IA -IB: Benvenuti ragazzi!

Altre attività di accoglienza

…Ed eccoci qui, nuovamente e allegramente, ad iniziare un nuovo ciclo di studi con i piccoli delle prime! Vediamo come accoglierli…;)

vignetta di Paperon de Paperoni con cannone

accoglienza 😉

No? Dite che non va bene? 😉  D’accordo: serietà, ed andiamo ad illustrare le attività che faremo insieme:

  1. i ragazzi saranno accolti all’entrata dalle maestre delle quinte e dalle prof delle medie e insieme portati nel corridoio della scuola media dove verranno disposti a sedere, in circolo tutti insieme (detta così, sembra davvero l’operazione di un plotone di esecuzione 😀 ). Dopo saluti, baci e abbracci (alle maestre 😉 ) un insegnante legge ad alta voce il racconto La voce della conchiglia, di Bruno Ferrero.

    Si tratta di una bellissima lettura, che invita a riflettere sulla diversità di ognuno,  su quali strumenti ciascuno usi per raggiungere i propri obiettivi e quali tra questi siano i più efficaci e perché. Nella lettura lo Smeraldo Verde (l’obiettivo) non verrà raggiunto né con la spada (la forza bruta), né con i sotterfugi (il denaro), ma solo con la riflessione, con l’ascoltare i consigli sapienti e col creder nelle proprie capacità (la conchiglia);

2) i ragazzi vengono invitati, durante l’ascolto, ad annotare sul quaderno la frase che li ha colpiti di più, a condividerla a fine lettura, a commentarla e a spiegarla agli altri.  La riflessione sarà libera da parte dei ragazzi, ma guidata dalle insegnanti, per far arrivare correttamente il messaggio;

3) a questo punto le maestre, come il Re del racconto, lasceranno in eredità ai loro “figli” i doni, che consisteranno nei talenti che loro hanno scoperto durante i cinque anni della scuola primaria. Come il Re consegna “la mia forza, la mia ricchezza e le mie parole”, così le maestre distribuiranno. chiamando per nome ciascun bambino, i talenti (dischetti gialli di cartone) “il mio punto di forza, la mia ricchezza, le mie capacità” [foto a seguire]: le maestre lasceranno in eredità, così, un ultimo messaggio positivo. I ragazzi raccoglieranno i talenti in un loro baule personale (una busta di carta), uno scrigno, stile “il mio tessshoro” di Frodo 😉

4) a questo punto le maestre (dopo altri baci e abbracci 😉 ) lasceranno i ragazzi, che entreranno nelle loro aule dove proseguiranno le attività;

5) l’attività dei talenti continuerà anche tra compagni di banco e anche a casa (anche i genitori dovranno scrivere tre talenti del proprio figlio) e tutti saranno raccolti nel baule personale che verrà attaccato nel retrocopertina del quadernone;

6) si avvia, lentamente, una prima attività di scrittura, attraverso la riflessione personale. Nel racconto, i tre fratelli sono molto diversi tra di loro. In quale ti rispecchi di più? Perché? Quando ti comporti come l’uno o come l’altro? I tre fratelli, inoltre, superano delle prove: la Foresta Tenebrosa (le cose che mi mettono paura), il Lago ghiacciato delle Tempeste (le cose che mi ostacolano), la Palude della Tristezza (le cose che mi rendono triste). a) Pensando sia all’inizio della scuola che alla tua vita in generale, cosa ti mette paura? Fai un elenco di situazioni. b) Cosa ti blocca, ti frena (anche del tuo carattere)? Fai un elenco. c) Cosa ti rattrista? Fai un elenco. d)Quale è lo Smeraldo Verde per te, ovvero quale è o quali sono i tuoi obiettivi? Cosa vorresti raggiungere? Fai un elenco. Le risposte saranno pre-testi di scrittura personale nelle lezioni successive. [scheda da inserire]

7) per avviare la scrittura strutturata, si propongono diverse poesie, da leggere, illustrare (per far emergere i talenti creativi in classe) e da rielaborare in ricalco (per far emergere i talenti nella scrittura):

8) per le paure e gli ostacoli i ragazzi leggeranno/illustreranno/rielaboreranno Nel buio sapessi e Nell’albergo della paura di Roberto Piumini e socializzeranno le proprie paure, scrivendole; per i propri sogni leggeranno/illustreranno/rielaboreranno Una poesia tutta mia, di Luisa Bruinori, Aria di V. Biancardi, Il pane di G. Rodari. Tutti gli elaborati confluiranno in cartelloni finali [foto].

To be continued (giusto il tempo dei prossimi tre anni 😉 ).

La prof

 

 

 

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Bibliotake: prodotti collaborativi finali

Progetto Bibliotake – Il Blog

E si è giunti alla fine anche di un altro progetto eTwinning, questa volta nazionale, che ha visto partecipare molte scuole italiane.

