_E’ stato un alunno dell’altra classe che voleva vendicarsi con me e ha simulato il tutto, mentre noi eravamo in palestra, lei era in sala professori, la bidella era scesa e c’era l’eclissi solare

Di tutto questo, dicevo, non dirò 😉

Scherzo ovviamente!

(O no?)

Vi auguro ora buona vita, buon cammino nella scuola, ma ancor più nella vita. Possiate essere responsabili e prendervi le soddisfazioni che spettano a chi si impegna con cuore e testa.

Buona vita, ragazzi!

Vi abbraccio forte!

La profArancione Marrone Foto Collage Citazione Estate Instagram Post

 

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IIIA: II Guerra mondiale tra letteratura e storia

Per Mercoledi 22:

  1. Visione del film “Roma Città aperta”

https://www.archivioannamagnani.it/blog/roma-citta-aperta-streaming/

https://www.dailymotion.com/video/x6sucr5 https://www.facebook.com/topaldofabrizi/videos/360881604809988/

2. Analisi del film, seguendo la scheda di analisi di un libro.

——————-

Per il 20 Maggio:

 

Testi a scelta da leggere (uno tra libri e audiolibri)

  1. Il sentiero dei nidi di ragno, Calvino (downolad del pdf dal link rosso sovrastante la finestra contenente il libro): un ragazzo, PIn, viene coinvolto nella Resistenza e diverrà uomo improvvisamente (audiolibro su YouTube)
  2. Una questione privata, Beppe Fenoglio  (pdf da scaricare e leggere off line) : è la storia di un dissidio familiare, dovuto al contrasto tra repubblichini e partigiani (audiolibro su YouTube)
  3. Il sergente della neve, Rigoni Stern (pdf da scaricare e leggere off line): racconta la ritirata degli italiani in Russia
  • Al termine, creazione di un prodotto creativo che rappresenti il libro, i suoi personaggi, le riflessioni fatte e suscitate, le connessioni con la propria vita, altri testi, attualità (la linea guida sarà sempre la scheda del libro, ma  l’elaborato dovrà essere personale, creativo):
    one pager;
  • disegno;
  • manufatto;
  • lapbook;
  • video;
  • intervista all’autore e ai personaggi;
  • modellino, etc etc

L’elaborato sarà spiegato ai compagni in videolezione.

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Per mercoledi 29:

Approfondimenti personali concordati a lezione. Qui di seguito un po’ di link per partire nella vostra ricerca:

GRUPPO “DONNE NELLA RESISTENZA”:

LINK 1

LINK 2 (navigare anche le testimonianze nella colonna arancione di destra)

LINK 3 (wikipedia)

Indicazioni: inquadrare il contesto storico; sottolineare il ruolo specifico delle donne, le strategie usate, i rischi corsi, come erano organizzate. Approfondire qualche storia particolare, facendo riferimento, se si vuole, al brano de “L’Agnese va a morire” del libro di antologia o ad altre figure storiche. Si suggerisce anche il film “L’Agnese va a morire”

  • GRUPPO “DISABILITA’ ED OLOCAUSTO”

SPETTACOLO TEATRALE “AUSMERZEN” (consigliato anche ad altri di altri gruppi)

PROGETTO AKTION T4 (eliminazione disabili)

EUGENETICA

Indicazioni: Contestualizzare l’idea di razza pura. Perché doveva essere pura? Quale era il fine ultimo di questa umanità forte e perfetta? Parlare dell’idea di eugenetica, genetica a fin di bene. Spiegare, quindi, come venivano eliminati i disabili e come si mantenevano distesi i rapporti con i loro familiari.

  • GRUPPO “SS”

LINK 1 (SCORRERE IL SITO VERSO IL BASSO): SS E ALTRE ORGANIZZAZIONI NAZISTE

LINK 2 (WIKIPEDIA)

HIMMLER (WIKIPEDIA; DOCUMENTARIO SULLE SS DI HIMMLER)

Indicazioni: panoramica sui vari corpi speciali di Hitler e loro specifiche mansioni; caratteristiche delle SS; “Notte dei cristalli” cause e conseguenze; apprifondimento della figura di Himmler, dei suoi piani e del modo di gestire le SS. Si consiglia docufilm sulla Notte dei cristalli

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GRUPPO “GIAPPONE IN GUERRA E BOMBA ATOMICA”

GIAPPONE NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE
KAMIKAZE
DOCUMENTARIO BOMBA ATOMICA    (TESTIMONIANZE DEL DOPO BOMBA)

Indicazioni: Trovare le maggiori caratteristiche e peculiarità della cultura giapponese rispetto alla cultura europea (Kamikaze, martirio, senso del dovere, imperialismo etc). Sulla bomba atomica i materiali sono infiniti e svariati. Decidere il “taglio” da dare: scientifico o storico o chimico. Si consiglia, comunque, la visione del film “I ragazzi di Via Panisperna”

GRUPPO “IL DUCE E LE DONNE”

LA FIGURA FEMMINILE NEL FASCISMO

LE DONNE DEL DUCE

DONNE E FASCISMO

Indicazioni: contestualizzare l’idea di donna nell’ambito del fascismo (donna madre, figli come dono alla patria), parlare del rapporto che il Duce ha avuto con le sue donne, alla luce del suo pensiero politico. Approfondire le biografie di Donna Rachele e Claretta Petacci. Confrontare con la situazione femminile oggi.

