IIA: L’Umanesimo_L’uomo che crede unicamente nella sua forza

Siamo arrivati a quei secoli che, nella storia, nella letteratura e nell’arte prendono il nome di Umanesimo.

Qui una breve sintesi, semplificata. (UMANESIMO )

In classe abbiamo parlato di quanto questa visione dell’uomo che confida unicamente in se stesso trapeli nell’arte del periodo: corpi muscolosi, masculini, vigorosi, da fare invidia agli uomini più palestrati di oggi!

Perché questo? Perché questo protagonismo del corpo?

Da un lato il ritorno alla perfezione del corpo greco (simbolo della perfezione della cultura greca tutta), da un lato il sottolineare che l’uomo, con la sua forza, può da solo dominare la sua vita e il suo mondo.

(Sulla sinistra una statua greca; sulla destra il David di Michelangelo, scultore-pittore umanista che riprende i modelli greci)

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In classe, abbiamo commentato, a questo proposito, i corpi tridimensionali, energici del Michelangelo della Cappella Sistina.

Qui di seguito, alcuni video per approfondire, se volete:

  1. Due video, di panoramica:

2) qui di seguito, l’inarrivabile Alberto Angela ( l’Alberto del mio cor…<3 😉 )

Vedete quanto l’umanesimo traspaia dalle pitture di Michelangelo?

Un’altra opera che vi può aiutare a memorizzare i concetti di Umanesimo è, tra le tante, il celeberrimo “Uomo vitruviano” di Leonardo da Vinci.

Risultati immagini per uomo vitruviano

Leonardo da Vinci fu un artista davvero completo, poliedrico: fu pittore, architetto, matematico, scienziato. Studiando l’architetto latino Vitruvio che aveva studiato le proporzioni del corpo umano in relazione all’architettura, Lenoardo studiò anch’egli le proporzioni del corpo umano per poi applicarle alla pittura e dipingere il più realisticamente possibile. Dal disegno che vedete sopra, emerge lo studio matematico che Leonardo fece dei rapporti, ad esempio, tra la testa e il corpo (la testa è 1/7 del corpo), tra l’apertura delle braccia e l’altezza (sono uguali) e tra tanti altri elementi del corpo. Nello studiare queste proporzioni, Leonardo intuì che un corpo umano poteva essere inscritto sia in un quadrato (simbolo della vita terrena), sia in un cerchio (simbolo del divino). Il disegno, dunque, non è solo uno studio geometrico-anatomico, ma anche un manifesto dell’Umanesimo: l’Uomo è al centro di tutto, vita terrena e vita divina.

Ma sarà davvero così?

Lo scopriremo nelle prossime puntate! 😉

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IIA IIIA: Scrivere con i grandi_Il punto di vista

Scrivere con i grandi

Prosegue il lavoro di scrittura ad emulazione dei grandi della letteratura. In entrambe le classi, oggi abbiamo letto (parte del) “La tana” di Franz Kafka. Chi vuole, può ascoltare il racconto letto dalla stupenda voce di Valter Zanardi, oppure lo può riscaricare e rileggere QUI

Kafka, come fa ne “Le metamorfosi”, inventa un insolito punto di vista: Samsa, nel romanzo, un giorno si sveglierà scarafaggio e l’intero romanzo sarà narrato…dal basso:

Gregor Samsa, destandosi un mattino da sogni agitati, si trovò trasformato nel suo letto in un enorme insetto immondo. Riposava sulla schiena, dura come una corazza, e sollevando un poco il capo scorse il suo ventre arcuato, bruno e diviso in tanti segmenti ricurvi, in cima a cui la coperta del letto, ormai prossima a scivolar giù tutta, si manteneva a fatica. Le gambe, numerose e sottili da far pietà rispetto alla sua normale corporatura, tremolavano senza tregua in un confuso luccichio dinnanzi ai suoi occhi.