Dopo aver lavorato su attività di lettura, sfide di libri, caviardage, incontri con gli autori, alcune scuole partecipanti hanno deciso di far collaborare gli alunni in un progetto comune.

Dopo aver fatto un sondaggio per veder se ci fossero libri comuni tra quelli più letti nelle varie scuole e dopo aver visto che anche la scuola di Barbara Dragoni (ICS CIVITELLA IN VAL DI CHIANA, BADIA AL PINO, AR) stava lavorando sul fantasy, leggendo “Il gatto nero” di E. A. Poe, come anche gli alunni di Anna Torino (IC SAN VALENTINO TORIO, SALERNO, SA), si è deciso di iniziare un’attività di scrittura creativa tra le scuole secondarie di I grado del progetto: da subito, hanno aderito Sonia Lodovichi, collega di Barbara Dragoni e Filomena Olivieri (IC VALSINNI – PLESSO ANTONIO FORTUNATO, COLOBRARO, MATERA). Lavorando nel forum del Twinspaces, tutti i ragazzi hanno scritto i loro finali del celebre racconto di E. A. Poe, usando così tanta fantasia che su quasi 50 pagine non ce ne è uno uguale all’altro. I ragazzi hanno poi anche personalizzato la lettura e si sono interrogati su quale fosse il proprio “gatto nero”, ovvero le proprie paure e ansie nascoste. A voi la raccolta di tutto il lavoro (per la raccolta del quale ringrazio Anna Torino)! Cliccare sull’immagine o al LINK:

Copertina inostri finali de "Il gatto nero"

Copertina: I nostri finali de “Il gatto nero”

L’altro lavoro che ci ha appassionato e coinvolto molto i ragazzi è stata…l‘agenda letteraria! Sulla falsa riga di Libridinosa, l’agenda letteraria donatami dall’ex alunna Adriana Rossi ❤ , abbiamo deciso di creare una nostra Libridinosa, una nostra agenda letteraria, con le citazioni dei libri che i nostri alunni avevano letto ed amato.

Gli alunni hanno “adottato” uno o più mesi e, giorno per giorno, hanno trascritto una o più citazioni dai libri che hanno letto su un Google doc condiviso. Il risultato del lavoro, che  potete sfogliare qui di seguito, è quello di un’agenda letteraria che accompagna durante l’anno e invoglia a leggere chiunque la sfogli. L’agenda, raccolta di 365 citazioni diverse, si presta anche ad essere una sorta di piccolo quaderno dello scrittore, da cui prendere spunto per i propri scritti.

Qui di seguito le scuole e i docenti coinvolti:

  • Gennaio: IC Garibaldi San Vito Romano (RM)_Cristina Galizia
  • Febbraio: IC O. Giorgi, Valmontone (RM)_Alessia Riccardi
  • Marzo: IC Valsinni_ Fortunato_ Colobraro (MT)_Filomena Olivieri
  • Aprile: IC Badia al Pino, Arezzo- Barbara Dragoni
  • Maggio: IC Valentino Torio, Salerno_Anna Torino
  • Giugno IC Badia al Pino, Arezzo- Sonia Lodovichi
  • Luglio ICS T. Anardi Scafati (SA)-Antonella Bacoccoli
  • Agosto: IC Garibaldi San Vito Romano (RM)_Cristina Galizia
  • Settembre IC Valsinni_ Fortunato_ Colobraro (MT)_Filomena Olivieri
  • Ottobre IC Valsinni_ Fortunato_ Colobraro (MT)_Filomena Olivieri
  • Novembre IC Garibaldi San Vito Romano (RM)_Cristina Galizia, Emiliano Battaino
  • Dicembre: tutti gli alunni, ex alunni e i professori

Grazie a quanti hanno collaborato e creduto in questi lavori e in questo progetto!

A voi, BIBLIOTAKE, L’AGENDA! Cliccare sull’immagine o sul LINK:

Bibliotake, l'agenda

BIBLIOTAKE, L’AGENDA

Buona lettura e…buona vita con Bibliotake!

La prof

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Ciao IIIA!

E ci siamo arrivati, anche questa volta!

Finisce oggi un altro triennio ragazzi miei, un triennio fatto di lavoro e riso, testi ben scritti e ramanzine infinite, complimenti per gli elaborati e desiderio di appiccicarvi alla lavagna, staccarvi e appiccicarvi di nuovo  😉

Con voi mi sono divertita e accalorata, appassionata ai vostri lavori creativi e sfiduciata quando mi dicevate che il lavoro lo avreste portato lo stesso lunedì dell’inizio della dieta 😉

Ma di voi conservo un ricordo bellissimo e oggi, per questo, ho voluto salutarvi con la poesia che più volte vi ho citato in questi anni (al punto che la vedevo uscire dalle vostre narici), affinché sia di sprone a non accontentarvi mai, a brillare, sia per voi che per chi vi sta attorno!