 

GRUPPO “BARTALI”

PANORAMICA SU BARTALI

RICERCA CREATIVA, CON CITAZIONI E ANEDDOTI

LA CATTURA E LA TORTURA A VILLA TRISTE

Indicazioni: Panoramica del contesto: il tour, la rivalità con Coppi, la notorietà di bartali. I suoi rischi, i contatti col Vaticano, la cattura e la paura a Villa Triste. Se si vuole affiancare un’altra storia di sport, suggerirei Arpad Weisz, allenatore dell’Inter finito nei campi di concentramento.

GRUPPO “PERTINI”

PANORAMICA BIOGRAFIA (wikipedia)    ;  BIOGRAFIA SINTETICA ; BIOGRAFIA PIU’ DETTAGLIATA
PERTINI, PARTIGIANO PERT (DOCUMENTARIO)

LETTERA ALLA MADRE “COLPEVOLE” DI AVER CHIESTO LA GRAZIA A MUSSOLINI

Indicazioni: Il suo credo socialista; gli anni giovanili, a fianco del Mussolini socialista; l’avversione al fascismo e la scelta di essere militante. La grande opposizione a Mussolini e il confino. Le lettere alla madre, soprattutto quella linkata.

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IIIA: Attualizzazione de “Il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”_Alla ricerca della felicità

Ciao ragazzi ❤

Cerchiamo di far nostro tutto quello di cui abbiamo ragionato e letto in questi giorni.

Sono giorni davvero difficili, per tutta l'Italia…Eppure siamo chiamati alla speranza, perché l'uomo è fatto per desiderare (< DE SIDERIBUS): viene dalle stelle e alle stelle è richiamatoquadri-Van-Gogh

Per cui, con gli occhi al cielo, continuiamo…a farci leggere dalla letteratura e..a guardare la luna e le stelle:

 

Cosa è la vita? Quale è il suo senso?  Cosa è la felicità? Come posso raggiungerla? Sono domande esistenziali, che l’uomo da sempre si è posto…

E’ giunto il momento che cominciamo a porcerle anche noi…Vi renderete conto che non è affatto semplice rispondere…
In questo documento (che trovate anche nella nostra cartella condivisa >ITALIANO >LETTURE PER LA FELICITA’/LAVORI CANTO NOTTURNO) ho selezionato alcuni racconti dei grandi scrittori russi che penso vi possano aiutare…a leggervi, a capire ciò che per voi è veramente importante, cosa è per voi la felicità. Leggetene qualcuna o leggetele tutte (ma leggetele, però! 😉 ) e rispondete alle domande in calce sul vostro quaderno. Se nel rispondere, alcune risposte si fanno articolate, profonde, si trasformano in storia…allora incollatele nel vostro file delle annotazioni.

 


A questo punto, vi dò diversi spunti di scrittura, a scelta(per giovedi prossimo, da consegnare su Collabora o, se proprio non riuscite su Drive cartella condivisa >ITALIANO >LETTURE PER LA FELICITA’/LAVORI CANTO NOTTURNO).

1) (testo riflessivo): Dopo aver letto il Canto Notturno e altri racconti, cosa pensi sia la felicità per l’uomo? Perché l’uomo ricerca tanto la felicità? In cosa la cerca maggiormente l’uomo di oggi? Pensi che l’uomo di oggi sia felice? E per te, cosa è la felicità? Cosa ti rende felice? Perché? Secondo te, quali sono gli ingredienti principali della felicità? Se vuoi, racconta anche un episodio significativo della tua vita.

2) (testo argomentativo): L’uomo, da sempre, insegue la felicità: fa parte della sua natura. Nella società di oggi, la ricerca della felicità sembra andare di pari passo con la ricerca del benessere: avere successo, avere un fisico scultoreo, avere ricchezze. Ma è questo che fa la felicità? Esprimi la tua opinione a riguardo, argomentandola secondo i principi argomentativi.