Che cosa mi è capitato? pensò. Non era un sogno. La sua camera, una stanzetta di giuste proporzioni, soltanto po’ piccola, se ne stava tranquilla, fra le quattro ben note pareti. Sulla tavola un campionario disfatto di tessuti – Samsa era commesso viaggiatore – e sopra, appeso alla parete, un  ritratto, ritagliato da lui – non era molto – da una rivista illustrata e messo dentro una bella cornice dorata: raffigurava una donna seduta, ma ben dritta sul busto, con un cappello e un boa di pelliccia; essa levava incontro a chi guardava un pesante manicotto, in cui scompariva tutto l’avambraccio.

Lo sguardo di Gregor si rivolse allora verso la finestra, e il cielo fosco (si sentivano le gocce di pioggia battere sullo zinco della finestra) lo immalinconì completamente. Che accadrebbe se io dormissi ancora un poco e dimenticassi ogni pazzia? Pensò; ma ciò era assolutamente impossibile, perché Gregor era abituato a dormire sulla destra, ma non poteva, nelle attuali condizioni, mettersi in quella posizione. Per quanto si gettasse con tutta la sua forza da quella parte, tornava sempre oscillando sul dorso: provò per cento volte, chiuse gli occhi per non vedere le sue zampinette dimenanti, e rinunciò solo quando cominciò a sentire al fianco un dolore sottile e sordo, ancora non mai provato.
O dio, pensava, che professione faticosa ho scelto! Ogni giorno su e giù in treno. L’affanno per gli affari è molto più intenso che in un vero e proprio ufficio, e v’è per giunta quella piaga del viaggiare, la preoccupazione per le coincidenze dei treni, la nutrizione irregolare e cattiva; le relazioni con gli uomini poi cambiano ad ogni momento, e non possono mai diventare durature né cordiali. Al diavolo ogni cosa! (…)

Ho citato più volte questo celeberrimo incipit: un uomo che si sveglia e si trova trasformato in quanto di più impensabile, piccolo, orrendo si possa immaginare. Un nuovo ed insolito punto di vista, piccolo, basso, in perenne pericolo. Una telecamera che cammina rasente il terreno.

Ne “La tana”, di cui vi ho letto qualche passaggio in classe, il protagonista è una talpa, piccola, che ha appena finito di costruire la sua tana, che la tiene al sicuro, a differenza di altri animali della superficie. E’ in realtà un racconto allegorico, ma al di là di questo, quello che interessa è nuovamente l’insolito punto di vista.

Quello che, al momento, ci interessa è capire la focalizzazione, il punto di vista, appunto.

Abbiamo detto che la narrazione in prima persona, in cui narratore e protagonista coincidono, potrebbe paragonarsi al selfie, in cui fotografo regista e soggetto coincidono:

Narrazione in prima persona come un selfie

Nella narrazione in prima persona, il narratore-regista decide lui stesso l’angolazione, la luce, il taglio della foto-narrazione, inquadrandosi di volta in volta nel modo a lui più congeniale.

E’ ben diversa, dunque, da una narrazione in terza persona, che, continuando la metafora, potremmo paragonare ad una foto ad altri, a terzi, appunto:

Narrazione in terza persona come foto a terzi

Quindi ci siamo chiesti i vantaggi e gli svantaggi della narrazione-selfie, quella in prima persona. Questi gli appunti presi alla lavagna:

Riassumendo:

VANTAGGI E SVANTAGGI DELLA NARRAZIONE IN PRIMA PERSONA

VANTAGGI

SVANTAGGI

Il narratore è anche protagonista

Il narratore sono io— > decido io il corso della storia

Viene presentato un unico punto di vista—>

–>potrebbe esserci il rischio della noia e monotonia

Si possono raccontare meglio le proprie emozioni, i propri sentimenti Rischio di minore attenzione agli altri personaggi
Le descrizioni sono soggettive e evidenziano stati d’animo Si possono descrivere un ridotto numero di personaggi e luoghi
Potrebbe essere troppo vincolante per un racconto lungo o un romanzo

Attività:

ai ragazzi di IIA è stato chiesto…di cambiare il proprio punto di vista, trovandone uno insolito e verificando, quindi, quanto può cambiare il modo di raccontare (abbiamo letto “Diario di una penna”). Lavoro di gruppo.

ai ragazzi di IIIA è stato chiesto di riconvertire in prima persona un brano di Oliver Twist di Dickens e uno di Jane Eyre di Bronte, vedendo, di conseguenza, quanto della narrazione in terza persona rimanesse fuori dalla riscrittura, soprattutto nella descrizione e nella pluralità di voci narranti, e quanto la prima persona di contro permettesse di indagare i sentimenti del protagonista, con una libertà di riscrittura piuttosto amplia.