Ciao, ragazzi miei! Buona vita!

“La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.

La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.

E’ la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.

Ci domandiamo: ‘ Chi sono io per essere brillante,  pieno di talento, favoloso? ‘

In realtà chi sei tu per NON esserlo?

Siamo figli di Dio.

Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.

Non c’è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicchè gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.

Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.

Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.

Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.

E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.

E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri. “

Nelson Mandela

La prof

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Bibliotake: IIA IIB_Sui binari dell’arte

Progetto Bibliotake – Il Blog

Il 23, 24, 25 Maggio 2017, le classi IIA e IIB hanno svolto degli incontri a cura di Noemi Bruschini (grafico pubblicitario e iscritta all’Accademia di belle arti a Roma) e Federica Coni (laureata in Pedagogia e formatrice presso le scuole) su tecniche artistiche per esprimere le emozioni e recensire/commentare testi letti. Scopo delle attività era di ri-mediare le emozioni in modi diversi, appunto, o di oggettivizzare le emozioni di un libro o di una poesia attraverso attività pratiche, volte all’inclusione e allo sviluppo delle intelligenze multiple.

Alcuni ragazzi hanno deciso di recensire i libri letti, altri, la maggioranza, le loro poesie di viaggio.

Le tecniche mostrate sono state quelle della tempera ad olio, dell’acquerello, del graffito, delle cere, del collage. I ragazzi hanno espresso ciascuno i propri sentimenti in modo diverso!

A voi i lavori dei ragazzi !

Grazie Noemi e Federica!

 

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IIIA al Giffoni Festival!

I ragazzi di IIIA tentano di classificarsi per il Giffoni Festival!

Il video con cui partecipano è questo:

Abbiamo bisogno di voti! Ci date una mano?

Cliccate su QUESTO LINK e selezionate DEMOLISCI LA MAFIA

 

Quale che sarà il risultato (conta il viaggio, non la meta, diceva Kavafis) è importante e significativo per i ragazzi che si vedano sostenuti nelle loro azioni. Se poi queste azioni sono BELLE e SIGNIFICATIVE…allora HANNO GIA’ VINTO!

 

Grazie a quanti sosterranno i ragazzi nel loro lavoro!

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Nous et le tremblement de terre_Noi e il terremoto-Earthquake: i prodotti collaborativi finali

Nous et le tremblement de terre – Blog europeo

Il progetto eTwinning “Nous et le tremblement de terre” è arrivato a conclusione e due sono stati i prodotti finali realizzati in maniera collaborativa tra le scuole attive del progetto (in particolare l’ITIS di Melito di Porto Salvo, con il Prof. Domenico Marino e la Scuola secondaria di Castelfranco Emilia della prof.ssa Ottavia Bardaro).

Tutti i ragazzi hanno creato un glossario in italiano, francese, inglese delle parole che attengono il terremoto (con l’obiettivo didattico di migliorare gli esiti nelle competenze di base attraverso l’arricchimento lessicale) e un romanzo epistolare, in cui sono  state raccolte le lettere scritte dai ragazzi a persone che hanno vissuto il terremoto, come compito significativo finale.

Tanto il glossario, quanto il romanzo epistolare, sono stati strutturati in un’ottica di continuità curricolare: il glossario coinvolge scuola secondaria di I° e II° grado; il romanzo epistolare coinvolge gli alunni delle classi Ve della Primaria di San Vito, la scuola media di San Vito e di Castelfranco Emilia e la scuola superiore di Melito di Porto Salvo.

Complimenti a tutti!

Glossario:

Glossario formato eBook in ePub ( o cliccare sulla foto)

Foto con link all'ebook del glossario

Foto con link all’ebook del glossario

Romanzo epistolare in ePub (o cliccare sulla foto)

Foto con link all'ebook del romanzo epistolare

Foto con link all’ebook

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IIIA: Verso l’Infinito e oltre! (Leopardi, perdonami il titolo)

Altre lezioni sull’Infinito

Ok, zio Giacomo, il titolo è un po’ dissacrante…

o no?

Nel cartone, il pupazzo Woody, giocattolo preferito da Andy, prova una profonda invidia per Buzz, il giocattolo astronauta supertecnologico che lo ha temporaneamente sostituito nel cuore del ragazzo. Così Woody fa di tutto per metterlo in cattiva luce con gli altri giocattoli: “Non sai volare”, “Sei un giocattolo normale, non uno Space Ranger“. L’invidia (< IN VIDEO), il ‘voler non vedere, il vedere contro’ lo porta a non vedere quello che è evidente: Buzz non sarà uno Space Ranger, avrà pure ali di plastica (o in lega berillio-carbonica come precisa Buzz 😉 ), ma PUO’ volare, nonostante la sfiducia invidiosa di Woody (che assomiglia tanto ai polli e ai gatti de “Il brutto anatroccolo“). E cosa farà infatti Buzz? Volerà…verso l’infinito…e PURE OLTRE!