3) Inventa una storia, il cui insegnamento sia il senso della vita e la felicità. Scegli l’incipit che più ti intriga:

a) “Sperava che quello giorno sarebbe stato il suo giorno più fortunato…Ne aveva subite tante in passato e la sua vita era sempre stata ai margini, da quando”….(incipit in medias res. Chi sarà il protagonista? Come era? Perché era stato sempre sfortunato? Che cosa gli era accaduto? e quel giorno, cosa sarebbe successo? e cosa accadrà veramente? Narra in terza persona. Fai un veloce schema a caselle o scaletta e sviluppa bene ogni sequenza, senza perdere di vista l’insegnamento da dare);

b) “Era una mattina di inverno. La città sonnecchiava, infreddolita, sotto le coperte calde e tra i fumi dei camini accesi. Il sole stesso aveva appena cominciato a sollevarsi. Tutto era ancora avvolto in una atmosfera ovattata. Una sola persona era già inquieta nella sua stanza, con le mani dietro la schiena e un viso corrucciato e preoccupato…(Dove siamo? In quale città? Perché? Chi è la persona che non dorme? Perché? Sviluppa una storia in terza persona, raccontando la ricerca della felicità da parte del personaggio);

c) “Tutti pensano che io sia matto/a! Ahahah! Che sciocchi! Solo perché vivo e dormo lungo i binari della stazione del treno, non vuol dire che io sia un folle! Si vedessero, mentre come burattini, la mattina, sfrecciano a prendere il treno, perennemente in ritardo, con i visi dentro gli schermi dei telefonini! Non guardano nemmeno dove mettono i piedi, figurarsi se si accorgono di me! E sarei io il/la matto/a…”(Racconta, in prima persona, col punto di vista di un nullatenente, la vita frenetica e meccanica di oggi. Fai in modo che lo sguardo di questo mendicante ti serva come telecamera spietata per “riprendere” l’insensatezza di molti nostri comportamenti, facendo emergere dal racconto la tua idea personale di felicità

4) Scrittura libera a partire da una vostra annotazione.

Dateci dentro, come sapete fare!
Un grosso abbraccio!

la prof

 

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IIIA:STORIA Approfondimenti sulla Seconda Guerra Mondiale (parte prima 1939-42)

Ragazzi, in questi giorni di stop forzato ( immagino il vostro sommo dispiacere 😉 ), cerchiamo tuttavia di non disperdere tempo ed energie.

Visto che avevamo avviato lo studia della II Guerra Mondiale, ecco alcuni materiali, per gli anni 1939-42. Avete diverse opzioni:

  1. Ovviamente lo studio del libro di testo: pg: 186-91, 200-7;
  2. Per i ragazzi che necessitano di uno strumento più snello, con esercizi anno per anno, vi linko anche qui, oltre che sul RE, il libro di Storia Facilitata (la II GM è alle pag. 164-174). In questo caso, svolgete per iscritto o oralmente gli esercizi;
  3. Per tutti, ma soprattutto per i ragazzi che vogliono uno studio dettagliato, ricordo sia le fotografie, che gli schemi, che i file audio anno per anno che trovate nella nostra cartella Drive (ovviamente quelli relativi agli anni in oggetto);
  4. Per gli amanti dei video didattici, vi consiglio questo, ben fatto (fino a 11’26):

La prof

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Memoria e Territorio: Interviste a Flaminia Testa

Memoria e territorio

Riprende quest’anno un progetto già iniziato negli anni addietro: in diverse persone mi hanno sollecitato a riprendere la raccolta delle testimonianze passate del nostro paese, prima che il tempo cancelli le ultime tracce. E’ importante mantenere viva la memoria di un territorio e di una famiglia: rinsalda le conoscenze e i rapporti umani. Quest’anno, inoltre, raccoglieremo anche  file audio di stornelli e canzoni, per creare anche una piccolo archivio sonoro della zona.

Ripartiamo con le interviste a Flaminia Testa, realizzate da Andrea Di Pietro:

Flaminia ricorda la distruzione dei palazzi di Piazza Roma e la fuga della sua famiglia, nonché delle altre famiglie. Flaminia ricorda l’ospitalità data da chi era generoso e la fraternizzazione durante quei momenti difficili.

Dice Flaminia che due palazzi di Piazza Roma furono distrutti: quello dove ancora abita adesso, al civico 9, che fu minato negli ultimi giorni della ritirata, e parzialmente quello a fianco. Ricorda poi gli eventi di “Via dei Martiri“, dove “furono uccisi sia delle persone che dei cavalli, per questo si chiama Via dei Martiri“. Il quartiere generale dei tedeschi era nel palazzo Viscogliosi e alla Villetta Rossa. Flaminia prosegue poi ricordando che durante la guerra c’era molta solidarietà tra le persone: chi aveva più bambini veniva aiutato, chi sapeva cucire, come la mamma di Flaminia, si metteva a disposizione per cucire e rammendare. Flaminia, come altri nonni, ricorda anche la solidarietà con i tedeschi prima dell’8 settembre 1943: la mamma di Flaminia ricorda di aver cucito una mantellina per la figlia di un soldato e di avergli dato una carezza pensando “Chissà [questo ragazzo ] quello che sta passando [lontano dalla sua famiglia]” e al fratello di Flaminia spesso i soldati riempivano il secchiello di zucchero. Durante la guerra e alla fine, gli scambi coi paesi a fianco, con Pisoniano, erano frequenti: nessuno aveva la dispensa piena.

Flaminia conclude ricordando gli insegnamenti positivi che comunque la guerra le ha lasciato: la solidarietà, il senso del risparmio, l’importanza di non sprecare e di riciclare.

 

Grazie Flaminia, grazie Andrea.

 

 

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