A presto, coi lavori dei ragazzi!

La prof

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IIIA: “Vorrei, ma non torno”_J-Ax & Fedez feat Ugo Foscolo

Allora.

Succede che io spieghi Foscolo.

Il Trattato di Campoformio, il tradimento di Napoleone, la fuga di Foscolo da Zacinto.

Succede che ne facciamo una serissima analisi del testo, ne estrapoliamo temi significativi, scandagliamo il dilemma umano tra gli ideali e gli affetti, ne cogliamo la vicinanza ai nostri dilemmi quotidiani.

Poi succede che, al solito, una battuta tira l’altra, ci si scherza un po’ su…

-Foscolo dice che voleva tornare, ma non poteva…Insomma, prof, un po’ come J-Ax e Fedez “Vorrei, ma non torno”.

Risata generale.

-Ok, ragazzi, per la prossima volta, riscrittura della canzone in chiave foscoliana :DDDD

Ed ecco cosa mi hanno portato due ragazzi, che hanno accettato la sfida! 😉

VORREI, MA NON TORNO

J-AX & FEDEZ FEAT UGO FOSCOLO

 

Io vi chiedo pardon

Ma odio Napoleon

E’ che a Zante ho lasciato il mio nuovo I-Phone

Il cavallo di Bonaparte ha il papillon di Vuitton

Ed una sella con più glitter di una giacca di Elton John

 

Manzoni sul suo blog ha scritto un’ode

Dice che tutto il mondo tace quando muore

Ma io lo odio e anche un po’ troppo festeggio

con i fuochi d’artificio

 

Rit. E poi lo sai non c’è un senso a Campoformio che

non ha un equilibrio

E Zante per me ormai è un ricordo

Così triste da non condividere, e allora penso che

Vorrei, ma non torno

E ancora Napoleone passerà!

E ci cascheremo, noi poveri abitanti di Venezia

Io non vedo più il mare

Per colpa de sto generale

ma la voglia di tornare tanto non ci passerà

 

E come farà mia mamma a prendermi sul serio

Con gli insulti a Napoleone che ho scritto su facebook

Papà ci ha lasciati non è affatto bello

ma nenanche mia mamma che parla con le ceneri di mio fratello

 

E Giovanni ha perso un patri-monio

Impazzito per il gioco, è da mani-comio

Non ho fatto una scelta di testa, ma di cuore

E infatti me ne pento, ho commesso un grande errore

 

Rit.

 

(Massimiliano Rocca e Pietro Ilari, IIIA)

Zio Ugo, perdonaci…ma ci siam troppo divertiti!!!

Succede! :DDDD

 

Continua a leggere

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IIIA: Scrivere come i grandi: l’incipit descrittivo

Scrivere con i grandi

—-

Continua il percorso di scrittura e, dopo aver letto il racconto “Angoscia” di A. Checov (che volendo ritrovate qui), averlo analizzato e scritto un testo libero ispirato allo stesso argomento (“Quella volta che mi sono sentito a disagio, non capito, non ascoltato”), vediamo di scendere più nel dettaglio e risalire alle tecniche. Abbiamo notato in classe il particolare incipit del racconto:

Crepuscolo della sera. La grossa, umida neve tùrbina fiaccamente intorno ai fanali or ora accesi e si posa in uno strato sottile e morbido sui tetti, sul dorso dei cavalli, sulle spalle, sui berretti di pelo. Il vetturino Jona Potàpov è tutto bianco, come un fantasma. Si è curvato quanto è possibile curvarsi a un corpo vivo, siede a cassetta e non si muove. Se anche lo coprisse un cumulo di neve, egli non sentirebbe il bisogno di scuoterselo di dosso… Anche la sua cavallina è bianca e immobile. Per la sua immobilità e angolosità di forme e le sue gambe rigide come bastoni è, anche da vicino, simile a uno di quei cavallucci di pane che i fornai vendono per una copeca. Con tutta probabilità essa è immersa ne’ suoi pensieri. Chi, uomo o bestia, è stato strappato all’aratro, ai paesaggi noti e grigi, per esser gettato qui, in questo baratro, pieno di luci mostruose, di incessante frastuono e di uomini in corsa, non può non pensare. Jona e la sua cavallina non si muovono da quel posto da un pezzo. Sono usciti dalla rimessa ancor prima del pranzo e quanto a clienti niente e poi niente. Ma ecco sulla città discendono le ombre della sera. Il pallore della luce dei fanali cede a un color vivo, e l’andirivieni della via si fa più rumoroso.

Abbiamo ragionato a lungo su questo racconto e su questa tecnica. Vediamo ora altri esempi.

Cliccare sul LINK per altri esempi e attività.

 

La prof

 

 

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BOOKS, NO BULLIES: riconoscimento nazionale

Il progetto eTwinning BOOKS, NO BULLIES dello scorso anno ha ricevuto il QUALITY LABEL  nazionale, quale riconoscimento della valenza didattica e formativa. I ceritficati saranno consegnati quanto prima agli alunni partecipanti e anche agli ex alunni 🙂

Per chi volesse vedere (parte) del progetto svolto e premiato, ecco qui la sezione pubblica dei lavori svolti!

LINK AL TWINSPACE (MODALITA’ PUBBLICA)

Buona navigazione! 🙂

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Tutte: FESTA DEL LIBRO_San Vito Romano 10-12 ottobre 2018

Quest’anno  San Vito e la nostra scuola saranno coinvolti ne “La Festa del Libro“, a cura del Sistema Bibliotecario dei Monti Prenestini,  dal 10 al 12 ottobre prossimi.

[foto locandina e programma da inserire]

Tutta la scuola è invitata a partecipare, dalla prima classe della scuola primaria alla terza media. I ragazzi dovranno animare la lettura de “Il barone rampante” di I. Calvino, che si svolgerà in modo itinerante nella parte antica del paese. Ogni classe leggerà, animerà, drammatizzerà due capitoli del romanzo calviniano, alla presenza di quanti parteciperanno alle mattinate di lettura 😉 Nei pomeriggi, potranno poi partecipare alla presentazione dei libri di Irene Quaresima sulla storia di San Vito, nella biblioteca Comunale.

Venerdi pomeriggio, la lettura del romanzo sarà terminata da attori e personalità locali e, contestualmente, ai ragazzi sarà consegnata la tessera per il prestito di libri presso la nostra biblioteca comunale 😉

I ragazzi si stanno preparando affrontando la lettura del romanzo attraverso l’audiolibro e attività di riflessione e scrittura libera/guidata dell’intero romanzo (in avvio). Ciascuna classe sta ideando una propria revisione creativa della lettura ad alta voce 😉

Qui i link dell’audio libro;)


 LINK PER LA LETTURA DEI CAPITOLI

(IIA CAPP 13 E 14, IIIA CAP 19 E 20)

DIVISIONE IN CAPITOLI PER 12 CLASSI

10 OTTOBRE

ORE 9 – VA – CAP. I – CAP.II

ORE 10 – VB – CAP III – CAP IV

ORE 11 – IV B – CAP V – CAP VI

ORE 14.30 IIIA+IIIB – CAP VII- CAP VIII

11 OTTOBRE

ORE 9.30 I A (MEDIE) – CAP. IX – CAP. X

ORE 10.30 I B (MEDIE) – CAP XI – CAP XII

ORE 11.30 II A (MEDIE) – CAP.XIII – CAP XIV

ORE 14.30 IV A – CAP XV – CAP XVI

12 OTTOBRE

ORE 9.30 II B (MEDIE) CAP XVII – CAP XVIII

ORE 10.30 III A (MEDIE) CAP XIX – CAP XX

ORE 11.30 IIIB (MEDIE) CAP XXI – CAP XXII

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Inseriremo qui di seguito foto e materiali prodotti per l’occasione! STAY TUNED 😉

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IIA IIIA Scrivere con i grandi_Integrazione poetica_Spunti per poesie

Scrivere con i grandi


Iniziamo ad ampliare il percorso e, dopo aver visto come trovare idee per una storia, vediamo come trovare idee per una poesia.