Ecco, ora direte: vabbè, prof, mo che c’entra con Leopardi tutto questo? 😉

C’entra. Anzi fa centro.

Ieri, complice lo spettacolo teatrale di Alessandro D’Avenia, che presentava L’arte di essere fragili, romanzo incentrato su Leopardi, mi sono soffermata sul verbo fingere che compare nel famosissimo Infinito (per la spiegazione del quale rivedetevi i vecchi post):

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

Per capire bene questo verbo, occorre, come sempre, scandagliare l’etimologia (foto da https://unaparolaalgiorno.it)

etimologia di

Etimologia di “fingere”

Leopardi si plasma, si ricrea, si inventa (<INVENIO ‘trovare’), si RITROVA, TROVA SE’ STESSO di fronte alla siepe, di fronte all’ostacolo (per gli amanti di Renato Zero come me, consiglio l’ascolto della canzone Inventi; qui il testo. La poesia in-venta e ri-crea)

Come Dante nella selva:

Mi ritrovai per una selva oscura

Non è che Dante racconta che è ‘capitato’ nella selva (TOM TOM fasullo…), ma Dante RITROVA SE STESSO nella selva: di fronte alla difficoltà (lo sbandamento che lo aveva colto nel mezzo del cammin della sua esistenza di uomo e politico di riguardo), quando tutto sembrava perduto, lui PARADOSSALMENTE ritrova sé stesso. Per Leopardi avviene la stessa cosa: gli “ostacoli” di Leopardi li sappiamo e li possiamo immaginare: una vita strozzata, da tanti punti di vista. Ma l’ostacolo della siepe è occasione di superamento dei propri limiti, di andare PURE OLTRE la difficoltà…ove per poco il core non si spaura.

Altro verbo molto interessante, di cui abbiamo ragionato in classe, commentando la poesia in classe, è mirare (sedendo e mirando). L’etimologia, anche in questo caso, ci aiuta tantissimo. Mirare < MIROR, da cui anche l’inglese mirror ‘specchio’: MIROR è ‘guardare con attenzione, guardare, andando oltre la superficie, facendosi cogliere dalla meraviglia’. Cosa facciamo infatti quando, dopo vestiti, ci specchiamo? Abbiamo veramente bisogno di vedere quale maglietta e pantalone abbiamo indossato? Non vediamo forse gli abiti quando ce li mettiamo addossso? Allora, cosa guardiamo quando ci specchiamo? Guardiamo come siamo NOI, guardiamo con attenzione se quei vestiti corrispondono all’emozione di quel giorno, se ci raccontano in modo adeguato, GUARDIAMO DENTRO DI NOI. Quando le ragazze si controllano in continuazione il capello o il rimmel appena messo, non controllano veramente se si è spostato il capello 17 dell’acconciatura o se il rimmel è sceso, ma se possono suscitare interesse da parte del ragazzo di cui sono innamorate. Guardano con attenzione se sono AMABILI.
Ecco, Leopardi allo stesso modo usa la siepe come uno specchio. Perché mettersi seduto di fronte ad una siepe? Come mettersi di fronte ad una TV spenta. La siepe è il suo specchio: occludendo la vista lungo il piano orizzontale, costringe ad alzare lo sguardo oltre, scoprendo cose in-finite, che non possono esistere se non nell’animo umano, in sé stesso (non esistono interminabili spazi; i silenzi sovrumani non sono appunto umani). La siepe permette a Leopardi di guardarsi dentro e leggersi, leggere l’infinito che ha dentro.

Un po’ come nei quadri di Magritte, dove il cielo abita l’uomo. Nel quadro qui sotto, provate a sostituire la tenda con una siepe…

magritte

Ci sono due sguardi, infatti nella poesia: lo sguardo fisico, ristretto che vede la siepe e niente più. E poi lo sguardo interiore, fatto col cuore, che non si cura dell’ostacolo e guarda oltre e VEDE (come il piccolo principe), l’essenziale che è oltre e lo vede anche in-finito, senza alcun limite al proprio de-siderio, senza alcun limite alla propria ambizione.

Sono questi due sguardi che lui va comparando: quello della vita sensibile, orizzontale e quello del vedere oltre il reale tangibile, l’ambizione, il sogno…

E il verso finale ci fa capire quale dei due sguardi lui preferisca 😉
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

Vi auguro un bel naufragio, ragazzi.

La prof

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