Leggiamo:

Possibilità
Possibilities
di Wislawa Szymborska

Preferisco il cinema.
Preferisco i gatti.
Preferisco le querce sul fiume Warta.
Preferisco Dickens a Dostoevskij.
Preferisco me che vuol bene alla gente, a me che ama l’umanità.
Preferisco avere sottomano ago e filo.
Preferisco il colore verde.
Preferisco non affermare che l’intelletto ha la colpa di tutto.
Preferisco le eccezioni.
Preferisco uscire prima.
Preferisco parlar d’altro coi medici.
Preferisco le vecchie illustrazioni a tratteggio.
Preferisco il ridicolo di scrivere poesie, al ridicolo di non scriverne.
Preferisco in amore gli anniversari non tondi, da festeggiare ogni giorno.
Preferisco i moralisti che non promettono nulla.
Preferisco una bontà avveduta a una credulona.
Preferisco la terra in borghese.
Preferisco i paesi conquistati a quelli conquistatori.
Preferisco avere delle riserve.
Preferisco l’inferno del caos all’inferno dell’ordine.
Preferisco le favole dei Grimm alle prime pagine.
Preferisco foglie senza fiori che fiori senza foglie.
Preferisco i cani con la coda non tagliata.
Preferisco gli occhi chiari perché li ho scuri.
Preferisco i cassetti.
Preferisco molte cose che qui non ho menzionato
a molte pure qui non menzionate.
Preferisco gli zeri alla rinfusa che non allineati in una cifra.
Preferisco il tempo degli insetti a quello siderale.
Preferisco toccar ferro.
Preferisco non chiedere per quanto ancora e quando.
Preferisco considerare persino la possibilità
che l’essere abbia una sua ragione.

Si tratta di una poesia sul sé, sui propri gusti, sui propri desideri, elencati in modo particolare. Notiamo la tecnica che usa la poetessa: è una ripetizione sistematica, ad inizio verso della stessa parola (anafora).

La poetessa descrive sé stessa usando un elenco. Usa l’elenco per rispondere alla domanda “Cosa amo di più?”.

L’elenco è molto utile per riflettere di sé, degli altri, del mondo. E’ molto usata da poeti e anche da cantanti.

I GIUSTI di Jorge Luis Borges

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

In quest’altra poesia, il poeta usa l’elenco per specificare le categorie di persone che secondo lui sono più importanti al mondo. Borges usa l’elenco per rispondere alla domanda “Cosa è importante per me?”.

Anche i cantanti usano questa tecnica, per trovare ispirazione per le loro canzoni, per parlare di sé o del mondo. Ascoltiamone una 😉

Ho messo tra le cose da salvare

I quadri di Picasso e di Van Gogh

Cent’anni di solitudine, Il vecchio e il mare

La voce di Frank Sinatra e Nat King Cole

Le note di Michelle e Yesterday

I pugni che tirava Cassisu Clay

E quella notte davanti alla TV

Un’astronave e un uomo che scendeva giù.

Ho messo tra le cose da salvare

I goal in bianco e nero di Pelé

L’Italia del 25 aprile

Benigni che tiene in braccio Berlinguer

L’armonica di Blowin’ in the wind

Il sogno di Martin Luter King

Ho messo tra le cose da salvare

Un vecchio giradischi che non va

Una valigia di parole nuove

La nostra voglia la nostra voglia di libertà

Di libertà

Il cantante Barbarossa ha fatto l’elenco delle cose per lui importanti, ed ha usato la stessa tecnica della Szymborska o di Borges…

Ora tocca a voi! Inchiostro alle penne ed emulando i poeti e i cantanti provate a scrivere i…vostri elenchi poetici!

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